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Speciale Round Table

Le 4 “P” di Belgian Pork Group

di Benedetti E.


Belgian Pork Group (BPG) è l’impresa guidata storicamente dalla famiglia Claeys e leader indiscusso nel settore della lavorazione della carne suina in Belgio, figurando stabilmente nella top 10 dei produttori europei. L’azienda è il risultato dell’integrazione strategica di importanti realtà del comparto fiammingo (tra cui Westvlees, Covalis, Lavameat e Lovenfosse). Nella sede storica dell’azienda, a Staden, abbiamo incontrato il CEO Jos Claeys e suo figlio, Quentin Claeys, Supply chain engineer: due generazioni a guidare una governance che consente al Gruppo di mantenere una crescita di prodotto e fatturato. Il tutto in un contesto internazionale sempre più complesso.


Qualche numero

Il Gruppo realizza un fatturato di circa 910 milioni di euro, impiega oltre 2.000 dipendenti provenienti da 46 Paesi e detiene una quota di mercato nazionale del 35% nel comparto macellazione. La capacità produttiva complessiva è pari a circa 420.000 tonnellate di carne lavorata all’anno (circa 3,3 milioni di suini), distribuita a livello globale in più di 52 Paesi, con una forte presenza in Europa, Asia e Africa.


Filiera integrata e modello operativo

La struttura si articola su 8 siti produttivi specializzati in Belgio. Le attività coprono l’intero ciclo del valore: dalla macellazione e sezionamento primario (grazie all’uso di tecnologie avanzate come la classificazione automatizzata Autofom) al porzionamento per la vendita al dettaglio, alla marinatura, al confezionamento in atmosfera protetta e alla surgelazione industriale ad alta capacità. L’approvvigionamento si basa su una filiera corta e diretta (partnership con gli allevatori): i suini provengono da 680 allevamenti familiari affiliati, senza intermediari commerciali. La tutela del benessere animale si esprime anche attraverso trasporti dalla stalla all’impianto di macellazione in tempi brevi: Quentin Claeys ha sottolineato che oltre il 70% dei capi macellati dal Belgian Pork Group viene allevato in un raggio inferiore a 30 km dai centri di macellazione, riducendo le emissioni logistiche e lo stress da trasporto, a tutto vantaggio della qualità delle carni. La governance aziendale combina autonomia locale dei singoli impianti e coordinamento centrale, ottenendo per sei anni consecutivi il riconoscimento di Best Managed Company conferito da Deloitte.


Le 4 “P” di BPG

Nel corso dell’incontro con la stampa, intorno ad un grande tavolo rotondo perfetto per questa prima tappa della Round Table 2026, Jos e Quentin Claeys hanno illustrato l’approccio etico e industriale che poggia sul modello proprietario delle 4 P, che sui manuali di marketing management di Philip Kotler abbiamo appreso essere Product, Price, Place e Promotion, ovvero, Prodotto, il Prezzo, il Posizionamento e la Promozione. Ecco, BPG ha personalizzato questo concetto di marketing mix, sviluppando le sue 4 “P”, che riassumono la loro strategia di prodotto e di management, oltre che la loro visione di sviluppo.

  1. Pig – Si parte ovviamente dalla materia prima, con rigorosi protocolli di benessere animale e assenza di stress prima e durante la macellazione.
  2. Product – Sono assicurati standard qualitativi certificati (BRC, IFS, certificazioni Halal dedicate) guidati dal principio che la qualità coincide con la sicurezza totale del prodotto.
  3. People – Questo è stato un punto oggetto di grandi riflessioni all’interno del Gruppo e ampiamente illustrato nel corso dell’incontro con la stampa. Per BPG la valorizzazione del capitale umano, l’inclusione e l’integrazione multiculturale e, soprattutto, la stabilità occupazionale (il 45% del personale ha oltre 10 anni di anzianità) sono al centro della gestione delle risorse umane.
  4. Planet — L’efficienza energetica, la coibentazione avanzata, il recupero idrico e biofiltri sotterranei sono alcuni dei progetti implementati per azzerare l’impatto delle emissioni odorigene. 


Le iniziative della

Belgian Pork Academy

Per contrastare la carenza sistemica di manodopera specializzata e favorire l’integrazione di personale proveniente da contesti internazionali, BPG ha istituito la Belgian Pork Academy, una scuola aziendale di macelleria industriale caratterizzata da:

  • formazione retribuita e on-boarding graduale: i neoassunti, anche privi di esperienza nel settore, seguono un percorso di addestramento retribuito fin dal primo giorno, con un inserimento a moduli progressivi per non sovraccaricare il lavoratore;
  • competenze tecniche e anatomia: l’insegnamento riguarda l’anatomia del suino, le tecniche di rifilatura, taglio e disosso (tradizionale e verticale), ottimizzando la resa della carcassa e riducendo gli scarti;
  • ergonomia e prevenzione infortuni: ampio spazio è dedicato alla biomeccanica del movimento e alle posture corrette, all’uso di guanti e protezioni antitaglio e alla rotazione delle mansioni per limitare i disturbi muscolo-scheletrici da lavoro ripetitivo;
  • igiene e sicurezza alimentare: moduli obbligatori su catena del freddo, disinfezione delle attrezzature e prevenzione delle contaminazioni crociate.


Gli Standard Taste & Welfare e la relativa Academy

Il marchio e protocollo Taste & Welfare Guaranteed costituisce il cuore dell’identità qualitativa di Belgian Pork Group, convalidato da audit di terze parti indipendenti lungo l’intera catena produttiva. La Taste & Welfare Academy per allevatori è un percorso dedicato ai giovani allevatori partner (under 35), organizzato in classi a numero chiuso (massimo 20 partecipanti l’anno). Le sessioni mensili sono incentrate sulla biosicurezza, sanità animale, la transizione energetica delle stalle e la sostenibilità economica/finanziaria delle aziende agricole. In questo modo, ci ha spiegato Jos Claeys, si è creata una rete di scambio professionale tra nuove generazioni di produttori. Ma quali sono i requisiti per entrare a far parte di Taste & Welfare? Belgian Pork Group richiede agli allevatori massima attenzione ai temi del benessere nelle stalle e nel trasporto con parametri rigidi sull’arricchimento ambientale, sulla densità degli animali, sulla ventilazione naturale e una formazione specifica per gli operatori di carico e trasporto. Il monitoraggio video attraverso una videosorveglianza continua presso le baie di scarico dei macelli garantisce l’assenza di manovre brusche sugli animali. Un altro punto centrale è quello della qualità organolettica e nutrizionale attraverso diete controllate nei mangimifici partner per ottimizzare il profilo lipidico, il pH e la marezzatura della carne, rispondendo sia al mercato interno sia ai mercati export ad alto valore aggiunto (come Giappone e Corea del Sud). Non ultima la tracciabilità totale garantita da un sistema di auditing continuo che certifica il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di benessere animale dal mangime al confezionamento finale.

Elena Benedetti


>> Link: belgianporkgroup.com



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