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MFC Carni sul tetto del mondo

di Borghi G.


«È stata una bellissima esperienza e, soprattutto, una gran bella soddisfazione» mi dice Eleonora Calò, proprietaria con la famiglia del Gruppo MFC Carni, a proposito della recente partecipazione dell’azienda alla World Steak Challenge 2022, svoltasi a Dublino lo scorso fine settembre (si veda l’articolo completo sull’evento a pagina 80). Già lo scorso anno l’azienda di Frigento (AV) aveva partecipato per la prima volta e con successo alla Challenge, vincendo ben tre ori. Ori che in questa edizione della competizione sono saliti addirittura a quattro, avendo MFC portato in Irlanda anche un nuovo brand, Jügena Angus cross breed Holstein allevato in Polonia, che ha riscosso particolare apprezzamento da parte della giuria.

Queste in totale le carni presentate da MFC Carni:

  • Swami Beef (Jersey danese);
  • Wadi Wagyu (Wagyu spagnolo);
  • Swami Wagyu (Wagyu svedese);
  • Jügena (Angus polacco cross breed Holstein).

«Le prime tre tipologie hanno confermato gli ori conquistati alla World Steak Challenge 2021 — prosegue Eleonora — ma la giuria ha mostrato di apprezzare particolarmente il filetto di Jügena, il nostro nuovo marchio, presentato a Dublino per la prima volta quest’anno, che ha infatti raggiunto il primo posto in classifica. Si tratta di un incrocio tra un Angus polacco e una Holstein/Frisona, una carne caratterizzata da una bella marezzatura spinta ma estremamente equilibrata in termini di gusto, con quell’ottimo rapporto qualità-prezzo che ha la carne polacca. Una carne che, in linea generale, risulta sempre tra quelle più amate quando la si assaggia, proprio per la qualità della marezzatura che offre». La Polonia vanta infatti carni tra le migliori al mondo grazie al clima freddo del Paese e alla lunga tradizione nell’allevamento che avviene in questo caso allo stato semibrado, il che consente agli animali di sviluppare una carne bella grassa.

Gli altri brand di MFC Carni vincitori della medaglia d’oro sono Swami beef, selezione da capi femmina di razza Jersey, provenienti dall’estremo nord della Danimarca. «Non è solo una carne pregiata, Swami è un sentimento” si può leggere nel sito del Gruppo campano. Il suo nome è di origine indiana e significa amore, venerazione. “Nella religione induista indica un guru, un maestro spirituale. Swami è anche questo, una guida verso l’eccellenza, un prodotto che si distingue e che lascia il segno tra i palati più fini”. Swami beef presenta una marezzatura molto accentuata (6-10 sulla scala Kobe), gusto intenso e deciso, note dolci e una morbidezza inconfondibile.

Il Wadi Wagyu — termine arabo che indica un fiume in piena, come il gusto pieno e travolgente di questa carne — è un Wagyu F3 (87,5% di genetica Wagyu) che nasce e viene allevato in Spagna, nella comunità autonoma di Castilla y León, tra i campi di girasole e i vigneti nelle vicinanze dei fiumi Esgueva e Pisuerga, seguendo un’alimentazione grainfed integrata con uva rossa. Proprio questa integrazione conferisce alla carne un caratteristico sapore dolce.

Lo Swami Wagyu è un Wagyu 100% Tajima full-blood, grazie all’importazione dagli Usa dei migliori embrioni Wagyu presenti fuori dal Giappone. I capi, principalmente castrati o più precisamente steer, nascono e vengono macellati direttamente in Svezia, ad un’età compresa fra i 6 e i 9 anni, seguendo un’alimentazione grass-fed. Queste caratteristiche di allevamento donano alla carne una sapidità maggiore rispetto al Wagyu giapponese. «Anche rispetto al Wagyu giapponese vincitore di questa competizione, ammesso a partecipare alla Challenge per la prima volta in questa edizione — puntualizza Eleonora Calò —, il nostro Wagyu svedese, oltre ad avere una tenerezza incredibile, possiede un gusto molto più deciso, che tutti i giurati hanno messo in evidenza e che ha colpito molto anche noi quando lo abbiamo assaggiato: un gusto stupendo!» sorride Eleonora.

«A volte ci capita di dimenticarci di quanto siamo bravi. E con questo voglio dire che il nostro modo di lavorare è talmente scrupoloso, il livello qualitativo che richiediamo a noi stessi talmente elevato, che a volte ci stupiamo per primi dei risultati raggiunti dai nostri prodotti, dalle nostre carni.

Per questa competizione, ad esempio, tutti i produttori iniziano a prepararsi tra aprile e maggio perché le carni devono essere presentate entro la metà del mese di luglio e per ogni prodotto è previsto uno studio approfondito, una selezione rigidissima. Quando abbiamo selezionato le carni da portare in Irlanda eravamo letteralmente sommersi dalle richieste, è stato uno dei momenti di maggior lavoro dell’anno, per cui ci siamo trovati in difficoltà perché pensare di togliere alla nostra clientela, che curiamo personalmente e singolarmente, una carne di livello elevato davvero ci dispiaceva. Insomma, alla fine abbiamo vinto selezionando le carni nelle settimane peggiori!

Anche per questo mi piace pensare e dire che le medaglie vinte non appartengono solo a noi ma a tutti i nostri dipendenti, al Gruppo nel suo insieme, è una ricompensa che va oltre l’aspetto economico, ripaga degli sforzi e del lavoro quotidiano di ogni elemento di MFC Carni.

Alzare sempre l’asticella della qualità è quello che ci ha sempre caratterizzato come Gruppo e prendere parte a competizioni come questa, dove il livello delle aziende partecipanti parte da una base altissima, ci aiuta a misurarci con altre aziende internazionali, a confrontarci e a capire se la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta. Diciamo che questa vittoria lo sancisce ufficialmente».

A livello di marketing partecipare e, soprattutto, vincere la Challenge è senza dubbio una conquista non di poco conto. Tutti i vincitori del WSC hanno infatti il diritto di utilizzare i loghi ufficiali e le medaglie della competizione sui packaging e in ogni contesto di comunicazione e promozione dei propri prodotti. «È bello sapere che abbiamo fatto onore ai nostri fornitori e alla nostra clientela, la quale, a sua volta, potrà comunicare alla propria che quella che stanno per acquistare e che andranno ad assaggiare è realmente una delle carni migliori al mondo» conclude Eleonora.

Quella di MFC Carni è la storia di una famiglia, i Calò, dedita da generazioni all’allevamento e alla macellazione degli animali e alla commercializzazione delle carni. Il Gruppo dispone di 4 siti produttivi in Campania e Puglia ognuno dotato di una propria piattaforma logistica, più un’altra piattaforma riservata al canale Ho.Re.Ca. a 360° per tutti i prodotti food e non food a Manocalzati, in provincia di Avellino. E c’è in cantiere il progetto di una ulteriore espansione dello stabilimento originale, per garantire una capacità produttiva ancora maggiore.

«Inoltre, come Irpinia Salumi, produciamo internamente anche una ricca tipologia di salumi, sia tradizionali della nostra zona, l’Irpinia, che non: penso ad esempio alla Bresaola di Wagyu, commercializzata col marchio HAMo Wagyu, e ai prosciutti cotti, alla cui produzione è dedicato uno stabilimento specifico acquisito nel 2019. Tutta la produzione ha però come comun denominatore la naturalità degli ingredienti, con un utilizzo quasi nullo di nitriti e nitrati».

Ma non è finita qui… «Infatti!» continua Eleonora. «L’ultima idea è legata al mondo dei distillati: abbiamo messo in commercio da qualche settimana un gin a base Swami Wagyu nelle versioni da 200 e 500 ml, del quale abbiamo l’esclusiva. Si tratta del primo Wagyu gin al mondo!

La distillazione avviene in Germania con botaniche naturali, che entrano in contatto con l’affumicatura delle carni cotte al BBQ con legno di melo che regala al gin un sapore delicato e una sottile nota fruttata. Oltre alle classiche proposte a base gin, abbiamo sperimentato anche diversi cocktail con vino e birra. In sostanza, è un prodotto in più per la ristorazione che potrà sorprendere con†una vera chicca la propria clientela».

Gaia Borghi


>> Link: www.mfccarni.com



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