it en
Risultati
Ambiente

L’ecoturismo con gli squali bianchi

of De Maddalena A.


Ogni anno migliaia di persone vanno ad osservare gli squali bianchi (Carcharodon carcharias) nel loro ambiente naturale. Sebbene gli squali bianchi siano presenti quasi ovunque a livello globale, le attività di ecoturismo per l’osservazione di questi animali possono essere svolte solo nei pochi siti nei quali gli squali bianchi sono sufficientemente frequenti. I siti nei quali viene svolta questo tipo di attività sono le Neptune Islands in Australia meridionale, Foveaux Strait in Nuova Zelanda, False Bay, Gansbaai, Mossel Bay e Algoa Bay in Sudafrica, le Farallon Islands in California, USA, e Halifax in Nova Scotia, Canada. Sul sito di Guadalupe, in Messico, attualmente le attività di ecoturismo con gli squali bianchi sono state sospese.
I siti elencati differiscono per le modalità di lavoro degli operatori, le condizioni di visibilità subacquea, la durata della navigazione dal porto, il numero, le dimensioni ed il comportamento degli squali bianchi.
La frequenza degli squali bianchi varia stagionalmente nei diversi siti e da un anno all’altro può presentare una variabilità anche notevole. La certezza assoluta di vedere gli squali bianchi non si può avere in nessun sito, specialmente in questi ultimi anni. La diminuzione globale della specie dovuta soprattutto alle attività di pesca, volte sia agli squali che alle loro prede, si sta facendo sentire in maniera pesante anche nel corso delle attività di ecoturismo.
Col termine di cage diving si intendono le immersioni effettuate in una gabbia di alluminio al fine di osservare in sicurezza gli squali potenzialmente pericolosi. Il cage diving viene effettuato con varie specie di squali, ma è stato sviluppato primariamente per l’osservazione della specie più pericolosa in assoluto, lo squalo bianco.
Oggi l’utilizzo della gabbia è obbligatorio in tutti i siti nei quali vengono svolte attività di ecoturismo con gli squali bianchi. Le gabbie usate per il cage diving sono realizzate artigianalmente e di conseguenza sono diverse da operatore ad operatore. La gabbia deve essere dotata di aperture sufficientemente ampie da permettere di osservare, fotografare e filmare gli squali, ma non di dimensioni tali da permettere che lo squalo bianco possa inserirvi l’intera testa.
Le immersioni in gabbia possono essere effettuate con diverse modalità. Nella maggior parte dei casi viene utilizzata la classica gabbia di superficie, ossia una gabbia che viene mantenuta costantemente in superficie per mezzo di galleggianti, saldamente fissata all’imbarcazione, e nella quale ci si immerge semplicemente trattenendo il respiro oppure respirando per mezzo di un erogatore connesso alle bombole collocate sull’imbarcazione.
Per l’utilizzo di questo tipo di gabbia non è necessario possedere un brevetto subacqueo. Assai più raramente viene utilizzata una gabbia speciale che può discendere ad alcuni metri di profondità o anche sino al fondo marino. Per immergersi in questo tipo di gabbia è necessario utilizzare le bombole ed è indispensabile possedere un brevetto subacqueo.
Per attirare gli squali bianchi verso l’imbarcazione deve essere utilizzata della pastura, mentre per far sì che gli squali si mantengano intorno alla barca il tempo necessario per poterli osservare è necessario utilizzare una piccola esca. Lo squalo non deve essere alimentato, al fine di non modificare il suo comportamento naturale. Gli squali bianchi sono animali intelligenti, velocissimi, dotati di una colorazione mimetica e specialisti nell’avvicinarsi senza essere visti. L’esperienza dell’equipaggio è quindi fondamentale nel far sì che l’esca sia utilizzata in modo opportuno, mantenendo vivo l’interesse dello squalo ed al tempo stesso evitando che lo squalo riesca a mangiarla.
Come esca e come pastura non devono mai essere utilizzati squali o altre specie a rischio. La carne di squalo, e soprattutto il fegato di squalo, attraggono gli squali bianchi rapidamente, ma l’utilizzo di questo tipo di esca è da evitare tassativamente considerato che gli squali sono in drammatica diminuzione in tutto il mondo.
Preferibilmente per l’esca e la pastura si devono utilizzare scarti della lavorazione dei pesci ossei anziché pesci pescati appositamente. L’esca deve essere di piccole dimensioni per far sì che, qualora lo squalo riesca a mangiarla, ne abbia un apporto calorico irrilevante.
L’esca deve essere manovrata dai lati della gabbia, in modo tale che quando lo squalo vi si avvicina e l’esca viene tirata rapidamente verso l’imbarcazione per impedire che lo squalo la mangi, l’animale non sia indotto a sbattere violentemente contro la gabbia.
Sebbene i documentari ci mostrino spesso gli squali bianchi che mordono la gabbia, questo è un comportamento non comune, a meno che non sia appositamente indotto dall’equipaggio manovrando l’esca in modo inopportuno.
In questi ultimi anni mi è capitato spesso di leggere aspre critiche alle immersioni in gabbia per l’osservazione degli squali bianchi. Alcune persone nutrono un vero e proprio odio per questo tipo di attività poiché credono che il cage diving attragga gli squali bianchi in una determinata area e che causi un aumento di attacchi di squali all’uomo. Ciò non corrisponde a realtà. I siti per effettuare le immersioni in gabbia vengono scelti proprio perché c’è già una popolazione di squali bianchi di una certa entità in quelle aree; non sono le attività di cage diving a far sì che gli squali bianchi frequentino quelle zone. In quanto all’idea che le attività di cage diving aumentino il numero di attacchi all’uomo, abbiamo la certezza che tale idea non ha alcun fondamento poiché ciò non è accaduto in nessuno dei siti nei quali tali attività vengono svolte ormai da lungo tempo.
Assurdamente ci sono anche persone che affermano di non amare il cage diving poiché sono convinti che l’utilizzo di una gabbia per osservare questi animali contribuisca a mantenere viva l’idea che si tratti di animali pericolosi per l’uomo.
La realtà è che gli squali bianchi occasionalmente possono effettivamente essere pericolosi per l’uomo, e gli unici che hanno tratto un beneficio dal negare questo dato di fatto sono stati alcuni operatori che nel corso degli anni passati hanno avuto l’assurda idea di portare dei subacquei a immergersi senza gabbia con gli squali bianchi, malgrado le autorità locali avessero già imposto l’utilizzo della gabbia.
Un altro fattore che ha portato una parte dell’opinione pubblica a schierarsi contro le immersioni in gabbia sono state le immagini diffuse dai media ritraenti squali bianchi che penetrano nelle gabbie, rimanendo talora orribilmente feriti. Situazioni di questo tipo comportano rischi notevoli per i subacquei che si trovavano all’interno della gabbia. La spiegazione di questi eventi è semplice: anche in questo campo, così come in qualsiasi campo, vi sono operatori che lavorano in maniera eccellente ed altri che non sono al medesimo livello.
Gli incidenti accaduti nelle acque dell’isola di Guadalupe, in Messico, che hanno portato al divieto di svolgere attività di cage diving su quel sito, avrebbero potuto facilmente essere evitati se le autorità avessero imposto l’utilizzo di gabbie costruite in modo adeguato e una maggiore attenzione nello svolgimento delle operazioni.
Lavorare con un animale selvatico, di grossa taglia, potenzialmente pericoloso, e per di più una specie protetta, rende indispensabile che la preparazione, l’attenzione per i dettagli, e la cautela nello svolgimento delle operazioni siano elevatissimi. Per questo è fondamentale che le autorità locali impongano regole ferree e svolgano controlli continui per assicurarsi che tali regole vengano applicate senza eccezioni.
In tal senso, la situazione migliore è senza dubbio quella che si osserva in Australia meridionale, dove solo due operatori sono autorizzati a svolgere le immersioni in gabbia con gli squali bianchi, e la loro attività è controllata in maniera rigida e soddisfacente, offrendo così le migliori garanzie sia per la sicurezza dei subacquei che per il benessere degli squali bianchi.
In generale ritengo che le Neptune Islands in Australia meridionale siano il sito migliore per le immersioni in gabbia, e questo per una serie di ragioni: la presenza dell’operatore che fu il vero pioniere di questo tipo di attività e che vanta quindi un’esperienza ineguagliata nel suo campo, l’ottima visibilità subacquea, l’utilizzo sia della gabbia di superficie che della gabbia che discende fin sul fondo marino (in media intorno a 18 metri di profondità), il numero e le dimensioni degli squali bianchi solitamente presenti nell’area.
Da decenni il cage diving dà l’opportunità di immergersi nell’ambiente naturale dello squalo bianco a tutte le persone, non soltanto a biologi marini, fotografi o documentaristi, ma anche a semplici turisti. Il fatto che per immergersi in gabbia non sia necessario essere in possesso di un brevetto sub, fa sì che questa attività sia alla portata di tutti.
In definitiva il cage diving, se svolto con buonsenso e da un operatore esperto, è un’attività non solo redditizia ma utilissima a fini educativi, per la raccolta di dati necessari per la ricerca, e importantissima per valorizzare questo predatore agli occhi dell’opinione pubblica.


Alessandro De Maddalena



Activate your subscription

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook