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Olio: il Sud sale e il Nord scende, la prossima campagna in lieve crescita. Il punto a Verona a Sol&Agrifood

Il Belpaese appare spaccato in due: bene al Sud, a partire dalla Puglia ma anche in Basilicata, Molise e Abruzzo. Poi, man mano che si sale, finiscono le buone notizie per il prossimo raccolto olivicolo in Italia

06, Oct 2021

Il comparto olivicolo si prepara all’imminente campagna 2021 e, puntuali, escono i primi dati previsionali sulla produzione di olio di oliva. Secondo Teatronaturale.it, accanto alle luci non mancano le ombre. Caldo e siccità hanno spento gli entusiasmi e spaccato a metà l’Italia dell’Olio: se il Sud, in particolare la sponda adriatica, festeggia, il Centro-Nord si lecca le ferite, con cali a doppia cifra ovunque. La produzione di olio di oliva nel 2021/22 dovrebbe attestarsi sulle 300.000 tonnellate, un dato in lieve crescita, ma inferiore alle attese che auspicavano un sostanzioso rilancio dopo il deludente 2020/21.
Sarà la Puglia la regina dell’annata olivicola, con 140.000a tonnellate, quasi la metà della produzione nazionale; Calabria e Sicilia paiono appaiate a 30-35.000 tonnellate, stabili rispetto al 2020. Bene Basilicata, Molise e Abruzzo, con crescita a doppia cifra. Finiscono qui le buone notizie. Più a Nord ci si spinge, più i cali sono consistenti: –20/25% in Campania e Lazio, –30/40% in Umbria e Toscana, –80% nel Garda e in Trentino, –40% in Liguria. Si salva la Sardegna con un –10%. Il risultato finale dipenderà dalle desideratissime piogge che potrebbero alleggerire i danni della siccità, ma anche dai possibili attacchi tardivi di mosca che potrebbero pregiudicare qualità e quantità e dalle rese al frantoio.
In Spagna il raccolto che sarà stabile o in leggera flessione rispetto allo scorso anno; nel principale Paese produttore mondiale, la produzione dovrebbe attestarsi da 1,25 a 1,35 milioni di tonnellate. Le piogge delle ultime settimane a Jaen e Siviglia hanno salvato la stagione. In Grecia si prospetta una delle campagne più brutte dal dopoguerra, con la produzione che dovrebbe sfiorare le 200.000 tonnellate. Soprattutto a Creta, tradizionalmente il bacino produttivo di olio di qualità greco, la produzione sarà molto modesta, più stabile nel Peloponneso. Festeggia il Portogallo con una produzione da 140.000 tonnellate (+25%). Caldo e siccità porteranno a un lieve calo in Turchia, (200.000 tonnellate circa), mentre andrà bene in Marocco (+20%), per circa 130.000 tonnellate. In Tunisia campagna normale, da 250.000 tonnellate. In questi Paesi a salvare la produzione ha contribuito soprattutto l’adozione di nuovi impianti irrigui.
Dati che rendono ancora più necessario ed utile il confronto alla prossima edizione di Sol&Agrifood Special Edition (Verona, 17/19 ottobre). Appuntamento altamente professionale, a numero chiuso e ingresso riservato su invito solo agli operatori del settore italiani ed esteri. Nuovi spazi espositivi e aree specifiche dedicate al biologico, saranno alcune delle novità di questa edizione smart della rassegna dell’agroalimentare di qualità, che si terrà in concomitanza con Vinitaly Special Edition.

Photo © Lucio Patone x unsplash


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