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Speciale Marchigiana

Morica, 800 e più capi di rara bellezza

di Rella M.


Campagna di Pollenza, provincia di Macerata. È qui che si trova la Società Agricola Forestale Morica, la più grande azienda zootecnica di razza Marchigiana oggi esistente: oltre 800 capi, un’estensione di 850 ettari (in più corpi poderali), 15.000 m2 di stalle e fienili, e 2 paddock di 40 capi per 5-6.000 m2 ciascuno, con pascolo e alimentazione integrata.
Quest’allevamento modello, attento alla sostenibilità, all’efficienza energetica e al benessere animale appartiene a due pasionari della carne di qualità: Ilario Marcolini e la moglie Sandra, imprenditori marchigiani delle infrastrutture — i metanodotti — proprietari di Romana Costruzioni, loro principale e più redditizia attività, ma che per passione nel 2011 hanno introdotto il bestiame in una tenuta agricola dove da oltre 30 anni coltivavano cereali, girasole, favino, orzo, erba medica, foraggio di alta qualità e senza Ogm.
Oggi, Morica, è una realtà imprenditoriale con 10 dipendenti e un fatturato nel 2022 di 3,2 milioni di euro. I capi sono venduti esclusivamente a Carni Marche, un’azienda di commercializzazione di Fermo, di cui la stessa Morica è socia al 40%.
Morica è un’impresa zootecnica a ciclo chiuso, funzionale, un modello d’efficienza gestionale, interamente improntata sulla linea vacca-vitello e con grande attenzione al benessere animale, garantendo infatti una superficie doppia al minimo di legge (ad esempio, 25-30 m2 per le fattrici), cura costante e alimentazione sana e controllata. Nei terreni aziendali sono coltivati fieno, paglia, mais, granaglie, orzo. C’è poi un mulino interno per la preparazione dei mangimi e il letame viene utilizzato come fertilizzante: una filiera garantita a ciclo chiuso che permette alti standard di sicurezza in ogni fase del processo di allevamento.
Tra i nuovi progetti di Morica entro il 2024 è previsto un grande spazio di vendita e degustazione, moderno, funzionale, minimalista, dotato di cucina per la preparazione di piatti.
Passare dai metanodotti (200 dipendenti, progetti in tutta Italia) al zootecnico è in effetti una traversata tra mondi agli antipodi, ma la famiglia Marcolini era motivata da una forte passione per la terra, l’agricoltura e la razza Marchigiana.
L’azienda zootecnica prende il nome dalla località in cui la coppia è nata e vive, in provincia di Macerata. L’idea arrivò invece durante la realizzazione di un metanodotto a Cherasco (CN), entrando in contatto col mondo della razza Piemontese. «Fu un colpo di fulmine — ricorda Ilario Marcolini — e da lì a poco pensammo di creare sui nostri terreni una filiera zootecnica di Piemontese, ma alcuni amici e allevatori locali ci convinsero di considerare la Marchigiana, una razza del territorio. Partimmo con 160 capi e in due anni andammo alla ricerca di manze e tori con un alto indice genetico, molti selezionati dal Centro genetica di ANABIC e alcuni premiati ai concorsi nazionali».
Attualmente in stalla è presente l’ultimo campione nazionale di razza Marchigiana: “Lucano Morica”, vincitore della Mostra 2023 di Benevento. Alle mostre i Marcolini fanno gareggiare soltanto i tori nati e allevati da loro: segno di un attento lavoro di ricerca su genetica e imparentamenti.
La scelta dei migliori riproduttori avviene in collaborazione con Anabic, selezionati e acquistati alle aste dei torelli ogni tre mesi. Dal riproduttore vengono individuate la linea genetica e il tipo d’accrescimento, ad esempio linee non presenti in stalla per ridurre l’imparentamento, che è una caratteristica deprimente della razza. Scegliendo il toro giusto, con le caratteristiche più adatte per la vacca, si permette anche una maggiore facilità di parto, una riduzione dei rischi e una selezione continua della qualità per discendenza.


Massimiliano Rella


>> Link: morica.it



In foto Ilario Marcolini, proprietario con la moglie Sandra dell’allevamento Morica



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