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Gli assaggi di Max Rella

Piemonte

of Rella M.


Freisa, uno, nessuno, centomila
Il Freisa è un rosso del Piemonte poco conosciuto fuori regione, ma un tempo era una presenza blasonata sulla tavola dei Savoia, insieme a Barbera e Grignolino, e il cui vitigno — la Freisa, declinazione al femminile — fu citato già nel lontanissimo 1517 nella bolla doganale di Pancalieri, un municipio a sud delle colline torinesi. Nel 2019 è nata l’associazione Più Freisa, che attualmente aggrega 21 cantine dislocate in più province piemontesi, soprattutto nell’Astigiano, fondata per promuovere questo rosso particolare e oggi un po’ dimenticato (www.piufreisa.it).

Autoctona, poliedrica, ricca di tannini, la varietà Freisa ha carattere rustico, un po’ spigoloso, un’uva tradizionalmente relegata nelle vigne più basse e di fondovalle, che condivide con il Nebbiolo — il più noto vitigno piemontese — gran parte del patrimonio genetico, circa l’85%. La Freisa è una varietà che si adatta ai terreni più bassi della collina, perché ha un germogliamento più tardivo del Nebbiolo ed è poco sensibile alle malattie della vite legate all’umido (Peronospora, Botrytis cinerea e altri marciumi del grappolo).
Troviamo sul mercato diverse interpretazioni enologiche di questo vitigno: la tipologia tradizionale frizzante, ad esempio, più diffusa nelle zone più a nord dell’Astigiano e a Chieri (TO), e le versioni fermo e, da qualche anno, superiore, con affinamento in legno, più diffuse invece nel Tortonese, nelle Langhe e nel sud del Monferrato. Complessivamente in Piemonte è rivendicato in 7 Doc (Freisa d’Asti, Freisa di Chieri, Langhe Freisa, Monferrato Freisa, Colli Tortonesi Freisa, Pinerolese Freisa, Piemonte Freisa) e in 14 Igt. Questo per il consumatore meno esperto può generare confusione sull’identità del vino. Qual è il Freisa? Uno, nessuno e centomila? Semplificando, è un vino con almeno tre identità, ovvero vivace, fermo e superiore.
Per la tipologia vivace ci è piaciuto il Freisa d’Asti Doc dell’azienda agricola Garrone Evasio & Figli, un rosso giovane che fa solo acciaio, con una piacevole e leggerissima “effervescenza” di sottofondo ottenuta con breve fermentazione in autoclave e imbottigliamento a freddo. Di colore granato con riflessi rubini, ha un naso in cui spiccano note di rosa e sentori di viola e geranio, al palato un bel fruttato (ciliegia, mora, mirtillo) e note vegetali, dal timo ai chiodi di garofano.
www.vinigarrone.it

Un ventaglio d’espressioni sul Freisa ce lo propone la cantina cooperativa Terre dei Santi, fondata nel ‘53 a Castiglione Don Bosco (At), il paese di Don Bosco, dello zio San Giuseppe Cafasso e di altri devoti. Nata come Cantina Sociale del Freisa, l’azienda ne produce ancora il 60% dei volumi complessivi e ben 9 etichette su 32 totali. Fra queste il Freisa di Asti Doc frizzante, da lunga rifermentazione in autoclave, ha colore rubino intenso, naso con un bel floreale e fruttato (lampone e rosa) e un palato vivace, asciutto e dal finale piacevolmente amarognolo. Il Freisa di Chieri Doc La Torrigiana è ottenuto invece con macerazione degli acini per 8 giorni a 26 °C e separazione dei vinaccioli per ottenere un tannino morbido ed elegante. È affinato 12 mesi in tonneaux di rovere francese di primo e secondo passaggio e 6 mesi in bottiglia. Naso fine con sentori di piccoli frutti rossi e floreali di viola, al palato asciutto, caldo e con lungo finale ammandorlato.
www.terredeisanti.it

La Cantina Erede di Chiappone Armando, di Nizza Monferrato (AT), ha scommesso esclusivamente su un Freisa fermo con lungo affinamento in legno: 4 anni fra tonneaux e barrique e altri 2 di legno, in commercio dunque dopo minimo 6 anni dalla vendemmia. Appena 3.000 bottiglie e 1 ettaro dedicato, un vino di nicchia che può accompagnare carni rosse e formaggi non troppo stagionati. Di colore granata e riflessi rubino, al naso ti stuzzica con note di prugna rossa e ciliegia marasca, seguite da uno speziato di pepe nero, timo e origano. In bocca è avvolgente e complesso, dalla frutta matura che torna, fino al pepe e ai sentori di cuoio.
www.facebook.com/erede.armando

Nizza, Grignolino e Barbaresco
Arriviamo a Isola d’Asti per una giovane cantina: Torchio 1953, una piccola vigna di famiglia che il produttore Andrea Torchio ha cominciato a valorizzare da qualche anno con una produzione di nicchia, tra cui uno spumante brut Metodo Charmat, una Barbera d’Asti Superiore Docg e, vino di punta, il Nizza Docg Riserva Sanluis, da uve Barbera in purezza coltivate ad Agliano Terme, bucce macerate in vinificatori d’acciaio a temperatura controllata, con rimontaggi e ossigenazioni fino alla completa fermentazione. Rosso rubino dai riflessi violacei, al naso è avvolgente, con sentori di vaniglia, cacao e sottobosco. Il palato è vellutato, armonico, profondo. Un vino che sfida il tempo, ottimo con bolliti della tradizione piemontese e formaggi di lungo affinamento.
www.torchio1953.com

Ancora a Isola d’Asti la giovane azienda di una produttrice russa trasferitasi in Monferrato, Olga Semencha: Tenuta Foresta Winery, 4 ettari e un’interpretazione classica dei rossi piemontesi. Fra le curiosità il Piemonte Doc Grignolino, da uve Grignolino, un rosso leggero anche nel colore, fresco, piacevole, dalle note fruttate e sentori di pepe bianco. Il secondo è il Piemonte Doc Albarossa, che unisce eleganza, freschezza e bevibilità, dal bouquet fruttato e floreale, con sottile speziatura.
www.tenutaforesta.com

Finiamo nelle Langhe, a Barbaresco (CN), il paese che dà il nome al rosso Docg dal lungo affinamento in legno, ottenuto con uve Nebbiolo. De Forville è una storica cantina fondata nel 1860, passata di generazione in generazione in mano ai fratelli Paolo e Valter Anfosso, appassionati produttori con vigne anche a Castagnole Lanze, in Monferrato, per la produzione di Barbera d’Asti, Moscato e Chardonnay. Per il Barbaresco vinificano le uve dei cru Ovello, Loreto e Cavanna. Ultimo in commercio, Barbaresco 2020 è un rosso strutturato color rubino e riflessi granati, al naso etereo e ampio, con sentori di viola, in bocca elegante ma potente. Accompagna nobilmente piatti di selvaggina e formaggi importanti.
www.deforville.it



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