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L’enogastronomia sarà il motore della ripartenza del turismo globale

«Il turismo enogastronomico è e sarà il motore della ripartenza dell’intero settore» assicura Alessandra Priante, direttrice Europa dell’UNWTO (United Nations World Tourism Organization), l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di turismo a livello globale

30, Sep 2021

A più di un anno e mezzo dall’inizio della pandemia, il mondo è ancora semichiuso: il 29% delle destinazioni mondiali ha confini invalicabili, il 34% parzialmente sigillati e il 36% permeabili a chi è in possesso di un test Covid negativo. Solo l’1% concede accesso libero. Questi i dati con cui si è aperta l’estate 2021: una stagione che, per il secondo anno consecutivo, ha visto accorciarsi il raggio degli spostamenti dando ulteriore impulso al turismo di prossimità. «Una scelta inevitabile che, da una parte, ci ha fatto scoprire un nuovo modo di viaggiare, mentre, dall’altra, ha consolidato un fenomeno in crescita già prepandemia e cioè la forza del binomio enogastronomia-vacanza» ha sottolineato Alessandra Priante, direttrice Europa dell’UNWTO (United Nations World Tourism Organization), l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di turismo a livello globale. «Oggi in Italia, in Europa e in gran parte del mondo la motivazione enogastronomica è quella principale nella scelta di una destinazione. E sono sicura che non si tratti di una tendenza ma di una realtà che rimarrà tale anche dopo il Covid».

Il turismo rappresenta per molti Paesi una fetta fondamentale dell’economia e in Italia vale più del 13% del PIL. È, inoltre, una leva importante per «favorire la destagionalizzazione e la decentralizzazione del turismo», i due problemi del settore in epoca prepandemica. Perché l’enogastronomia non è solo luglio e agosto, basti pensare al vino. E perché si assaggia in aree rurali, lontano dalle mete congestionate dal turismo mordi e fuggi (fonti: La Stampa / Qualivita).

Photo © www.discovertheotheritaly.com


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