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Buone notizie per gli allevatori

di Redazione


Nel 2027 i prezzi dei suini, complice una minore disponibilità di animali, dovuta a una macellazione di scrofe che appare in questa fase sostenuta, dovrebbero tornare a salire. Così prevede, nella sua intervista a CLAL (impresa indipendente con sede in Italia che realizza analisi di mercato nel settore agroalimentare, anche previsionali, NdR), Lorenzo Levoni, AD dell’azienda modenese Alcar Uno, osservando i segnali di un mercato in evoluzione e, in questa fase, in lenta ascesa dopo aver toccato forse il punto più basso fra maggio e giugno.

Uno dei mercati sotto la lente rimane quello tedesco, tra i principali a livello europeo e, proprio per questo, ago della bilancia delle oscillazioni comunitarie. «In Germania i prezzi dei suini sono risaliti da 1,40 e/kg in giugno agli attuali (10 agosto 2026, NdR) 1,50 e/kg — spiega Levoni — e si prevede che la prossima settimana salgano di altri dieci centesimi, per arrivare, salvo sorprese, a 1,70 e/kg alla volta di settembre: praticamente il valore che il suino aveva lo scorso aprile e che è una soglia di prezzo che permette agli allevatori di non produrre in perdita».

Il 2026 è un anno anomalo per gli allevatori secondo Lorenzo Levoni. «Vi sono stati due momenti di mercato in sofferenza, a gennaio e a giugno — sintetizza — e, complessivamente, non è stata un’annata granché soddisfacente per i produttori e le aziende agricole hanno comunque dovuto continuare a investire per adeguarsi alle normative relative al benessere animale».

I consumi di carne suina, d’altronde, non sono particolarmente brillanti, fatta eccezione per la settimana di Ferragosto, dove gli acquisti di costine e lombi trainano di fatto i listini della carne fresca. «Le temperature elevate non stanno sostenendo i consumi delle carni fresche, mentre sul fronte della produzione il caldo anomalo sta rallentando l’accrescimento dei maiali, aspetto che potrebbe appesantire il mercato nel bimestre ottobre-novembre, periodo nel quale storicamente i listini non sono particolarmente brillanti» specifica Levoni.

Positiva, nel complesso, l’estate per i consumi di salumi crudi, partiti un po’ in sordina dopo Pasqua, mentre è negativo il bilancio per i salumi cotti come prosciutto e mortadella.

La sfida per il 2027? Rilanciare le esportazioni, rallentate dopo i casi di Peste Suina Africana in Spagna. «Con un tasso di autoapprovvigionamento in UE del 115%, è fondamentale individuare nuovi mercati e sostenere il comparto».

Fonte: CLAL, clal.it


In foto: Lorenzo Levoni fotografato ad una recente fiera di settore.



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