C’è un appuntamento — molto atteso e partecipato per la nostra Redazione di Eurocarni — che si ripete ogni fine agosto da vent’anni. È la presenza al Round Table organizzato dal Belgian Meat Office che, in una location che spesso è diversa — da Bruxelles a Gent ad Anversa, come quest’anno —, chiama a raccolta una selezione di giornaliste e giornalisti europei del comparto carni. Un’occasione unica per confrontarci con colleghi e operatori sull’industria europea, sui vari mercati e, soprattutto, un momento di riflessione per condividere analisi e focus sui trend di consumo, di prodotto e commercio. Vent’anni di lavoro su cui il Belgian Meat Office ha investito tempo e risorse per supportare la stampa specializzata nella raccolta di contenuti, nel networking e nel trasmettere ai lettori — per quanto riguarda noi, attraverso le pagine di Eurocarni — l’evoluzione di questa industria a livello internazionale. Prima con la direzione di René Maillard e oggi con quella di Joris Coenen, il Belgian Round Table è e resta l’unico evento formativo promosso a livello europeo da un ente che rappresenta il comparto carni a livello nazionale. E a ben pensarci, vent’anni non sono pochi! La celebrazione di un “anniversario” è un momento fondamentale che invita a riflettere sul passato e sulle sfide superate. Ma è anche un’occasione strategica per definire e tracciare la visione futura di un mercato globale, quello delle carni, sempre più complesso a causa delle pressioni sui prezzi, la crescente attenzione alla sostenibilità (anche ambientale) e le dinamiche competitive tra i principali produttori in uno scenario politico difficile.
«Radicato in solide tradizioni familiari e artigianali, il comparto delle carni bovine, suine e ovine in Belgio continua a navigare tra continuità e cambiamento in un panorama complesso e in continua evoluzione» ha detto Joris Coenen nel darci il benvenuto ad Anversa, da cui ci siamo poi spostati per assistere ad una sessione di disosso di uno splendido quarto di vacca Blu Belga con il super butcher Luc De Laet, il quale, in una lezione magistrale di arte del taglio della carcassa, ha condiviso con noi la sua visione sul futuro dell’industria della carne in Europa (si veda l’articolo a pagina 70).
Il giorno seguente, giovedì 28 agosto, nel corso della tavola rotonda, il filosofo Maarten Boudry ha offerto uno sguardo critico su temi fondamentali come l’etica, la sostenibilità e le sfide dei consumatori, aiutandoci a riflettere più a fondo sulla direzione del settore. Ha fatto seguito un confronto con Luc Verspreet, Gerard Van Landschoot (rispettivamente presidente uscente ed entrante del Consiglio di amministrazione della FEBEV, la Federazione Nazionale Belga dei macelli, dei laboratori di sezionamento e dei grossisti delle carni) e lo stesso Boudry, che hanno ripercorso 20 anni di sviluppo e condiviso la loro visione per i prossimi due decenni, combinando esperienza, analisi critica e competenze di settore.
Joris Coenen, l’industria delle carni in Belgio
Il direttore del Belgian Meat Office ha dato qualche numero sull’andamento della produzione zootecnica in Belgio e sui numeri di capi allevati; trend che conferma la decrescita anche alla luce di politiche nazionali che disincentivano gli operatori, con allevamenti spesso di piccole dimensioni e a conduzione famigliare, a proseguire in quest’attività. Nel fare un’analisi del comparto carni degli ultimi vent’anni, Coenen ha sottolineato la concentrazione degli impianti di macellazione sul territorio — che da una cinquantina sono passati a 10 — e una vocazione all’export che si conferma molto forte.
Maarten Boudry e il futuro della carne: bilanciare consumo, etica e impatto ambientale
Molto coinvolgente è stato l’intervento di Maarten Boudry, filosofo della scienza, autore e affiliato all’Università di Gent, dove ricopre la cattedra Etienne Vermeersch in pensiero critico. Boudry si definisce uno “scettico razionale” o “scettico scientifico”, poiché adotta un atteggiamento critico verso affermazioni e teorie, specialmente quelle che pretendono di essere scientifiche. Lo scopo degli scettici razionali è valutare la validità delle affermazioni attraverso la ricerca e il pensiero critico, scoraggiando credenze non supportate. Un approccio alla conoscenza che va decisamente contro corrente in un mondo alimentato da fake news, disinformazione, contenuti privi di qualsivoglia base scientifica che nutrono i canali social e influenzano le nostre vite e, naturalmente, anche le nostre scelte di acquisto. Boudry ha pubblicato oltre 50 articoli scientifici su temi come la pseudoscienza, le politiche climatiche e l’epistemologia evolutiva. Grazie alle sue spiccate capacità analitiche e al suo talento nell’individuare fallacie e fraintendimenti, al Round Table 2025 ci ha offerto una prospettiva chiarificatrice su questioni complesse. In relazione al nostro mondo delle proteine animali Maarten ha parlato di etica, sostenibilità, sicurezza alimentare e tendenze dei consumatori. «Il consumo di carne cresce con la ricchezza delle società, nonostante molti dichiarino di ridurlo. La percezione della carne come alimento “naturale” resta persistente. Tuttavia, ci sono pressioni crescenti: l’impatto ambientale (emissioni di gas serra, consumo di suolo) e i dilemmi etici (benessere animale e disagio morale verso il sacrificio dell’animale). Studi mostrano che una parte significativa della popolazione è d’accordo e sostiene il divieto di allevamenti intensivi o macelli, pur continuando a consumare carne: una contraddizione tra pratica e valori morali. La pubblicità alimenta questa rimozione, mostrando paesaggi idilliaci o animali sorridenti, invece della realtà degli allevamenti intensivi. Il futuro della carne dipenderà dalla capacità del settore di rispondere a queste sfide etiche ed ecologiche, e dall’evoluzione del nostro “circolo morale”, che tende a includere sempre più gli animali nel nostro orizzonte di compassione».
Tavola rotonda: “Guardare indietro, pensare al futuro: 20 anni di carne belga”
Dopo la lezione magistrale del filosofo della scienza, il focus è tornato sull’industria delle carni belghe, con la consueta tavola rotonda presieduta da Luc Verspreet e Gerard Van Landschoot, della FEBEV, e ancora da Maarten Boudry. In una discussione corale, stimolata dalle numerose domande poste dai giornalisti presenti, Verspreet e Van Landschoot, insieme a Joris Coenen, hanno ripercorso i risultati dei due decenni passati e condiviso la loro visione per il futuro. In questi 20 anni, il mercato delle carni a livello europeo e mondiale è profondamente mutato. Oggi i player industriali si sono ridotti causa un ovvio processo di fusioni e integrazioni. «Se anni fa in Belgio si contavano almeno cinquanta macelli, oggi ne sono rimasti una decina!» ha ripetuto Verspreet, che ha anche sottolineato quanto sia importante restare efficienti per mantenere una posizione competitiva sul mercato europeo. E di efficienza ha anche parlato Coenen, rimarcando la caratteristica di struttura a conduzione famigliare delle aziende belghe: «le aziende di piccole e medie dimensioni sono più flessibili nell’adattarsi alle richieste del mercato e ad affrontare eventuali criticità rispetto ai grandi gruppi industriali».
I temi sul tavolo sono stati quindi numerosi e complessi: scarsità di materia prima, ostacoli alla produzione zootecnica, sanità animale sempre in primo piano, apertura di nuovi mercati nell’export delle carni. E ancora, tutela del benessere animale e della sostenibilità ambientale, uso delle tecnologie e dell’innovazione per aumentare l’efficienza ambientale. Insomma, il dibattito resta aperto: «fino a che punto le nuove tecnologie (carne coltivata, alternative vegetali) potranno conciliare tradizione alimentare, etica e sostenibilità?» ha chiesto Boudry ai presenti. Una domanda che potrà trovare risposte anche nelle prossime tavole rotonde in Belgio.
Elena Benedetti
>> Link: flandersmeat.com/it
Nota: in foto, Joris Coenen con Gerard Van Landschoot, Maarten Boudry e Luc Verspreet.
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Carni belghe, qualche numero
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