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BBQ EXPO, buona la prima!

di Redazione


Si è conclusa con successo la prima edizione di BBQ Expo, un evento interamente dedicato all’affascinante mondo del barbecue e le sue infinite sfaccettature svoltosi presso il Brixia Forum di Brescia dal 5 all’8 aprile. Tantissimi gli espositori di attrezzature professionali e semiprofessionali, bracieri, gabbie argentine per la cottura indiretta, girarrosti, griglie ma anche affumicatori e accessori per la cucina. Fondamentale per la grigliata perfetta è anche il combustibile utilizzato e, ovviamente i rub e le infinite combinazioni di spezie che danno alla pietanza un sapore unico e inconfondibile. «In questi 4 giorni l’intero comparto del mondo barbecue e la nostra organizzazione hanno generato un rapporto di fiducia e stima reciproca» spiega Mauro Grandi, Ceo di Area Fiera organizzatore dell’evento. «Forti del risultato della prima edizione di BBQ Expo siamo già proiettati all’edizione 2025, con una previsione di crescita del 100% e confermarci unico riferimento nazionale dell’intero settore».
BBQ Expo è stata un’occasione unica per incontrare gli esperti italiani e internazionali che si sono cimentati in corsi, workshop e momenti di showcooking per permettere al pubblico di scoprire tutti i segreti del barbecue così da poterlo realizzare anche a casa in modo professionale.

Smokin’ Ribs Showdown, una gara dal sapore internazionale
Durante l’evento bresciano si è svolto anche il Campionato internazionale Smokin’ ribs showdown sanzionato da KCBS. La competizione di BBQ made in USA è stata un’occasione per immergersi nella cultura e nelle tecniche di cottura del barbecue statunitense, tra cui spicca il metodo del low and slow. E, per la prima volta in Italia e in Europa, c’è stato un doppio One Meat Ribs in un’unica giornata dove sono state consegnate due box, ma solo di costine. «La Smokin’ Ribs Showdown, gara culinaria della prestigiosa KCBS – Kansas City Barbecue Society che ha visto sfidarsi i migliori team europei nella preparazione delle costine di maiale in puro stile americano è stata un’opportunità unica per i giovani che vogliono avvicinarsi al mondo delle competizioni di American barbecue» ha sottolineato Stefano Noli, del South Brixia Bbq. A vincere la gara sono stati il team brianzolo (ma anche un po’ svizzero) dei Griller Unchained e quello emiliano dei Luna’s Smoke.
Ma il barbecue non è solo una prerogativa americana: la fiera si è infatti aperta anche alle tradizioni culinarie di altre parti del mondo. Il barbecue giapponese, ad esempio, poco conosciuto ma altrettanto affascinante con il teppanyaki, che prevede l’impiego di una piastra a vista che permette un’interpretazione scenografica ma anche l’infinita varietà di yakitori, spiedini di pollo con marinature diverse. E poi lo yakiniku, con la classica crosticina che rende la carne particolarmente saporita, o il teriyaki, che non è solo una salsa ma una tecnica di cottura dove il cibo viene continuamente rivoltato sulla fonte di calore.
Marco Agostini, pitmaster con 15 anni di esperienza, è stato uno dei protagonisti della quattro giorni. Agostini ha condiviso col pubblico i segreti di quest’arte culinaria, svelando i trucchi per ottenere i piatti più succulenti e gustosi. «In Italia è cresciuto sempre di più l’interesse per questo nuovo metodo di cottura nei primi anni Duemila, quando è esplosa la curiosità per questo tipo di cucina. La chiave di volta? Senza dubbio il pulled pork e le ribs: quando gli Italiani hanno scoperto che esisteva una costina più tenera e saporita rispetto a quella che solitamente bruciacchiavano sulla griglia del campeggio se ne sono innamorati, andando alla scoperta del barbecue nelle sue varie espressioni».
Lo chef Andrea Mainardi si è cimentato in uno showcooking creativo ed estroso: la rivisitazione del pulled pork per la creazione di un primo piatto. «Ho utilizzato il cappello del prete marinato con tantissime spezie e ovviamente la birra per rendere la carne morbida all’interno e croccante fuori. Cotta nel barbecue in slow cook l’ho poi sfilacciata: l’abbinamento con un rigatone era inevitabile! Il barbecue permette di esaltare i sapori: una volta raggiunti i 55 gradi al cuore io uso spesso l’affumicatura che dona un sapore intenso che piace a tutti».

>> Link: bbqexpo.it

Nota
Photo © BBQ Expo.



Barbecue, pitmaster, butcher e tecniche di cottura a confronto

Al Brixia Forum di Brescia professionisti, appassionati e curiosi si sono avventurati nel mondo del barbecue moderno che si spinge verso nuovi concetti di grilling e verso gusti d’oltreconfine. Alla scoperta, dunque, di un vero e proprio movimento culturale di espressione gastronomica che ha al centro la carne.
Diverse tecniche di cottura sono state messe a confronto come grazie all’incontro tra lo spiedo bresciano e quello di Treviso rappresentati dalla Confraternita dello spiedo tradizionale bresciano e l’Accademia dello spiedo D’Alta Marca. «Lo spiedo tradizionale bresciano — ha spiegato Luca Giuntoli, presidente della Confraternita dedicata — viene realizzato con la brace e diversi tagli di carne che vengono arrotolati l’uno sull’altro a formare il mombolino e viene cotto lentamente, solitamente 5/7 ore durante le quali la carne viene irrorata con burro fuso. La tradizione vuole che venga accompagnato da un piatto di minestrina con pochi risoni e fegatini ovviamente immancabile un calice di vino rosso». «La prima evidente differenza del nostro spiedo di Treviso è sicuramente la cottura in aria libera con la fiamma» ha spiegato Mario Berghini, segretario dell’Accademia dello spiedo di Alta Marca. «Oltre a non condire la carne con nessun grasso estraneo. La carne viene arrotolata con delle fettine di lardo e durante la cottura lo sciogliersi del lardo dona morbidezza e umidità riuscendo così ad ottenere una pietanza succosa e saporita. Utilizziamo carne di maiale che sia costina o coppa e carne di pollo che viene cotto dalle 6 alle 10 ore, che varia in base alla temperatura esterna e alla qualità della legna. Questa pietanza da sempre rappresenta il cibo della festa».
E poi, i corsi e gli showcooking del pitmaster internazionale Marco Agostini hanno svelato i segreti di una perfetta affumicatura a freddo e della cottura in piastra con due eventi appositamente dedicati. Con Federico Dal Lago, noto butcher e pitmaster professionista, si è poi discusso di frollatura dry aged. E l’incontro con la Nazionale Italiana Macellai (foto sotto - photo © facebook.com/ItalianButchersTeam) ha svelato i segreti del disosso, insegnato a ricavare i principali tagli BBQ American style del bovino e dato nozioni utili per imparare a dialogare con il proprio macellaio.


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