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Trend in GDO

I trend del reparto carni nella GDO statunitense

of Redazione


Nel 2024, le vendite del reparto carni in GDO negli Stati Uniti hanno superato i 127 miliardi di dollari, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente. Anche con le richieste dei consumatori che sono soggette a profondi cambiamenti, le pressioni inflazionistiche e altri fattori che influenzano la domanda, molti marchi hanno registrato una crescita rilevante. Ma il 2025 offrirà nuove opportunità? E quali tendenze vale la pena seguire? Ovviamente dipende dal mercato di riferimento, dalla strategia del marchio, dall’offerta di prodotti e altro ancora. Ma, alla fine, comprendere i consumatori e le loro motivazioni è la chiave. Nell’articolo “Meat Department Trends: what’s New for 2025”, NielsenIQ (NIQ) — agenzia leader a livello mondiale nella comprensione della consumer intelligence — ha evidenziato le cinque principali tendenze nel reparto carne. Nel 2024, i consumatori USA hanno dovuto fare i conti soprattutto con gli effetti prolungati dell’inflazione. A dicembre, l’aumento medio dei prezzi alimentari è stato dell’1,6%. Tuttavia, il reparto carne ha registrato un calo dell’1,8%, alleviando lo stress per i consumatori sotto pressione. Questo ha permesso alla carne di recuperare parte della quota persa e tornare ad essere un punto fermo nei carrelli della spesa. Ecco i trend da tenere d’occhio.


1. Domanda in calo per le carni a base vegetale

Nel 2023, 15,5 milioni di Americani seguivano uno stile di vita vegetariano, di cui circa 2 milioni completamente vegano. Questo trend ha temporaneamente influenzato le vendite alimentari, anche nel reparto carne. La crescita della domanda era spinta anche da preoccupazioni legate al benessere animale, all’ambiente e alla salute. Tuttavia, a causa dell’inflazione e dei cambiamenti nei prezzi e nei volumi di vendita, il mercato delle alternative vegetali ha subito un rallentamento: alla fine del 2024, le vendite sono diminuite del 2,3% su base annua. I rivenditori stanno quindi limitando l’assortimento di carni vegetali, concentrandosi maggiormente sui prodotti tradizionali. I marchi del settore dovranno adattarsi a questo cambiamento e rivedere la propria offerta.


2. Crescita della Private Label e dei prodotti “a valore”

Negli ultimi 15 anni, i marchi del distributore hanno guadagnato 7 punti nella spesa CPG (beni di largo consumo). Anche se l’inflazione si è attenuata, i prezzi elevati continuano a pesare. Questo porta i consumatori a cercare risparmio, facendo crescere i marchi privati al 22% delle vendite globali CPG nel 2024. Anche la carne è coinvolta: i value added reseller (VAR) hanno raggiunto il 36,6% della spesa alimentare (+4,7% su base annua). Per competere, molti marchi di carne puntano sulle promozioni. Con l’aumento mensile della quota promozionale sul totale vendite in dollari, questa è una strategia comprensibile. Tuttavia, puntare solo sulle promozioni non è sostenibile. Sarà fondamentale ottimizzare sia la strategia di prezzo che quella promozionale.


3. Crescente interesse per le carni etniche

La diversità statunitense si riflette anche nella maggior domanda di carni etniche. Rivenditori e marchi stanno rispondendo ampliando l’offerta. Questo può avvenire attraverso nuove linee di prodotto o adattando quelle esistenti. La chiave è conoscere bene il proprio mercato, a livello regionale o del punto vendita, e agire in maniera precisa.


4. In calo la richiesta di comodità

Con i consumatori che cercano di risparmiare denaro, la domanda di carni pretagliate o premarinate è in calo. Ora queste vengono acquistate soprattutto per eventi speciali. Ne è prova il forte calo su base annua di vassoi misti per party (–22,4%) e confezioni combinate di carne lavorata (–22,5%). I rivenditori stanno rispondendo riducendo l’offerta di prodotti pronti e tornando a puntare sui pilastri del reparto carne, sia con marchi propri che brand tradizionali. Allinearsi ai nuovi comportamenti dei consumatori è essenziale per costruire una base solida per oggi e per il domani.


5. Aumento della personalizzazione

Anche nel reparto carne, i consumatori cercano personalizzazione. Questo ha portato ad un ritorno delle macellerie interne in GDO, dove è possibile tagliare la carne su richiesta. Inoltre, i rivenditori offrono ordini e consegne on-line che consentono di personalizzare gli acquisti. Con l’86% delle vendite CPG provenienti da “acquirenti omnicanale”, è essenziale migliorare sia l’esperienza in negozio che quella on-line. Utilizzare i dati dei clienti per creare pagine prodotto personalizzate o campagne mirate può migliorare la soddisfazione, la fidelizzazione e le vendite, controbilanciando l’inflazione.


6. Come sfruttare i nuovi trend

Comprendere i cambiamenti del mercato e le nuove esigenze dei consumatori aiuta a prendere decisioni più strategiche, essenziale per prosperare nel tempo.

Fonte: Nielsen Consumer LLC 


Note e approfondimenti

  1. NIQ Total U.S. Omnisales Latest 52 Weeks Period Ending Dec. 28, 2024.
  2. NIQ, Total US xAOC, 5 weeks ending December 28, 2024. Vol = Units.
  3. NIQ Report – Beyond Price Wars.
  4. NIQ, Total US xAOC, Value Retailers (Mass+Club+Dollar) 5 weeks ending December 28, 2024.
  5. NIQ, Total US xAOC, Promotional Dollar Sales 5 weeks ending December 28, 2024.
  6. NIQ Report, From blind spots to breakthroughs.


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