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Cinque importanti cluster KPI per una produzione più affidabile

di Redazione


«Lavorando per un’azienda che ha come core business soluzioni per la gestione della filiera alimentare attraverso l’acquisizione, l’elaborazione e la valutazione dei dati, mi trovo spesso di fronte a domande riguardanti l’ottimizzazione dei processi produttivi» spiega Andrè Muehlberger, direttore della filiale italiana di CSB-System che da oltre 40 anni sviluppa e implementa ERP specifici per l’industria alimentare. «Queste domande portano inevitabilmente ad altre domande sulla misurabilità delle prestazioni, i cosiddetti KPI –Key Performance Indicators, indicatori chiave di prestazione». Il problema è che i processi produttivi stanno diventando sempre più complessi: le aspettative dei consumatori su qualità dei prodotti e capacità di consegna aumentano, gli adempimenti legali pure.

Non è facile soddisfare questi requisiti tenendo sotto controllo tempo, costi e qualità, ovvero i fattori chiave del successo imprenditoriale. Tuttavia, continua Guido Girardelli, sales manager CSB-System, «se si riesce a intervenire su macchinari e impianti, una componente che crea valore significativo nell’industria alimentare, si raggiungono due obiettivi contemporaneamente: l’affidabilità del processo produttivo migliora e una volta assicurata l’affidabilità del processo, è possibile massimizzare l’impiego degli impianti».

Ma come si interviene sul processo produttivo e sugli impianti? I KPI di cui si deve tener conto sono molteplici e possono essere raggruppati in 5 cluster.


1. Controllo degli impianti

Gli impianti e i processi produttivi richiedono investimenti elevati. Ciò crea una tensione tra l’elevato utilizzo degli impianti per mantenere i costi unitari il più bassi possibile, da un lato, e il mantenimento di capacità sufficienti a garantire la flessibilità economica e la crescita, dall’altro. Il mantenimento di questo equilibrio richiede un elevato grado di flessibilità, un requisito che è diventato un fattore chiave per l’Industria 4.0, in cui i sistemi cyber-fisici sono utilizzati per collegare in rete gli impianti tra loro e con le persone, e i dati degli impianti sono resi disponibili in tempo reale. La qualità dei dati acquisiti offre alle aziende la possibilità di reagire agli eventi in breve tempo o in tempo reale o di riconoscere addirittura in anticipo gli eventi imminenti e intraprendere azioni correttive. L’ERP CSB-System mette a disposizione tre indicatori chiave che riflettono l’uso e le prestazioni dell’impianto:

  • prestazioni teoriche;
  • la performance, ovvero il confronto tra la produzione effettiva e la produzione attesa;
  • l’efficacia complessiva, la cosiddetta OEE – Overall Equipment Effectiveness.

Le conclusioni basate sulla valutazione di questi indicatori, riveleranno le possibili fonti di errore e aiuteranno a identificare le opportunità di ottimizzazione.


2. Manutenzione degli impianti

Coi loro macchinari, i produttori di impianti contribuiscono costantemente alla necessaria automazione delle industrie a processi. Sempre più richiesto è lo sviluppo di interfacce standardizzate che armonizzino l’elaborazione di dati anche eterogenei. Queste interfacce garantiscono inoltre la necessaria trasparenza e facilitano il trasferimento automatizzato dei dati.

L’ERP CSB-System, grazie al collegamento in rete degli impianti, consente la manutenzione predittiva basata su KPI. Questo tipo di manutenzione migliora il processo produttivo, abbassa i costi perché riduce i tempi di fermo degli impianti riducendone anche il loro livello di usura. Ciò aumenta inevitabilmente l’importanza della manutenzione predittiva come parte del mix di strategie di manutenzione, perché pone l’accento su misure preventive e non solo a posteriori che solitamente comportano maggiori tempi di fermo delle macchine.

«I nostri clienti — afferma Muehlberger — ci riportano che, da quando con il CSB-System hanno implementato misure di manutenzione predittiva, hanno visto ridurre, dati alla mano, il numero di riparazioni non programmate, il Mean Time To Repair, ovvero il tempo medio tra la segnalazione di un guasto e il ripristino dello stato operativo di una macchina, e persino il numero complessivo dei lavori di manutenzione eseguiti rispetto ai lavori di manutenzione programmati».


3. Solo i migliori fornitori

L’ottimizzazione del processo di approvvigionamento mira a ridurre al minimo le scorte di materie prime, per salvaguardare la freschezza dei prodotti e ridurre l’impegno di capitale. Fornitori ben selezionati in grado di garantire prontezza nelle consegne sono dunque fattori di successo essenziali per una produzione efficiente e sincronizzata. La capacità di consegne puntuali, la flessibilità e l’affidabilità sono obiettivi misurabili. L’ERP CSB-System offre la possibilità di valutare i propri fornitori tramite KPI che misurano:

  • il rispetto delle date di consegna;
  • la percentuale di reclami al ricevimento merce;
  • il tempo necessario di rifornimento e la percentuale di consegne speciali effettuate ad hoc: valuta la velocità di reazione e la flessibilità nelle fasi critiche di inattività.

Anche in questo caso, le decisioni che seguiranno avranno ripercussioni sul processo produttivo e sull’impiego degli impianti.


4. Soddisfazione del cliente

«Sebbene la soddisfazione del cliente sia l’ultimo tassello della filiera alimentare, per tutti i nostri clienti — dice Girardelli — questo è il punto di partenza per qualsiasi considerazione. Perché la soddisfazione del cliente è un indicatore della qualità del proprio prodotto». Con l’ERP CSB-System è possibile tenere sotto controllo i KPI che misurano:

  • tasso di reclamo;
  • tasso di ritorno;
  • rispetto delle date di consegna.

Ancora una volta, le valutazioni che ne conseguono influenzeranno il processo produttivo e quindi l’impiego degli impianti.


5. Qualità elevata costante

I requisiti di qualità di un prodotto sono definiti dalle norme di sicurezza e dalle richieste dei clienti: un prodotto che non rispetta questi requisiti diventa uno scarto. Gli scostamenti dalla qualità desiderata, che comportano nuove lavorazioni, possono verificarsi lungo l’intero processo produttivo e vanno individuati. Il Controllo Qualità del CSB-System misura per ogni prodotto:

  • il livello di qualità;
  • il livello di scarto;
  • il livello di rilavorazione.

La panoramica offerta da questi KPI offre la possibilità di intervenire tempestivamente su produzione e impianti ogni volta che è necessario.


Il quadro generale 

«Nel CSB-System i KPI — conclude Muehlberger — possono essere presentati in forma sintetica, insieme ai loro valori-obiettivo, ai valori-reali e al grado di raggiungimento dell’obiettivo. I dipendenti hanno le informazioni a portata di mano e attraverso un sistema di semafori possono vedere direttamente cosa e in quali aree non sta andando secondo i piani. La nostra esperienza ci dice che una presentazione trasparente e regolare dei KPI aiuta a sensibilizzare i dipendenti al raggiungimento degli obiettivi. Purtroppo, però, non tutti gli ERP sono in grado di acquisire e aggregare dei dati per poi consolidarli in cifre chiave. Il CSB-System lo fa, ma l’individuazione di quali dati debbano essere sintetizzati, in quali KPI, e quale sia la loro utilità sarà frutto della collaborazione strategica tra il management aziendale e il team di nostri esperti. Un’opportunità da non perdere!».


Referente:

• Dott. A. Muehlberger

CSB-System Srl

Via del Commercio 3-5

37012 Bussolengo (VR)

Telefono: 045 8905593

Fax: 045 8905586

E-mail: info.it@csb.com

Web: www.csb.com



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