Pochi mesi fa proprio su Eurocarni ci siamo occupati della Procarni 1951, un ingrosso di Genazzano, Roma, a conduzione famigliare, con 18 dipendenti (60% in famiglia) e una rete di clientela che spazia dalle macellerie tradizionali alla ristorazione.
Un’azienda fondata 74 anni fa da Gaetano Ciani, originario del vicino paese di Bellegra, poi passata ai figli Antonio e Renato e oggi gestita dai fratelli Gaetano e Pietro e rispettivi figli, la quarta generazione. Stavolta siamo tornati anche per curiosare nell’allevamento accanto ai magazzini e al centro carni, una struttura con stalle sotto un’imponente rocca tufacea, nel territorio dei Monti Prenestini, al confine con la Ciociaria.
L’allevamento di Gaetano Ciani, cugino di Gaetano e Pietro, conta circa 150 capi in maggioranza di razza Limousine, Charolaise, Maremmana e vari incroci. Un allevamento per l’ingrasso, la macellazione e la vendita diretta ai clienti della Procarni, cioè macellerie e supermercati in tutta Italia. L’azienda zootecnica soddisfa il 30% circa del fabbisogno del Gruppo; il resto delle carni commercializzate dalla famiglia Ciani proviene da allevamenti di fiducia, lavorato con grande attenzione a qualità e sicurezza alimentare.
Ogni bovino, ogni taglio anatomico è identificato da un’etichetta informativa: lotto, marchio auricolare, Paese di nascita, Paese d’ingrasso, codice aziendale dell’allevamento, Paese di macellazione, ecc… Procarni aderisce inoltre a vari Disciplinari di etichettatura dei consorzi di tutela delle razze, ad esempio quello del Coalvi per la Piemontese, del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP per la Chianina e la Marchigiana e al CCBI – Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane.
È certificata ISO 9001 e rispetta tutti gli standard normativi e igienico-sanitari della lavorazione, dall’acquisto diretto dei capi fino alla consegna al punto vendita.
Ma torniamo all’allevamento. «Nel 2025 abbiamo riscontrato un incremento della produzione e del fatturato del 20% grazie sia ad un aumento della clientela che dei prezzi», mi dice Renato Ciani, senza nascondere le problematiche di un comparto sempre più minacciato dai rischi indiretti della situazione geopolitica, su tutti l’inflazione.
«Diamo lavoro a 18 famiglie e questo è una bella soddisfazione — continua — però è dura, ci sono molte spese, oneri burocratici e sanitari, costi del personale, alcuni ritardi nei pagamenti, tuttavia dal Covid in poi siamo cresciuti. Cosa è cambiato da allora? Prima del 2020 c’era una preferenza della clientela per gli animali interi, oggi invece c’è maggior richiesta per il sezionato per ridurre le spese di taglio, disosso e magazzino; che quindi ricadono su di noi», conclude Ciani.
Massimiliano Rella
>> Link: www.procarni.com
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