Il settore coinvolge numerose piccole e medie imprese e rappresenta una nicchia gastronomica storica, radicata in molte tradizioni regionali
UNICEB interviene nel dibattito sulle proposte di legge che mirano a vietare in Italia la macellazione e il consumo di carne equina, richiamando l’importanza economica, culturale e tradizionale del comparto.
«Rispettiamo pienamente la sensibilità di chi considera il cavallo un animale d’affezione» afferma UNICEB. «Allo stesso tempo, in Italia opera una filiera equina regolamentata e sottoposta a rigorosi controlli europei e nazionali, che garantisce benessere animale, tracciabilità e sicurezza alimentare».
Il settore coinvolge numerose piccole e medie imprese e rappresenta una nicchia gastronomica storica, radicata in molte tradizioni regionali. Alcune preparazioni – come gli sfilacci padovani, i pezzetti salentini, le polpette pugliesi e il caval pist parmense – sono riconosciute dal MASAF come prodotti agroalimentari tradizionali. Secondo UNICEB, un divieto nazionale rischierebbe di generare effetti controproducenti: perdita di un comparto produttivo regolato, difficoltà nella gestione degli equidi a fine carriera e aumento delle importazioni dall’estero.
«Il confronto deve essere basato su dati e responsabilità, non su contrapposizioni» conclude UNICEB. «La filiera è disponibile a collaborare per rafforzare ulteriormente controlli e standard, senza ricorrere a divieti assoluti che limiterebbero la libertà di scelta dei consumatori e comprometterebbero un settore economico storico del nostro Paese».
Roma, 20 febbraio 2026
https://www.uniceb.it/