Stagionatura Prosciutti: a gennaio torna a favore dei DOP, il gap di redditività
A gennaio la redditività della suinicoltura a ciclo chiuso ha registrato un deciso peggioramento. Secondo le elaborazioni del Crefis (www.crefis.it) l’indice di redditività per questa tipologia di allevamento ha segnato una contrazione del 9% rispetto a dicembre scorso, risultando inferiore del 18,8% anche nel confronto con gennaio 2025. A incidere in modo determinante è stato il nuovo arretramento dei prezzi dei suini pesanti destinati al circuito tutelato, che ha messo sotto pressione i risultati economici degli allevatori. Il prezzo medio mensile di questa categoria di capi si è infatti attestato a 1,630 euro/kg, in calo dell’8,9% su base congiunturale e del 18% su base tendenziale.
Sfavorevole anche l’andamento della redditività per la fase di ingrasso, che ha evidenziato una riduzione dell’8% rispetto al mese precedente e del 18,1% rispetto a gennaio dell’anno scorso. Alla flessione dei prezzi dei suini da macello si è sommato l’aumento dei costi di alimentazione, contribuendo a un’ulteriore compressione dei margini.
Anche la fase di scrofaia ha risentito di condizioni meno favorevoli, con una diminuzione della redditività pari al 3% su base mensile e al 20,5% su base annua. In questo caso, oltre alla lieve ripresa dei costi alimentari, ha pesato soprattutto il calo delle quotazioni dei suinetti da 7 kg, scesi a 60,750 euro/capo (-2,7% rispetto a dicembre e -19,7% nel confronto tendenziale), riducendo le possibilità di recupero economico per gli allevatori.
A completare il quadro del ciclo aperto, la fase di svezzamento ha registrato a gennaio una flessione della redditività del 7,4% rispetto al mese precedente, con un calo ancora più marcato su base annua (-21,2%). Il risultato è stato fortemente influenzato dalla riduzione dei prezzi dei suini da 40 kg, diminuiti del 7,5% su base mensile e attestatisi a 2,244 euro/kg, valore nettamente inferiore anche rispetto allo stesso periodo del 2024 (-23,9%).
Per ciò che concerne la macellazione, invece, il mese di gennaio ha confermato un miglioramento della marginalità. L’indice Crefis di redditività dei macellatori italiani è cresciuto del 5,3% rispetto a dicembre e dell’11,3% nel confronto con l’anno precedente, beneficiando del calo dei prezzi dei suini da macello, e nonostante una diminuzione dei prezzi dei tagli principali.
Sul fronte del mercato delle carni fresche, infatti, le cosce pesanti destinate alle produzioni tipiche hanno mostrato una riduzione delle quotazioni (-2,6% su base mensile), con un prezzo medio di 5,586 euro/kg; anche il confronto tendenziale resta negativo (-8,9%). Analoga la dinamica per le cosce pesanti destinate al prodotto generico che hanno registrato una flessione dell’1,6% rispetto al mese precedente, fermandosi a 4,852 euro/kg; valore inferiore del 2,8% rispetto a gennaio dell’anno scorso.
Il segmento dei lombi ha evidenziato una battuta d’arresto delle quotazioni. In particolare, il lombo taglio Padova è sceso a 3,640 euro/kg (-6,7% su base mensile), mentre il taglio Bologna ha registrato un prezzo medio di 3,400 euro/kg (-8,9%). Le variazioni tendenziali rimangono negative per entrambe le tipologie, rispettivamente pari a -9,9% e -13,7%.
Nel settore della stagionatura dei prosciutti, gennaio ha mostrato una dinamica differenziata tra le produzioni tutelate e quelle non tutelate. La redditività degli stagionatori di prosciutti DOP stagionati 12 mesi è ulteriormente migliorata su base congiunturale, mentre un andamento opposto ha interessato il circuito non tutelato. Questo scenario ha determinato un mutamento nel divario di redditività tra le due tipologie: per i prosciutti pesanti, il differenziale è tornato a favore delle produzioni DOP (+6,7%).
Per quanto riguarda i prezzi, il Prosciutto di Parma pesante stagionato 12 mesi ha registrato un aumento delle quotazioni, salendo a 10,963 euro/kg (+0,3% rispetto a dicembre e +3% su base annua). Al contrario, il prosciutto pesante non tipico ha mostrato un calo del 2,5% su base mensile, con un prezzo medio di 7,800 euro/kg e una riduzione più marcata nel confronto tendenziale (-11%).
Fonte:
CREFIS
crefis.it