Masseria dei Nobili è il progetto agricolo avviato da Vincenzo Costantino insieme alla sorella Alessia, un’iniziativa che unisce radici calabresi e sviluppo imprenditoriale nel territorio abruzzese. Costantino, 47 anni, formazione da perito agrario e studi in veterinaria, dopo un percorso nel settore immobiliare ha scelto di tornare alla terra, trasferendosi nel 2017 a Bellante, sulle colline teramane. Qui in Abruzzo ha avviato un’azienda biologica di 50 ettari, inizialmente dedicata alla coltivazione di grano, tra cui il Senatore Cappelli, e ad un importante patrimonio olivicolo con 42.000 piante di ulivi per la produzione dell’olio Dop Pretuziano Colline Teramane.
L’impegno nella zootecnia prende forma nel 2024, grazie anche a un bando Ismea, con l’avvio di un allevamento avicolo per la produzione e vendita dei polli a marchio Razzolino. «Si tratta di un progetto costruito fin dall’inizio con l’obiettivo di posizionarci nella fascia alta del mercato, puntando su un modello estensivo e su standard qualitativi verificabili», spiega Vincenzo Costantino.
L’allevamento si sviluppa su 7 capannoni da 1.600 m2 ciascuno, per una capacità potenziale di 140.000 polli rustici, gestiti con una struttura familiare affiancata da otto dipendenti più il personale stagionale.
Il modello produttivo si distingue per l’impostazione estensiva. I polli vengono allevati fino a 90 giorni, ben oltre i tempi medi del settore, con ampi spazi interni e un libero accesso quotidiano all’esterno, una sorta di grande “giardino” dedicato. Gli animali possono infatti uscire liberamente in un’area recintata di 4 ettari, un vero e proprio “pascolo” seminato con essenze foraggere come trifoglio ed erba medica, oltre ad loietto e altre varietà. Questo sistema consente ai polletti di muoversi, di razzolare e integrare l’alimentazione naturale con una dieta bilanciata fornita dall’azienda, composta per il 70% da cereali e per il restante 30% da leguminose e semi oleosi come lino e girasole. La gestione segue un ciclo giornaliero definito: uscita al mattino e rientro serale nei capannoni, dove vengono garantite condizioni di sicurezza, igiene e controllo.
L’allevamento si inserisce in un progetto più ampio ispirato ai principi della sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Masseria dei Nobili opera infatti nel quadro del paradigma “One Health”, legato al progetto europeo Agenda 2030, con attenzione al benessere animale, alla riduzione dell’impatto ambientale e alla regolarità dei rapporti di lavoro e con i fornitori.
Tra gli elementi distintivi figurano l’assenza di antibiotici sin dalla nascita, certificata da SGS, ma anche il rispetto di standard di benessere animale superiori a quelli minimi normativi, l’assenza di emissioni di CO2 da combustione per il riscaldamento e l’autonomia idrica dell’azienda.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto Razzolino è l’introduzione della cosiddetta “carta di identità” del pollo. Ogni ciclo produttivo e ciascun capannone viene sottoposto ad analisi di laboratorio a campione, realizzate con il supporto del laboratorio Bucciarelli, per verificare le condizioni igienico-sanitarie e nutrizionali del prodotto. Questo sistema rientra in un disciplinare interno che l’azienda intende condividere anche con altri allevatori interessati a percorsi analoghi e che è stato recentemente presentato al Ministero della Sovranità Alimentare.
A rafforzare la credibilità del modello intervengono anche le attività di ricerca scientifica. In collaborazione con l’Università di Teramo, nel 2025 è stato condotto uno studio comparativo sui grassi ossidati, mettendo a confronto i polli Razzolino con quelli provenienti da allevamenti intensivi e da altre realtà produttive. I risultati evidenziano come nei campioni di allevamento estensivo si registri una marcata variabilità e, in molti casi, l’assenza di ossisteroli rilevabili, indice di una minore attivazione dei processi ossidativi (si veda box di approfondimento a seguire). Al contrario, i campioni provenienti da allevamenti intensivi mostrano profili più uniformi e livelli costantemente positivi, associabili a condizioni ossidative più stabili ma anche più elevate. In sintesi: niente grassi ossidati nei polli Razzolino, percentuali variabili negli altri.
Sul piano commerciale, la distribuzione è attualmente concentrata su macellerie selezionate tra Abruzzo, Marche e Salento, con una presenza anche nel circuito Conad Adriatico e forniture attraverso la Procarni di Genazzano a diverse macellerie romane. Il prodotto raggiunge inoltre alcune piazze del Sud come Napoli, Caserta e Palermo.
Accanto al pollo fresco, l’azienda ha sviluppato una linea di preparati a marchio, tra cui cordon bleu, bocconcini, girelle e spiedini, pensati per intercettare una domanda orientata alla praticità senza rinunciare alla qualità della materia prima.
Massimiliano Rella
>> Link: razzolino.it
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Niente grassi ossidati nei polli Razzolino
Sembra banale ricordarlo ma il pollo rustico è più sano, la carne compatta e sotto il profilo del colesterolo è garantito. Un recente studio che ha coinvolto l’azienda produttrice dei polli Razzolino (in foto) ha messo a confronto campioni di animali allevati in modo diverso, estensivo e intensivo, con interessanti risultati. Lo studio, condotto dal Dipartimento di Bioscienze e Tecnologie Agroalimentari e Ambientali dell’Università di Teramo, ha analizzato campioni di petto e coscia provenienti da diversi sistemi di allevamento, con l’obiettivo di comprendere come le condizioni produttive e le caratteristiche dei tessuti influenzino la formazione degli ossisteroli, fenomeni ossidativi che derivano dall’ossidazione del colesterolo e possono formarsi sia attraverso processi enzimatici sia per effetto di fattori esterni come stress ossidativo, esposizione alla luce, calore o conservazioni prolungate. I risultati contribuiscono a chiarire i meccanismi di ossidazione del colesterolo nelle carni avicole e offrono elementi utili per una valutazione più approfondita della qualità chimica del prodotto. Negli ultimi anni questi composti sono stati oggetto di crescente attenzione in ambito nutrizionale, poiché associati a effetti biologici rilevanti, tra cui attività pro-infiammatorie e citotossiche. La loro presenza nei prodotti di origine animale non dipende esclusivamente dalle fasi successive alla macellazione, ma anche da dinamiche fisiologiche che si sviluppano durante l’allevamento. La carne di pollo, ampiamente diffusa nella dieta, rappresenta una fonte proteica importante ed è caratterizzata da un contenuto significativo di colesterolo, elemento che la rende particolarmente adatta allo studio dei fenomeni di ossidazione sterolica (composti organici di natura lipidica). La formazione degli ossisteroli, tuttavia, non è uniforme e può variare in funzione del sistema di allevamento, influenzata da fattori come alimentazione, velocità di crescita, attività motoria e condizioni di stress degli animali. In questo contesto si inserisce anche il leucotriene B4, un composto lipidico derivato dal metabolismo dell’acido arachidonico, appartenente agli acidi grassi Omega-6, la cui presenza nei tessuti è generalmente correlata a processi infiammatori e a situazioni di stress fisiologico prima della macellazione. Negli allevamenti intensivi, caratterizzati da diete standardizzate, elevata densità animale e cicli di crescita rapidi, il metabolismo lipidico tende a essere più uniforme e accelerato. Questo quadro può favorire una maggiore ossidazione e una possibile formazione più consistente di ossisteroli già nelle fasi precedenti alla macellazione. Al contrario, nei sistemi estensivi o rurali, dove gli animali sono esposti a condizioni più variabili, con alimentazioni meno omogenee e maggiore “attività fisica”, si osserva una più ampia variabilità biologica. Questo si può riflettere in una distribuzione lipidica differente e in dinamiche ossidative meno uniformi, anche se più eterogenee tra i singoli capi. Differenze significative emergono anche in relazione al tipo di tessuto analizzato. La coscia, generalmente più ricca di lipidi e caratterizzata da una maggiore attività metabolica rispetto al petto, risulta più esposta ai processi di ossidazione del colesterolo. Per questo motivo, il confronto tra queste due porzioni consente di ottenere un quadro più completo sull’influenza delle condizioni di allevamento. Dal punto di vista analitico, la quantificazione degli ossisteroli in una matrice complessa come la carne richiede tecniche avanzate, in grado di garantire elevata sensibilità e selettività anche a basse concentrazioni (cromatografia liquida ad alte prestazioni e spettrometria di massa tandem UHPLC-MS/MS). |
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