L’azienda Marfisi Carni fu fondata negli anni ’40 in provincia di Chieti da Angelo Marfisi, allevatore e commerciante di bestiame che operava in un contesto economico in cui la filiera era ancora frammentata e fortemente legata ai mercati locali. Già durante la guerra Angelo si occupava del ritiro dei capi di razza Marchigiana — la razza prevalente allora in Abruzzo — presso piccoli allevatori del territorio, destinandoli ai mercati di Nola (NA) e Macerata, mentre il fratello Armando curava la distribuzione dei vitelli sul mercato di Modena. È in questa prima rete di relazioni commerciali che i fratelli Marfisi costruirono le basi di un modello destinato ad evolvere nel tempo, mantenendo però un legame diretto con l’Abruzzo.
Il primo passaggio decisivo per le sorti aziendali avvenne nel ‘73 con l’apertura della macelleria a Lanciano, Chieti, da parte di Antonino Marfisi, il primo figlio di Angelo. Fin da subito l’attività si distinse per un approccio dinamico all’approvvigionamento: non solo carne acquistata, ma selezione diretta degli animali vivi presso gli allevatori, con un controllo crescente sulla qualità.
Nel giro di pochi anni, grazie anche ai contatti consolidati in Nord Italia, l’azienda amplierà il proprio raggio d’azione, rifornendo altre macellerie abruzzesi e raggiungendo una massa critica che nel ‘78 permetterà l’evoluzione successiva: diventare una grande realtà organizzata e strutturata.
L’ingresso in azienda dei fratelli Sergio e Walter alla fine degli anni Ottanta coincise infatti con una fase di sviluppo strutturale. È in questo periodo che i Marfisi avviano il proprio percorso industriale e consolidano la presenza nei canali della GDO. La collaborazione con insegne nazionali consentirà loro di stabilizzare i volumi, diversificare l’offerta e affinare le logiche distributive. Oggi la presenza di Marfisi è articolata su più canali e clienti, con una copertura che comprende le principali insegne e una forte radicazione a livello regionale e nazionale.
Parallelamente alla crescita commerciale, Marfisi ha centrato una scelta strategica destinata a segnarne il posizionamento, e cioè il controllo della filiera. L’acquisizione di stalle in Veneto e l’avvio dell’allevamento diretto rappresentano infatti un passaggio chiave per il suo sviluppo. Oggi l’azienda gestisce 8 strutture di allevamento nel Padovano, un potenziale di 15.000 capi bovini, in prevalenza di razza francese, Charolaise e Limousine. Questa integrazione verticale consente di intervenire su tutte le fasi produttive, dalla selezione genetica fino alla distribuzione, con benefici in termini di standard qualitativi e continuità dell’offerta.
Negli anni più recenti, l’azienda ha affiancato a questa base produttiva una progressiva valorizzazione delle razze italiane. L’acquisizione della Ciuffi in Val di Chiana, storica realtà legata alla selezione della Chianina, segna un investimento mirato su un segmento di alto valore. A questa operazione si è aggiunto a dicembre 2025 il recupero di alcune stalle dismesse per reintrodurre proprio in Abruzzo l’allevamento della Marchigiana, chiudendo idealmente un percorso che riporta i Marfisi alle proprie origini. Le razze autoctone rappresentano oggi una quota contenuta, ma strategica, utile a completare l’offerta in GDO con referenze ad alta identità territoriale.
Dal punto di vista economico, Marfisi conta 250 dipendenti e ha superato nel 2025 i 100 milioni di euro di fatturato, confermando un trend di crescita costante già avviato negli anni precedenti alla pandemia. Tuttavia, il contesto di mercato presenta criticità evidenti, in particolare sul fronte dei consumi. «Oggi ci sono cambiamenti negativi per i consumi di carne bovina determinati principalmente dalla variabile prezzo» commenta Walter Marfisi, responsabile marketing (Antonino Marfisi invece è l’AD e Sergio Marfisi segue la produzione nello stabilimento di Treglio, NdA). «Il prezzo della carne oggi si è avvicinato molto ad altri alimenti di pregio, come il pesce. Ma non è solo causa dell’inflazione: c’è stato infatti un riflesso sui prezzi dovuto anche ad una minore disponibilità. Dobbiamo riconoscere che un po’ è anche colpa di noi intermediari — ammette — che nel tempo non abbiamo concesso agli allevatori di avere una remunerazione al passo coi costi e l’inflazione. Tanti hanno chiuso o si sono ridimensionati, chi è rimasto ha cominciato ad imporre il prezzo alla distribuzione».
Per rispondere ai cambiamenti della domanda oggi Marfisi ha lanciato due nuove linee di prodotto che puntano sulla lavorazione e la segmentazione dell’offerta. La linea Su Misura valorizza la componente artigianale con preparazioni pronte come involtini, spiedini e rollè, mentre la linea Amm si rivolge ai bambini, con prodotti sviluppati in collaborazione con una pediatra nutrizionista. Un’evoluzione coerente con la trasformazione del consumo, sempre più orientato verso valori di praticità, sicurezza, qualità e specializzazione.
Massimiliano Rella
>> Link: www.marfisicarni.it
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