La principale piattaforma fieristica per l’industria alimentare, delle bevande, della ristorazione e delle attrezzature per l’ospitalità si è chiusa con una forte affluenza e ottimi risultati commerciali, in un’edizione segnata dal numero più alto di sempre di espositori internazionali e da una significativa partecipazione di buyer da tutto il mondo. L’evento, che ha celebrato il 50o anniversario di Alimentaria, si è distinto anche per il ruolo di primo piano del settore Ho.re.ca. e la promozione di innovazioni di prodotto e soluzioni per l’industria. Durante i quattro giorni della fiera, quasi 109.600 professionisti hanno visitato l’evento, il 25% dei quali internazionali, provenienti da 120 paesi, principalmente da USA, Europa e America Latina. I buyer e i visitatori professionali sono stati attratti dall’ampia gamma di offerte presentate da oltre 3.300 aziende espositrici, di cui 1.200 provenienti da oltre 70 Paesi, in un evento che ha promosso l’internazionalizzazione, le opportunità di business e la competitività di settori strategici dell’economia. In questo senso, le aziende internazionali partecipanti sono state il 30% in più rispetto alla precedente edizione del 2024, con un aumento del 40% dello spazio espositivo destinato alla presenza internazionale. L’Europa, con la Polonia come Paese d’onore, insieme all’America Latina e al Nord America, ha concentrato gran parte di questa rappresentanza internazionale. Inoltre, durante i quattro giorni dell’evento si sono tenuti oltre 14.500 incontri d’affari tra le aziende partecipanti e più di 2.700 buyer e importatori provenienti da 120 Paesi invitati dalla fiera. Per Antoni Llorens, presidente di Alimentaria, «Il forte livello di partecipazione a questa edizione dimostra la resilienza del settore, anche in un contesto internazionale complesso come quello attuale. Con i suoi 50 anni di esperienza, Alimentaria continua ad essere una piattaforma di internazionalizzazione essenziale per la nostra industria».
Focus su Ho.re.ca. e innovazione
Una delle aree di maggior successo di questa edizione è stata quella dedicata al canale Ho.re.ca. che, in linea con l’impegno strategico dell’evento verso il foodservice e l’ospitalità, è cresciuta del 40%, riunendo più di 600 aziende del settore. La forte affluenza, insieme al programma di attività e alle innovazioni presentate, riflettono, secondo il presidente di Hostelco, Pere Taberner, «il dinamismo e la capacità di trasformazione sia dell’industria alimentare nel suo complesso, sia del settore Ho.re.ca. in particolare». In questo senso, i nuovi prodotti e gli sviluppi sono stati ancora una volta al centro dell’evento. Infine, grazie alla collaborazione con la Fundació Banc dels Aliments, Alimentaria + Hostelco e un centinaio di volontari dell’ONG al termine della fiera hanno raccolto oltre 20.000 kg di generi alimentari e bevande donati dalle aziende espositrici.
Intercarn consolida la sua leadership internazionale come piattaforma globale per il settore della carne
Il sottosalone dedicato alla carne e ai prodotti a base di carne è stato anche quest’anno l’area espositiva più ampia di Alimentaria. Con circa 350 aziende tra spagnole e internazionali, Intercarn 2026 ha accolto un numero crescente di buyer provenienti da mercati strategici per il settore, su un’area di oltre 15.000 m2, il 10% in più rispetto all’edizione del 2024. Il 30% delle aziende proveniva da Belgio, Polonia, Paesi Bassi, Germania, Italia, Bulgaria, Francia e Danimarca. Per massimizzare le opportunità commerciali, Intercarn ha ampliato il suo programma Hosted Buyers con l’invito di importanti operatori dell’importazione e della distribuzione provenienti da mercati prioritari tra cui Emirati Arabi Uniti, Cina, Corea del Sud, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Thailandia, Singapore e Arabia Saudita, tra gli altri. Anna Canal, direttrice di Alimentaria, ha dichiarato in proposito: «Intercarn ha consolidato la sua leadership come principale piattaforma internazionale per il settore della carne, riflettendo la crescita e la forza di un’industria che sta avanzando nell’internazionalizzazione, nell’innovazione e nelle opportunità di business. La sua ampia rappresentanza aziendale e istituzionale lo rende il punto di incontro strategico».
Sfide per un settore primario
In un contesto segnato dalla richiesta dei più alti standard di sicurezza alimentare e garanzia di qualità, dalla crescente attenzione alla salute e al benessere come parte di una dieta equilibrata, dalla necessità di una costante innovazione nei prodotti e nei processi, dall’internazionalizzazione come motore chiave della crescita e dal crescente ruolo della leadership femminile in tutta la catena del valore, Intercarn ha confermato il suo essere un punto di incontro importante e al contempo stimolante per affrontare queste sfide. Per questo motivo, le associazioni di settore come Interporc, Fecic, Anafric, Intercun e Provacuno hanno organizzato conferenze tecniche, presentazioni ed eventi istituzionali volti a mostrare le buone pratiche degli operatori spagnoli e a rafforzarne la competitività sui mercati internazionali. Il salone ha anche ospitato la quarta edizione dell’International Halal Congress, in collaborazione con Anafric, Prodeca e le aziende Viñals Soler e Frinuts, con presentazioni, showcooking e tavole rotonde incentrate sulle opportunità di business halal nei mercati strategici.
La carne, forza trainante dell’economia agroalimentare
L’industria della carne è uno dei pilastri principali dell’economia agroalimentare spagnola. Nel 2025, secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione (MAPA), la produzione di carne spagnola ha superato gli 8 milioni di tonnellate, il 5,3% in più rispetto al 2024. Il fatturato ha raggiunto i 41,337 miliardi di euro, consolidando la posizione del settore come uno dei principali segmenti dell’industria alimentare. Il settore è composto da circa 3.400 aziende in tutta la Spagna e impiega direttamente circa 122.900 persone, rendendolo una delle maggiori fonti di occupazione nell’industria alimentare nazionale. Questo peso economico si riflette anche nel suo ruolo strategico nei mercati di esportazione e nel suo contributo alla bilancia commerciale della Spagna.
Arrivederci al 2028!
Alimentaria + Hostelco
20 – 23 marzo 2028
Gran Via Fira de Barcelona
Elena Benedetti
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L’Italia ha guidato la partecipazione internazionale
L’Italia ha guidato la partecipazione internazionale ad Alimentaria + Hostelco. Con quasi 200 aziende espositrici, la delegazione italiana ha incrementato la propria presenza del 16% rispetto al 2024 e ha occupato oltre 3.000 m². Sotto l’egida di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, la presenza italiana è stata supportata da regioni come Piemonte, Campania, Calabria e Abruzzo, oltre che da Camere di Commercio, Consorzi e aziende leader del settore. Gli espositori italiani hanno presidiato tutte le aree del salone, e in particolare Interlact, dove l’Italia ha consolidato una crescita costante nelle ultime edizioni con un’ampia selezione di formaggi italiani e la diversità della sua produzione lattiero-casearia. La partecipazione dell’Italia ad Alimentaria + Hostelco 2026 consolida il suo trend di crescita in termini di spazio espositivo. Dopo aver occupato 2.600 m² nell’edizione 2024, in questa edizione l’Italia ha superato i 3.100 m², il che rappresenta un incremento del 16%. Secondo J. Antonio Valls, direttore generale di Alimentaria Exhibitions, società di Fira de Barcelona e organizzatrice dell’evento, «l’Italia rappresenta un mercato strategico e un punto di riferimento globale nell’industria agroalimentare. La crescente partecipazione delle sue aziende e delegazioni ad Alimentaria + Hostelco sottolinea il suo ruolo decisivo nell’innovazione, nella sostenibilità e nelle tendenze che segnano il futuro del settore». Il dinamismo del settore agroalimentare italiano è alla base di questa crescita. Secondo il Rapporto ICE 2024–2025, l’Italia rimane tra i sei maggiori esportatori al mondo. Le esportazioni di alimenti e bevande sono cresciute del 4,3%, trainate dall’industria di trasformazione — come pasta, olio, conserve e prodotti lattiero-caseari — uno dei motori delle performance economiche del Paese. |
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