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Ambiente

Il salmone selvaggio dell’Allier

di Baverez Blanco J.


L’Allier, affluente della Loira, costituisce un’importante rotta migratoria per molte specie protette ittiche, come il Salmone atlantico e volatili, come il Pierregarin, grazie ad un sistema morfodinamico ampiamente attivo. Pochi sanno infatti che nel bacino Loira-Allier viene a riprodursi, a circa 1.000 km dall’oceano, il Salmone atlantico (Salmo salar, Linnaeus, 1758), ultimo ceppo selvatico dell’Europa occidentale.
Specie migratrice per eccellenza, il salmone nasce a primavera. Gli avannotti trascorrono le prime settimane tra i ciottoli, nel cuore della zona di riproduzione, diventando tacon alla fine dell’estate e nutrendosi di invertebrati acquatici. Dopo un anno o due evolvono in smolt e iniziano la loro migrazione verso il mare, affrontando i 5.000 km attraverso l’Atlantico che li separano dalle aree di riproduzione, site al largo della Groenlandia e delle Isole Faroe. Una volta raggiunte le dimensioni adulte, dopo un periodo che va dai 14 ai 30 mesi, ritornano nel fiume per riprodursi là dove sono nati, adattando nuovamente il proprio metabolismo dall’acqua salata all’acqua dolce.
Il salmone è un pesce quasi mitico, già presente nella Preistoria, raffigurato come bassorilievo nella grotta di Abri-du-Poisson (28-20.000 anni fa), in Dordogna. Il suo ciclo migratorio identico da millenni e un’ostinazione alla sopravvivenza fuori dal comune sono iscritti nel suo codice genetico, che gli permette di ritrovare a tempo debito le acque pure dell’Allier.
Questo straordinario ciclo vitale è stato però sempre più intaccato a partire dalla fine del XIX secolo da problematiche varie legate all’attività dell’uomo alla creazione di nuove infrastrutture sui fiumi. Nel 2020 il Conservatoire National du Saumon Sauvage nell’Allier ne ha contati solo 356! Una catastrofe contro la quale associazioni e Governo cercano di intervenire frenare l’estinzione di una specie così pregiata.
La sovrappesca in mare e negli estuari, l’inquinamento meccanico (estrazione degli aggregati…) e chimico (agricoltura, industrie, domestico) delle acque, la costruzione di dighe, la navigazione e lo sviluppo fluviale, nuovi predatori come il pesce gatto o il siluro…
A ciò si aggiungono certi uccelli migratori che sostano sul bordo dei fiumi: se non sono divorati in qualche modo, spesso i salmoni che stanno facendo ritorno appaiono con lesioni e ferite che possono compromettere la loro possibilità di sopravvivere e la capacità di raggiungere le zone dove depositare le uova. La lesione che intacca il derma del pesce genera subito non solo la scomparsa momentanea del muco protettore ma anche una perdita di proteine che disturba gli scambi osmotici e tutto l’insieme dei processi fisiologici vitali.
In quest’ultimo ventennio, c’è poi il problema legato al clima: mentre si osserva una diminuzione del 76% di pesci migratori dal 1970 (fonte: Le Monde), nel 2020 la mortalità estiva del salmone è aumentata di oltre il 60% sul 2019. In effetti c’è sempre meno acqua nei fiumi ed è sempre più calda, avendo raggiunto anche temperature pari a 22 °C.
Nel 1994, il Ministero francese dell’Ambiente ha istituito il progetto “Plan Loire Grandeur Nature”, che prevedeva il finanziamento del più grande allevamento di salmoni d’Europa. La gestione di questo allevamento di salmoni è stata affidata al Syndicat Mixte d’Aménagement du Haut-Allier (SMAT). Il 10 luglio 2001 è stata inaugurata la Salmoniculture du Haut Allier, situata a Chanteuges nell’Alta Loira. Il suo obiettivo primario, grazie alla produzione di 200.000 smolts all’anno, è quello di ricolonizzare l’intero bacino dell’Allier, nonché i fiumi Vienne-Creuse-Gartempe e Loire-Arroux, con salmoni provenienti dallo stock dell’Allier e di garantire la conservazione dello stock ittico. Tutto è monitorato e controllato: il centro preleva i riproduttori maschi. Sperma e uova vengono raccolti, analizzati e mescolati. Le uova fecondate vengono messe in incubatrici con l’acqua dell’Allier. Una volta diventati avannotti, vengono reimmessi nel fiume. I più intraprendenti, trascorreranno l’adolescenza nelle fredde acque dell’Atlantico settentrionale, che lasceranno dopo qualche anno per venire a riprodursi nell’Allier....
In passato era il salmone a sostenere l’uomo, oggi è il contrario.


Josette Baverez Blanco



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