Si è chiusa lo scorso 14 maggio l’edizione 2026 di TuttoFood, la fiera B2B di riferimento per l’intero sistema agroalimentare, che ha registrato in quattro giorni 123.000 presenze, 27.000 delle quali dall’estero, con un incremento del 30% rispetto all’edizione dello scorso anno. La partecipazione di un numero così rilevante di operatori professionali, tra industria, distribuzione, ristorazione, importatori, buyer, dimostra la capacità della manifestazione, organizzata per il secondo anno da Fiere di Parma, di trasformare la domanda globale di qualità alimentare in relazioni commerciali, sviluppo e accesso ai mercati e, contemporaneamente, il suo ruolo, sempre più forte, di piattaforma economica internazionale di riferimento per il Food & Beverage.
Fiere di Parma e Fiera Milano, un’alleanza vincente
Il risultato, frutto di un’alleanza di sistema tra Fiere di Parma e Fiera Milano con il coinvolgimento per la parte internazionale di Koelnmesse, organizzatore della più importante manifestazione al mondo, Anuga di Colonia, si inserisce in un’edizione che ha occupato 10 padiglioni, 82.000 m2 netti di superficie espositiva sold out, in crescita del 15%, riunito 5.000 brand (+20%, di cui circa il 30% esteri) e 4.000 top buyer internazionali.
«I numeri e i pareri unanimemente positivi da parte di espositori, buyer, visitatori, frequentatori abituali delle storiche fiere mondiali del cibo, lo confermano: abbiamo coperto uno spazio inspiegabilmente ancora libero, realizzando in Italia un evento di portata internazionale per l’agroalimentare del tutto nuovo e che ora ogni anno, grazie all’alternanza strategica tra Cibus e TuttoFood, metterà a disposizione del made in Italy un palcoscenico e un hub globale per affermarsi ulteriormente — afferma Antonio Cellie, AD Fiere di Parma — coerentemente con il prestigio, il ruolo, la rilevanza internazionale che il cibo e la cucina italiana hanno nel mondo. Oggi le fiere, infatti, non sono più soltanto vetrine di prodotto. Sono luoghi di business, in cui le imprese misurano la domanda internazionale, creano mercati, costruiscono relazioni commerciali e trasformano la reputazione del made in Italy in risultati economici. La crescita delle presenze ci dice che le aziende e gli operatori cercano luoghi fisici e qualificati in cui orientarsi dentro un mercato globale più frammentato, più selettivo e più competitivo».
La crescita delle presenze assume, infatti, un valore ancora più significativo perché avviene in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche, dazi, pressione sui costi energetici, volatilità delle materie prime e ridefinizione delle catene internazionali di fornitura. In questo scenario, il food si conferma uno dei comparti più solidi dell’economia italiana: nel 2025 le esportazioni italiane di beni alimentari hanno raggiunto i 72,4 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto al 2024. Sul fronte industriale, il comparto continua a esprimere forza anche in termini di fatturato, con l’industria alimentare italiana che nel 2025, secondo Federalimentare, ha raggiunto 204 miliardi di euro, in crescita del 3,6% sull’anno precedente.
«TuttoFood è una vetrina internazionale che racconta la capacità dell’Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità» ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida intervenuto al taglio del nastro del salone. «Attraverso l’incontro tra produttori, trasformatori, distributori e buyer internazionali, TuttoFood valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche. È quanto mai strategico fare sistema, creando sinergie tra le fiere italiane e rafforzando la competitività della nostra nazione sui mercati globali. In un contesto internazionale complesso, TuttoFood si conferma così un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione, qualità e visione strategica dell’agroindustria italiana».
L’Italia del cibo al centro
Un ruolo, quello dell’Italia del cibo, confermato con entusiasmo dai tanti buyer internazionali presenti in fiera, che hanno descritto la cucina italiana come punto di riferimento europeo per il food premium e gourmet. Per i buyer provenienti dagli USA, dall’America Latina, dall’Asia, dal Golfo, ma anche da Paesi europei come la Francia, il made in Italy ha una reputazione molto alta, grazie all’innegabile qualità delle materie prime, ma anche alla sua autenticità, all’affidabilità produttiva, alla distintività dell’offerta e al valore gastronomico e culturale che porta in sé. Nella testimonianza di un importante buyer europeo, emerge un dato molto significativo: circa il 70% del business ristorativo della sua insegna ruota attorno a prodotti italiani, a dimostrazione che la cucina italiana è ormai strutturale nell’offerta Ho.re.ca. internazionale e molti mercati non considerano sostituibili alcune categorie italiane, a partire dall’olio d’oliva, passando per l’aceto balsamico, la farina, la pasta, fino ai biscotti e al cioccolato. Per alcuni operatori, come Cencosud (America Latina) e City Super Group (Honk Hong), l’Italia rappresenta addirittura il principale mercato europeo di sourcing alimentare.
Made in Italy, non solo tradizione ma anche e, soprattutto, innovazione
Un elemento interessante è che il cibo italiano non viene percepito solo come classico o tradizionale, ma anche come capace di innovare, sperimentare e creare nuove ricettazioni gastronomiche, anticipando i trend. Il made in Italy non è visto soltanto come “heritage”, ma come un elemento vivo e contemporaneo. E, a proposito di innovazione, secondo Ben Costantini di Sesamers, società francese che ha portato in fiera start-up da 7 Paesi, specializzate in piattaforme software, bevande funzionali, salse artigianali e macchinari per la trasformazione, «TuttoFood non è solo un luogo dove vendere i prodotti di oggi, ma è il luogo in cui la prossima generazione di innovatori del settore alimentare trova il proprio mercato».
Zero sprechi con Banco Alimentare
Al termine di TuttoFood, il Banco Alimentare della Lombardia ha raccolto circa 25 tonnellate di cibo dalle oltre 600 aziende che hanno scelto di donare le proprie eccedenze alimentari, permettendo di destinare alimenti ancora in perfetto stato a più di 1.000 organizzazioni partner territoriali convenzionate (mense, centri di accoglienza, case-famiglia, ecc...), a beneficio di oltre 200.000 persone in difficoltà.
TUTTOFOOD Milano 2028
8-11 maggio
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Il Gruppo Cremonini protagonista a TuttoFood 2026 Il Gruppo Cremonini ha partecipato a TuttoFood con le società operative nei settori della produzione e distribuzione: carni bovine (Inalca e Fiorani), salumi e snack (Italia Alimentari, con i marchi Ibis, Corte Buona, Montagna e Spanino) e Inalca Food&Beverage (distribuzione internazionale del cibo di eccellenza dell’agroindustriale made in Italy), più uno spazio dedicato a MARR, la società del gruppo leader nel settore del foodservice.
L’offerta di carni internazionali Inalca ha una forte presenza internazionale, con stabilimenti o attività di esportazione in oltre 70 Paesi. Nell’attività di trading internazionale, la società vanta un know how unico, sviluppato in oltre 60 anni di storia, che le permette di selezionare e distribuire le migliori carni al mondo. Recentemente ha acquisito la distribuzione esclusiva per l’Europa dei 3 più famosi marchi di carni dell’Uruguay: INK (carni Wagyu e Black Angus), UMI-The Art of Beef (Black Angus) e TAURUS GOLD (carni Angus ed Hereford), presentati per la prima volta vengono a TuttoFood. Questa nuova offerta si affianca alle selezioni pregiate già nel portfolio di Inalca: Greater Omaha (Nebraska), Teys Black Angus (Australia), Diamantina Wagyu Beef (Australia), Japanese Wagyu, Carima (Frisona della Pianura Padana), Mazura (Polonia).
Le carni fresche di Fiorani L’obiettivo di Fiorani è portare nelle case degli Italiani prodotti che semplificano la preparazione senza mai scendere a compromessi sulla qualità. A TuttoFood è stata presentata l’evoluzione dell’offerta per il retail: dalle nuove ricette per l’hamburger e tartare, fino al restyling completo della gamma suino, pensata per i nuovi trend di consumo veloci e conviviali:
“La Verace, Vero Gusto Italiano” di IFB La Verace, Vero Gusto Italiano, è il nuovo progetto di Inalca Food&Beverage dedicato al mondo internazionale della pizza professionale, presentato ufficialmente a TuttoFood come ambasciatore dell’autentico gusto italiano per chef, pizzaioli e appassionati del piatto italiano più famoso al mondo. La Verace nasce da anni di collaborazione con alcuni dei più prestigiosi produttori e artigiani italiani: per loro, una grande pizza non è magia, ma il risultato di una selezione meticolosa, test rigorosi e autentica passione italiana, offrendo una selezione curata di ingredienti, semilavorati e soluzioni premium ready-to-use, pensata per i professionisti della pizza in tutte le sue forme e declinazioni. La gamma comprende farine professionali, pomodori selezionati, oli, latticini premium e soluzioni dedicate al mondo pizza, pensate per chef, pizzaioli e professionisti della ristorazione che conoscono il valore di ogni ingrediente e vogliono distinguersi. A completare il progetto, anche “La Verace Lab”, uno spazio creativo ispirato alla cultura e alla simbologia napoletana, dove tecnica, ricerca e storytelling si incontrano per trasformare la pizza in un’esperienza culturale oltre che gastronomica.
La salumeria e gli snack di Italia Alimentari La società del gruppo specializzata nella produzione di salumi e snack ha presentato nuove soluzioni pensate per il foodservice e la distribuzione moderna, con focus su praticità, qualità e versatilità. Tra le novità, spicca la nuova linea di vaschette preformate Primo Taglio IBIS, sviluppata in diversi formati per valorizzare salumi italiani di alta qualità. I prodotti, realizzati secondo una lavorazione tradizionale, sono stagionati lentamente, affettati sottilmente e confezionati con cura per garantire una presentazione premium. Le vaschette uniscono estetica e funzionalità e sono disponibili anche per private label. Per i professionisti del foodservice si arricchisce la linea TOPCHEF IBIS con nuove proposte, tra cui il bacon affettato precotto in ATP. Pronto all’uso, riduce i tempi di preparazione e semplifica il lavoro in cucina, limitando fumo e grassi in cottura. Si rigenera rapidamente e garantisce croccantezza e gusto intenso, con tipica nota affumicata. È disponibile in vaschetta da 400 grammi ed è ideale per molte applicazioni. Completano l’offerta i nuovi bacon bits TOPCHEF IBIS in ATP, pronti all’uso anche a freddo, perfetti per arricchire rapidamente diverse preparazioni. Disponibili in vaschetta da 300 grammi, assicurano praticità, sicurezza e un profilo gustativo intenso e affumicato, espressione di un know-how produttivo consolidato. La Divisione Snack di Ibis ha presentato i nuovi tramezzini etnici: Pulled Chicken con bacon e uova; Pulled Pork, salsa BBQ e pomodori; Pastrami, salsa alla senape e cetriolini. Tre nuove referenze che esaltano sapori conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, direttamente in un sandwich. Confezionati in un carton board rettangolare e colorato, formato studiato appositamente per una funzionalità in tutti i canali di vendita. Gusto e carattere per un’offerta strategica on-the-go.
Lo spazio MARR MARR ha presentato un’offerta esclusiva pensata per gli operatori del foodservice. La proposta garantisce una copertura completa attraverso un’ampia gamma di selezioni MARR (Basic, Smart, Plus, Premium ed Extra), sviluppate per rispondere in modo concreto e mirato alle diverse esigenze del settore, assicurando qualità, innovazione, affidabilità e versatilità. Particolare rilievo è stato dato ai prodotti a marchio, elemento distintivo dell’offerta MARR, che esprime valore, costanza ed affidabilità, offrendo soluzioni performanti e distintive pensate per supportare i professionisti del foodservice nella creazione di proposte efficaci e nel controllo del food cost. >> Link: www.cremonini.com |
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Amadori: tre i nuovi prodotti di marca presentati in fiera Davvero imponente lo spazio del Gruppo Amadori posizionato all’ingresso del Padiglione 4 in questa edizione di TuttoFood, nel corso della quale è stato presentato un ventaglio di novità all’insegna dell’innovazione, del contenuto di servizio e del gusto, con la garanzia della qualità italiana della filiera Amadori. Iniziamo dai CuoRipieni Amadori: una rivoluzione nel segmento delle polpettine avicole, pensata per chi ha poco tempo da dedicare a lunghe preparazioni in cucina, ma non vuole rinunciare ad un piatto appagante e di alta qualità. Nate da un percorso di ricerca iniziato nel 2021, che ha coinvolto diversi team di lavoro del Gruppo Amadori insieme a partner esterni, le nuove polpettine sono state studiate per rispondere al desiderio di portare nella tavola quotidiana un secondo piatto gustoso e dal tocco gourmet, facile da preparare e pronto in pochi minuti. I CuoRipieni Amadori si presentano sul mercato con una gamma composta da tre varianti di ripieno: prosciutto cotto e formaggio; spinaci e formaggio; mozzarella, pomodoro e origano. Le polpette sono realizzate con carni di pollo e tacchino 100% italiani da filiera Amadori, sono senza glutine e offrono una versatilità di cottura totale: possono essere preparate in padella, in forno tradizionale e, per chi ama la leggerezza, nella friggitrice ad aria. Altre due novità presentate a Milano sono la “Cotolettina Crunchy” e la linea “Pronti da Gustare”. Con la prima referenza, Amadori punta a presidiare il segmento dei panati con un prodotto distintivo soprattutto per la sua grammatura, che segue il trend della snackizzazione del pasto e ha come target principali di consumatori nuclei familiari ridotti o monocomponente, anche grazie al pratico formato retail antispreco da 150 grammi. La Crunchy ha panatura super croccante di cornflakes ed è realizzata con filetti di pollo 100% italiani, senza olio di palma. Con la linea “Pronti da Gustare” Amadori propone invece una nuova gamma di proposte gourmet pronte in un solo minuto al forno microonde o in padella. Caratterizzata da una shelf-life di 30 giorni e proposta in pratiche monoporzioni da 200/250 grammi, la linea include gustose ricette di carne bianca e verdure: petto di pollo e broccoli; rollino con pollo e cime di rapa; arrosto di tacchino con funghi. Con questi lanci, Amadori punta a creare nuove categorie di consumo e ad aumentare il valore di marca attraverso l’innovazione e la differenziazione dell’assortimento. >> Link: www.amadori.it |
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Bilancio positivo per il Consorzio Sigillo Italiano, con oltre 20.000 contatti allo stand dedicato al Fassone di razza Piemontese Si è chiusa con un bilancio decisamente positivo la partecipazione del Consorzio Sigillo Italiano a TuttoFood 2026. Nell’ambito del progetto EU Beef Pure Quality, il Consorzio Sigillo Italiano ha concentrato la propria presenza sulla promozione e valorizzazione della carne bovina del Fassone di razza Piemontese SQNZ (Sistema Qualità Nazionale Zootecnia), eccellenza autoctona italiana e simbolo di una filiera certificata, controllata e orientata alla qualità. Per tutta la durata della manifestazione, lo stand del Consorzio ha ospitato showcooking, degustazioni guidate, conferenze stampa, talk e tavole rotonde che hanno coinvolto cuochi, tecnici ed esperti qualificati, attirando un pubblico numeroso e interessato ai temi della qualità certificata, della tracciabilità e della sostenibilità. «La partecipazione a TuttoFood è stata sicuramente molto positiva» ha sottolineato il presidente del Consorzio Franco Martini. «Abbiamo incontrato molti buyer della distribuzione e registrato un interesse concreto nei confronti del nostro progetto, che ha come obiettivo principale la promozione della carne certificata SQNZ, il Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia, riconoscibile con il logo collettivo del Consorzio Sigillo Italiano». Martini ha evidenziato come uno degli elementi distintivi del progetto sia la trasparenza nei confronti del consumatore: «La GDO che aderisce al sistema del Consorzio Sigillo Italiano può riportare in etichetta anche il nome dell’azienda produttrice: una scelta volontaria che valorizza il lavoro degli allevatori, rafforza la trasparenza della filiera e consolida il rapporto di fiducia con il consumatore. Noi vogliamo promuovere una razza autoctona estremamente importante per il nostro territorio nazionale, caratterizzata da una spiccata attitudine alla produzione di carne magra e dagli elevati standard qualitativi». Alla base del sistema SQNZ vi è un Disciplinare rigoroso che stabilisce controlli lungo tutta la filiera. «Il sistema è governato da regole precise — prosegue Martini — che prevedono l’autocontrollo del produttore, quello del Consorzio e la verifica da parte di enti certificatori indipendenti». Soddisfazione anche da parte del direttore del Consorzio, Giuliano Marchesin, che ha sottolineato l’efficacia della formula scelta per la manifestazione: «A TuttoFood l’unione tra divulgazione tecnica, momenti esperienziali e valorizzazione gastronomica si è dimostrata vincente. Il pubblico oggi vuole conoscere ciò che porta in tavola, sapere da dove arriva la carne, come viene allevato l’animale, quali controlli vengono effettuati e quali garanzie offre la filiera». Nel corso dei quattro giorni di manifestazione, tra visitatori che si sono fermati allo stand per chiedere informazioni, degustare i prodotti, seguire gli showcooking il Consorzio ha stimato oltre 20.000 accessi complessivi. >> Link: sigilloitaliano.it |
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Il vitello tra gusto, nutrizione, sostenibilità ed economia circolare: la tavola rotonda di ASSOCARNI per la campagna europea EU VEAL
La filiera del vitello come esempio di integrazione tra sostenibilità ambientale, economica, alimentare e culturale: è quanto messo in luce dalla tavola rotonda organizzata da Assocarni, in collaborazione con SBK, nell’ambito di TuttoFood 2026, con un confronto tra scienza, allevamento e cultura gastronomica che ha definito il ruolo del vitello all’interno di un modello produttivo sostenibile, tracciabile e responsabile. Modelli produttivi e tutela del benessere animale L’allevamento bovino in Italia rappresenta un comparto strategico che genera il 5,6% del valore dell'agricoltura nazionale, coinvolgendo oltre 100.000 aziende. La gestione della filiera del vitello si basa oggi su standard europei di sicurezza alimentare tra i più rigorosi al mondo, supportati in Italia da sistemi di monitoraggio come ClassyFarm. Questo strumento consente di tracciare in tempo reale indicatori di biosicurezza e benessere animale, garantendo che l'uso di farmaci sia limitato esclusivamente a scopi terapeutici, in linea con le direttive UE sulla salute pubblica e la lotta all’antibioticoresistenza. «La filiera del vitello rappresenta un tassello strategico dell’agroalimentare europeo, poiché con il suo modello di economia circolare, valorizza ad esempio le risorse del comparto lattiero-caseario, garantisce standard elevati di benessere animale e tracciabilità ed è capace di coniugare equilibro nutrizionale e responsabilità ambientale» ha dichiarato Paulo De Waal, vicepresidente di Assocarni. Economia circolare, sostenibilità ambientale e benessere animale nella filiera del vitello La filiera valorizza i vitelli maschi provenienti dal settore lattiero-caseario, pari a circa il 40% dei nati europei, trasformando un surplus strutturale in risorsa alimentare. L’alimentazione dei vitelli a carne bianca integra latte e derivati dell’industria casearia, rappresentando un esempio di economia circolare. Il sistema ClassyFarm monitora benessere animale, strutture e gestione aziendale, con punteggi medi compresi tra il 78% e l’83% negli ultimi cinque anni. Sotto il profilo ambientale, i bovini a carne bianca presentano emissioni di metano enterico inferiori rispetto ai soggetti adulti, grazie a regimi alimentari prevalentemente liquidi che riducono le fermentazioni ruminali. «La sostenibilità del vitello risiede nella sua capacità di nobilitare risorse che altrimenti andrebbero perse. I dati confermano una filiera virtuosa che si inserisce perfettamente nel ciclo biogenico del carbonio, distinguendosi nettamente dai modelli basati sui combustibili fossili», ha spiegato il prof. Carlo Angelo Sgoifo Rossi, dell’Università degli Studi di Milano.
La densità nutrizionale nella dieta bilanciata L’analisi biochimica della carne di vitello evidenzia un profilo ad alta densità nutrizionale caratterizzato da una ridotta presenza di grassi (2,7 g per 100 g di filetto crudo) e un elevato apporto di proteine nobili (20,7 g). La presenza di micronutrienti essenziali con alta biodisponibilità, come il ferro eme, lo zinco, il selenio e la vitamina B12, rende questo alimento funzionale a diverse fasi del ciclo vitale, in particolare per la crescita dei bambini e per il mantenimento della massa muscolare negli anziani. «Il vitello trova il suo ruolo ideale nella rotazione proteica del modello mediterraneo. La sua naturale tenerezza e digeribilità rispondono a fabbisogni nutrizionali specifici, offrendo una soluzione concreta per diete che richiedono alta qualità proteica senza eccessi calorici», ha affermato la dott.ssa Elisabetta Bernardi, biologa e nutrizionista, specialista in Scienza dell’Alimentazione.
Versatilità e memoria gastronomica: il ruolo della carne di vitello nella cucina europea La carne di vitello costituisce un pilastro della tradizione culinaria italiana, protagonista di ricette storiche come ossobuco, vitello tonnato, saltimbocca, arrosti in umido, che rappresentano la “cucina della misura” e del recupero integrale della materia prima. La versatilità gastronomica dei diversi tagli, dai più pregiati a quelli meno noti, ne favorisce l’utilizzo in ricette contemporanee come burger, tartare, tagliate e cotture a bassa temperatura, confermandone l’identità trasversale e la capacità di adattarsi ai nuovi linguaggi del gusto. «Mangiare non è mai solo un consumo, ma un atto culturale. Il vitello è un ingrediente che racconta la memoria gastronomica europea con linguaggi sempre attuali. È presente nelle ricette di famiglia e nelle cucine professionali perché unisce accessibilità, versatilità e coerenza tecnica. Conserva la tradizione e dialoga senza difficoltà con i codici della cucina contemporanea», ha chiosato Anna Maria Pellegrino, gastronoma dell’Accademia Italiana di Cucina, membro del Centro Studi “Franco Marenghi”.
L’incontro è il primo appuntamento della campagna europea EU VEAL “Vitello, il gusto della condivisione sostenibile”, promossa in Italia da Assocarni e SBK. Il progetto beneficia del co-finanziamento dell’Unione Europea attraverso il quadro delle iniziative promosse dalla Commissione sotto lo slogan “Enjoy, it’s from Europe”, disciplinato dal Reg. (UE) n. 1144/2014, che riunisce le attività volte valorizzare la qualità, la sicurezza e la sostenibilità delle produzioni agroalimentari europee sui mercati interni e internazionali. |
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La carne di manzo irlandese a TuttoFood tra qualità e sostenibilità In uno scenario in evoluzione, in cui il mercato della carne bovina in Italia è chiamato a rispondere a nuove dinamiche di consumo e a una crescente attenzione verso qualità, origine e trasparenza, il tema dell’approvvigionamento assume un ruolo sempre più centrale. A fronte di una produzione nazionale che copre solo parzialmente il fabbisogno interno, la collaborazione con interlocutori affidabili diventa un elemento chiave per garantire continuità e standard elevati lungo tutta la filiera. In questo contesto, l’Irlanda si distingue come partner solido e riconosciuto, capace di offrire una fornitura costante di carne bovina di qualità, pienamente tracciabile e supportata da rigorosi sistemi di controllo e sostenibilità. È in questo scenario che Bord Bia — ente governativo per la promozione dei prodotti Food & Beverage irlandesi — è tornato a TuttoFood 2026 portando un modello produttivo distintivo che risponde alle esigenze dei consumatori di oggi: maggiore qualità, insieme a garanzie sempre più forti in termini di sostenibilità e tracciabilità. «TuttoFood rappresenta per noi un appuntamento chiave per dialogare con il mercato italiano e rafforzare relazioni consolidate» ha dichiarato Francesca Perfetto, direttrice Italia di Bord Bia. «In un contesto in cui la domanda resta stabile ma cresce l’attenzione verso qualità, origine e sostenibilità, l’Irlanda si propone come partner affidabile, in grado di garantire continuità di approvvigionamento e standard elevati lungo tutta la filiera. Siamo inoltre orgogliosi di accogliere in fiera alcuni dei nostri principali produttori — ABP, Kepak, Dawn Meats e Liffey Meats — e di supportarli nella valorizzazione delle carni irlandesi, in particolare nei segmenti premium, sia nel retail sia nel foodservice». In questo contesto, Bord Bia ha proposto un’offerta strutturata e ad alto valore aggiunto, pensata per rispondere in modo concreto alle esigenze di acquisto e di differenziazione a scaffale. Certificazioni chiare e riconosciute garantiscono una filiera affidabile e controllata, assicurando continuità di approvvigionamento, qualità costante, piena tracciabilità e solide credenziali di sostenibilità, oggi sempre più determinanti nelle scelte d’acquisto. Quality Assured Beef, Irish Grass Fed Beef IGP e Manzo biologico irlandese rappresentano leve concrete per sostenere la premiumisation dell’offerta e generare valore lungo tutta la filiera. Coinvolgendo oltre 77.000 aziende agricole e più di 350 imprese di cibo e bevande, l'iniziativa impegna l'intera filiera, dagli agricoltori irlandesi alle aziende di trasformazione, fino ai servizi di ristorazione e ai rivenditori, a intraprendere azioni che riducano la loro impronta di carbonio e migliorino le loro prestazioni ambientali. Origin Green sostiene gli allevamenti irlandesi nel miglioramento continuo delle loro pratiche ambientali e nell’impegno verso la riduzione dell’impronta ecologica, promuovendo un metodo di allevamento Grass Fed che è sinonimo di qualità e sostenibilità della filiera. Le carni irlandesi, nate da questa combinazione di tradizione e attenzione all’ambiente, offrono una qualità distintiva e caratteristiche uniche, simbolo di una filiera che coniuga eccellenza, responsabilità e rispetto per la natura. Anche quest’anno, a TuttoFood 2026, i produttori irlandesi aderenti a Origin Green sono stati presenti allo stand di Bord Bia per condividere le loro esperienze e raccontare il percorso verso pratiche sostenibili, tra questi: ABP Dawn Meats, Liffey Meats e Kepak.
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