Il sud della Toscana non soltanto luogo prediletto per la produzione ma anche territorio fertile per l’olioturismo
La campagna olearia 2023/2024 è partita in tutta Italia con prospettive non proprio ottimali, almeno sotto l’aspetto della quantità: secondo una prima stima il raccolto non sarà molto elevato, ma la qualità si prospetta eccellente. In tutto il territorio regionale toscano la situazione è questa, con un incremento di oliveti intensivi e superintensivi in zone pianeggianti quali la Maremma e la Valdichiana nel versante aretino. Una tipologia di coltivazione che fa pensare, ad esempio per quanto riguarda il consumo di acqua, la tutela della biodiversità e le ripercussioni sul paesaggio tipico toscano. Quest’ultimo aspetto è legato a doppio filo all’oleoturismo, segmento su cui la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese insieme all’Ambito Turistico della Valdichiana Senese sta lavorando molto con varie iniziative.
«La campagna attuale in termini quantitativi è difficile nelle aree interne della Toscana; in provincia di Siena le stime lasciano intendere una riduzione della produzione pari al 40-50% ma con una qualità che si preannuncia ottima» dichiara Giampiero Cresti, Vicepresidente Consorzio Olio Toscano IGP. «La Toscana è ampia e molto diversa quindi vi possono coesistere situazioni diverse, l’importante è mantenere in modo rigido il collegamento tra la nostra tipicità produttiva e le nostre varietà di olive. Non ho preconcetti nei confronti di oliveti intensivi e superintensivi, ma è necessario sempre ragionare nel complesso e valutare i territori dove si va a operare. Dove possibile è necessario pensare ad un ammodernamento mantenendo comunque la tipicità del nostro territorio. Trequanda è stato il primo Paesaggio Rurale Storico della Toscana per autenticità del paesaggio e tutela della biodiversità, per questo è importante preservarlo».
In questo scenario si è svolta l’iniziativa di formazione e di approfondimento curata dalla Strada e dedicata proprio all’oleoturismo, “Storie di oleoturismo – Come costruire le esperienze turistiche a tema olio”. Un evento che si è inserito nella cornice della “Festa dell’Olio Novo” di Trequanda.
«Il turismo dell’olio è una grande sfida» afferma Luigi Caricato giornalista ed oleologo, intervenuto in occasione della conferenza. «In Italia esiste un’olivicoltura plurale, che si presenta una e molteplice, con una ricchezza di paesaggi e di varietà di olivi pronta per essere vissuta e condivisa quale esperienza aperta, turisticamente fruibile, così da poter trarre la giusta visibilità per le aziende olivicole e frantoiane, un’equa remunerazione e un più che legittimo vantaggio economico. La tutela di questo patrimonio è fondamentale».