C’è una storia che parte dalle alture dell’Ogliastra e arriva alle piane industriali di Macchiareddu, passando per l’Emilia-Romagna. Una storia che racconta come la tradizione del saper fare possa trasformarsi in un modello unico di industria 4.0. È quella della famiglia Stochino, che sotto l’acronimo STC ha costruito un impero della carne partendo da una macelleria di pochi metri quadri avviata a Ilbono, nel 1984.
È noto: tutto inizia con Bruno Stochino, macellaio attento, profondo conoscitore della carne, dotato di fiuto nella selezione dei capi, il quale, con la caparbietà che lo caratterizza, avvia ed espande una catena di centinaia di punti vendita e una serie di attività ad essi legate.
Partito da una vita in campagna, tra gli allevamenti, sin da piccolissimo, Bruno è riuscito a coniugare l’abitudine al sacrificio con l’intuizione di chi ha lo spirito imprenditoriale nel sangue e lo asseconda anziché reprimerlo. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: un gruppo che ha registrato in quarant’anni una crescita esponenziale su più fronti, che conta centinaia di dipendenti e più macelli. Ma anche un’azienda che vanta al suo interno un ciclo che da solo chiude la filiera, diversi supermercati gestiti direttamente e un’Accademia per formare giovani (e meno giovani) macellai. E molto altro ancora.
Sullo sfondo, dapprima la convivenza generazionale tra imprenditori: Bruno e suo fratello Orazio – che da sempre lo affianca — stanno pian piano passando il testimone ai figli che, dopo studi e gavetta anche in ambiti completamente diversi, si stanno cimentando alla guida dell’azienda a cui sono determinati a dare continuità. Sono i fratelli Federico, Alessandro e Ismaele, figli di Bruno, e Michele, figlio di Orazio, a capo di un progetto di rinnovo che pone, tra le priorità, la ristrutturazione dell’azienda e la trasformazione in una holding. L’obiettivo non è solo rivedere l’assetto societario, ma anche creare una nuova governance capace di reggersi autonomamente a prescindere dalla proprietà, come accade in tutte le grandi aziende.
Degli Stochino colpisce l’ostinazione nel dare valore al territorio, a dispetto di tutto. L’ultimo investimento è un piccolo centro commerciale a Lanusei, una cittadina ogliastrina in netto declino demografico, su cui in pochi avrebbero rischiato.
Allo stesso modo, il momento determinante nella storia aziendale è stata l’acquisizione dell’area della Valriso a Macchiareddu. Quello che era un colosso della macellazione caduto in rovina, infatti, è stato recuperato, trasformato, riportato a nuova vita, con sole risorse aziendali. Ma anche lì una scommessa vinta. Quei locali che un tempo erano un monumento all’incuria, sono oggi una struttura moderna di oltre 10.000 m2, un’area complessa e completa che non consta solo di uffici, macello, celle, sale di taglio e confezionamento. Si è aggiunta un’area vasta di finissaggio capi, che contiene sino a 2.500 bovini, in parte all’aperto, in parte in stalla, che permette di chiudere la filiera con l’allevamento integrato ad alti standard di benessere.
Ma i confini della STC non si fermano alla Sardegna — dove è capillare la presenza all’interno di tutti i punti vendita delle macellerie di Crai e Tuttigiorni — il gruppo è operativo anche a Piacenza, con una presenza strategica nella Penisola.
Il valore del macellaio che torna protagonista: il progetto di formazione professionale con Felipe Faccio Dilda
Ma chi crede che Bruno Stochino, a capo di un’azienda così complessa, abbia messo da parte la sua passione per il lavoro di macellaio, si sbaglia. E si sbaglia di grosso. In un’epoca in cui buona parte degli acquisti passano dalla GDO e gli addetti ai lavori tendono a scomparire tra gli scaffali delle grandi superfici, la figura del macellaio che per decenni è stata svalutata e sottovalutata con STC Food torna finalmente protagonista, anche nel rapporto con il cliente finale, che si era inevitabilmente perso.
Il macellaio non è un semplice commerciante: è un artigiano che diviene consulente. Artigiano per le capacità che esprime nel lavorare le carni, per l’impegno di testa, mani e cuore, aggiungiamo noi. Consulente perché affianca l’acquirente nella fase di scelta, guidandolo al meglio e dando consigli sul piatto finale.
Del valore di questo professionista era convinto Bruno Stochino, quando da giovane — complice la sua famigerata determinazione — era riuscito, dopo anni di battaglie, a far riconoscere questa figura come iscrivibile all’albo delle imprese artigiane della Camera di Commercio. E ne è profondamente convinto ancora oggi, al punto da essere promotore, con il resto della famiglia, di un progetto di formazione e valorizzazione della professione. Un progetto in cui gli Stochino credono fermamente al punto da aver coinvolto uno dei nomi di maggior interesse sul fronte internazionale, per il mondo della carne.
È a Felipe Faccio Dilda che infatti hanno chiesto una mano per mettere a terra un programma ambizioso e di ampio respiro,è che punta ad istruire giovani macellai, ma anche a valorizzare quelli di più lungo corso che vogliono crescere professionalmente in un piano di formazione continua.
Un modo, questo, per rivisitare in chiave moderna e allo stesso tempo tradizionale il ruolo del macellaio, ma anche per riqualificare, seppur indirettamente, l’azienda, mettendo al centro le persone e l’animale.
La filosofia che guida il progetto coordinato da Faccio Dilda è infatti duplice: il macellaio non vende tagli, ma ricette e modi di valorizzare la carne. Accompagna il cliente nella scelta, è un vero e proprio consulente, il professionista di riferimento dietro il banco, una certezza per chi intende consumare consapevolmente e portare a tavola un prodotto preparato al meglio. Dall’altra c’è l’animale. Quell’animale a cui è stato chiesto il più grande dei sacrifici, che si può onorare solo rispettando le sue carni, evitando lo spreco e dando valore ad ogni pezzo, anche a quello considerato più povero.
Da questi ed altri elementi STC Food riparte nella riorganizzazione aziendale, con un nuovo slancio e nuovi progetti. Oggi il futuro della carne non passa solo dai numeri, ma dalle mani di quel macellaio che torna a essere, finalmente, il vero protagonista.
Maria Antonietta Dessì
>> Link: stcfood.it
FB: Stcfood
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