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COP26. Slow Food: «Agricoltura e suolo al centro del dibattito. Ci aspettiamo interventi concreti che mettano al centro l’agroecologia e la giustizia sociale»

Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia: «Dalla produzione, distribuzione e consumo di cibo possono venire soluzioni importanti, ma serve un cambiamento di passo che vada a scalfire consolidate abitudini e vecchi interessi»

05, Nov 2021

Oggi e domani, 5 e 6 novembre, i temi dell’agricoltura entrano nell’agenda della COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021. Si parla tanto, e giustamente, di energia, di produzioni industriali e troppo poco di agricoltura. Non va dimenticato che il settore primario, con quanto a esso legato, è responsabile di un terzo delle emissioni di CO2.
«Dalla produzione, distribuzione e consumo di cibo possono venire soluzioni importanti, ma serve un cambiamento di passo che vada a scalfire consolidate abitudini e vecchi interessi. Bisogna spingere perché si finanzino le alternative all'agricoltura industriale, a quella che si fonda su monoculture, pesticidi e fertilizzanti chimici, brevetti e sfruttamento dei suoli. Occorre indirizzare gli sforzi per il consolidamento di un’agricoltura attenta alla biodiversità, alla fertilità dei suoli e al rispetto delle persone e dell’ambiente. Le risposte ci sono: lotta allo spreco, agricoltura di piccola scala, riduzione della produzione e del consumo di carne da allevamenti intensivi, difesa dei suoli e soprattutto diffusione di metodi agroecologici» sottolinea Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia commentando i lavori della COP26.
«L’agroecologia è uno strumento centrale per affrontare le molteplici crisi del sistema produttivo, inclusa quella climatica: è la strada che si deve intraprendere se si vogliono davvero ricostruire le relazioni tra agricoltura e ambiente, tra sistemi alimentari e comunità, e rappresenta un elemento fondamentale se si vuole davvero assicurare a tutte le persone uguale accesso alle risorse economiche e alla proprietà della terra. Se ne parla tanto a tutti i livelli ma poi nel momento in cui si devono prendere decisioni prevalgono le solite logiche che guardano solo agli aspetti quantitativi — più che qualitativi — delle produzioni, senza tener presente la complessità economica, sociale e ambientale legata al sistema agricolo e alimentare. Diventa urgente procedere verso sistemi alimentari agroecologici, che mantengono il carbonio organico nel terreno, supportano la biodiversità, ricostruiscono la fertilità del suolo e garantiscono una vita dignitosa agli agricoltori e diete sane a tutte le persone».


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