La tavola rotonda “Oggi a difesa dell’equino” si è svolta nella mattinata di domenica 12 aprile nel corso della giornata che ha sicuramente registrato il maggior afflusso di visitatori di questa prima edizione di BBQ Expo – Butcher Show al quartiere fieristico di Parma. Un evento rivolto agli operatori del comparto delle carni equine e che ha catturato l’attenzione di tantissimi all’interno dello spazio dell’Arena della Nazionale Italiana Macellai, a cui va il merito e un sentito grazie per aver fortemente voluto questo momento di confronto e approfondimento. Moderato dalla sottoscritta, l’evento — già dalle fasi preparatorie — aveva anticipato un sicuro successo perché oggigiorno c’è un grande bisogno di scardinare una disinformazione strumentalizzata e manipolata che sui social viaggia a grande velocità e che rischia di compromettere il lavoro di tanti operatori.
Un parterre di relatori d’eccellenza
Il presidente della neo costituita FEI – Filiale Equina Italiana, dott. Vittorio Carpegna, ha aperto le presentazioni, seguito dal dott. Stefano Bentley, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università degli Studi di Parma, che ha incentrato il suo intervento sulla tradizione, innovazione e valorizzazione delle carni equine. La parola è quindi passata al dott. Alessandro Matarrese, zoonomo e alimentarista, che ha fatto il punto sullo stato dell’arte e sostenibilità degli allevamenti equini in Italia, e all’avvocato Erik Stefano Carlo Bodda, cassazionista del Foro di Torino e responsabile legale di Filiera Equina Italiana, a cui è toccata una breve analisi del quadro normativo in materia di carne equina. Molto interessante è stato il contributo di Giuseppe Placenza, trader di sottoprodotti cat. 3 per la realizzazione di dispositivi medici che ci ha dato informazioni sull’impiego di ossa, femori e cartilagini di equini per il settore medicale. Non ultimi gli interventi di due operatori del comparto, Giorgio Bonarini, una vita dietro al banco carni, autore di pubblicazioni di riferimento e oggi formatore, che ha sottolineato gli aspetti nutrizionali della carne di cavallo, e Giorgio Pellegrini, titolare della storica Macelleria Pellegrini di Milano, che ha approfondito l’ultimo anello della filiera, ovvero il rapporto con il consumatore finale.
La parola al FEI, Vittorio Carpegna
«Ci sono tre proposte di legge — firmate dall’on. Brambilla di Noi Moderati, dall’on. Cherchi del Movimento 5 Stelle e dall’On. Zanella di Alleanza Verdi-Sinistra — che vogliono vietare per sempre la macellazione degli equidi in Italia. Vogliono riconoscere cavalli, asini e muli come “animali d’affezione”, come i cani e i gatti. E vogliono punire con il carcere (da tre mesi a 6 anni) chi continua a fare quello che i suoi nonni, i suoi bisnonni, i suoi trisnonni hanno fatto per secoli. Fate conto voi cosa significa. Significa che 39.000 allevamenti dovranno chiudere, che 90.000 capi perderanno improvvisamente ogni valore economico, che i macelli specializzati dovranno abbassare le serrande. Significa che le macellerie equine spariranno, che i piatti tradizionali che fanno parte della nostra cultura — la pastissada veronese, il caval pist parmense, le bale d’asu del Monregalese, gli agnolotti d’asino di Calliano Monferrato (AT) — diventeranno un ricordo da raccontare ai nipoti. E i fondi per la riconversione? 3-6 milioni di euro per tre anni. Facciamo due conti: con 90.000 capi da mantenere a vita a 2.000-3.000 euro l’uno all’anno, servirebbero 180-270 milioni all’anno. Non 3-6 milioni per tre anni. È una presa in giro. Di fronte a questa minaccia, abbiamo deciso di organizzarci. Perché da soli si perde, uniti si vince. E così, il 25 marzo scorso, in sedici soci fondatori provenienti da tutta Italia — dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia all’Emilia-Romagna — abbiamo costituito la Filiera Equina Italiana. Non un’altra sigla sindacale. Non un’altra federazione di carta. Ma un’associazione vera, concreta, operativa. Un’associazione che rappresenta tutta la filiera: allevatori, commercianti, macellatori, macellai, ristoratori, veterinari. Un’associazione con una sede vera — lo studio legale Bodda & Partners a San Damiano d’Asti — e con professionisti veri che lavorano per noi. Abbiamo nominato un responsabile legale, l’avvocato Erik Stefano Carlo Bodda. Abbiamo nominato un responsabile scientifico, il dott. Stefano Bentley, veterinario e docente dell’Università di Parma. Abbiamo creato un consiglio direttivo con i migliori professionisti del settore: Paolo Cavasin, dirigente di Inalca Carni, è il nostro vicepresidente. Norma Rossoni, del Macello Zerbini, è la nostra tesoriere. Giorgio Bonarini, Paolo Sibilia, Francesco Decenvirale e tanti altri portano le loro competenze e la loro esperienza. E abbiamo cominciato a lavorare. Abbiamo redatto un parere legale che dimostra che queste proposte di legge sono incostituzionali, sono contro il diritto europeo, sono irragionevoli. Abbiamo scritto ai parlamentari. Abbiamo pubblicato articoli sui giornali nazionali. Abbiamo cercato di fare informazione sul nostro settore. Abbiamo difeso i nostri associati dalle manifestazioni animaliste, come quella del 16 marzo scorso a Correggio (RE) in cui venti teppisti hanno insultato i lavoratori del Macello Zerbini chiamandoli “assassini”. Noi non abbiamo risposto con la violenza. Abbiamo risposto con il diritto, con le denunce, con le diffide. Perché siamo gente seria, che lavora ed investe nel Paese».
FEI, il punto di vista legale, Erik Stefano Carlo Bodda
«Le priorità della Filiera Equina Italiana sono chiare:
Abbiamo redatto un Manifesto programmatico completo e predisposto una strategia operativa di contrasto alle manifestazioni animaliste. Abbiamo scritto pareri legali sui profili di illegittimità costituzionale dei disegni di legge. Abbiamo attivato contatti con parlamentari, con prefetture, con questure. Abbiamo pubblicato articoli sui giornali nazionali. Abbiamo dato voce a chi non aveva voce. Ma la strada è ancora lunga. E abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno che ogni macellaio, ogni ristoratore, ogni operatore della filiera si unisca a noi. Perché questa battaglia si vince solo se siamo uniti. Solo se facciamo fronte comune. Solo se dimostriamo che non siamo quattro gatti isolati, ma migliaia di persone che difendono il proprio lavoro, le proprie tradizioni, la propria dignità».
La carne di cavallo, un super food naturale, Giorgio Bonarini
«La carne equina non è un semplice alimento, è un integratore naturale. Se guardiamo i dati per 100 grammi di prodotto, la biochimica parla chiaro: contiene fino a 5 milligrammi di ferro, il doppio del bovino e il triplo delle carni bianche, ma, soprattutto, è ferro Eme, quello che il corpo umano assorbe immediatamente. Oltre 20 grammi di proteine nobili, ricche di amminoacidi essenziali per il muscolo. Pochissimi grassi, appena il 2 o 3%. E sono grassi buoni, come l’acido linolenico, che combatte il colesterolo cattivo. Siamo l’unica filiera ad offrire una carne che contiene zuccheri complessi come il glicogeno. È energia pura per il metabolismo. Questa qualità è talmente alta che persino i veterinari oggi la consigliano non solo per l’uomo ma come soluzione definitiva per le intolleranze alimentari degli animali d’affezione, causate dalle crocchette industriali. Se fa bene a loro, immaginate quanto possa essere vitale per i nostri figli. Questi numeri si traducono in benefici reali per le persone: siamo la cura naturale per gli anemici, siamo la scelta dei pediatri per lo svezzamento, perché la nostra carne è tenera e anallergica, siamo il carburante per gli sportivi nel recupero muscolare e la garanzia di digeribilità per gli anziani».
Elena Benedetti
Le proposte di legge che puntano a qualificare gli equidi come “animali d’affezione/Non DPA”, con il conseguente divieto di macellazione, in Italia ha acceso il confronto, generando preoccupazione tra gli operatori del settore e i consumatori. Tra comunicazione strumentalizzata sui media, titoli fuorvianti e disinformazione, questa tavola rotonda è stata una risposta puntuale e fondamentale per mettere a fuoco il comparto delle carni equine attraverso la voce di professionisti altamente qualificati. In foto, uno scatto nel corso dell’intervento di Giuseppe Placenza.
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