Coop, animali più sani in partnership coi fornitori. Produttori di carne e 1.700 allevamenti coinvolti nella campagna "Alleviamo la salute"

Data: 24/10/2018

Incontro a Lodi con lo stato maggiore delle carni in Italia, un gruppo di imprese che genera un fatturato di 10 miliardi

Miglioramento del benessere animale, e riduzione fino all’azzeramento degli antibiotici con conseguente effetto sulla salute e il benessere dei cittadini consumatori. E' l'obiettivo della campagna Coop "Alleviamo la salute" lanciata nel 2017 coinvolgendo i principali produttori di carne in Italia. Tra i protagonisti, trentanove fornitori in rappresentanza di circa mille allevamenti capaci di generare un giro d'affari di 10 miliardi di euro, si sono incontrati oggi a Lodi per la presentazione dei risultati della campagna. Confortanti i segnali che arrivano dal mercato della carne con i primi 8 mesi del 2018 che registrano un +1,8% dopo anni di crisi. "Siamo convinti di aver intrapreso una campagna coerente con i nostri valori. I consumatori stanno sempre più chiedendo di essere rassicurati che gli animali siano allevati rispettando i requisiti di benessere animale" ha detto Marco Pedroni, presidente Coop Italia. Tra i testimonial intervenuti, Cremonini, Aia, Grandi Salumifici Italiani, Eurovo, Colomberotto, oltre agli allevatori Guidi, Rigon e Berti.

Oltre 1.700 allevamenti italiani sono stati coinvolti in una vera e propria rivoluzione gestionale. Per riuscire a raggiungere gli standard richiesti da Coop, gli allevatori devono intervenire con azioni strutturali, di gestione e di maggiore igiene, garantendo un miglioramento negli standard del benessere animale. Claudia Cremonini ha ricordato come l'Inalca abbia "iniziato fin dagli anni '80 a sviluppare una propria filiera con allevamenti di proprietà arrivando oggi a gestire direttamente oltre 150.000 capi bovini. Pubblichiamo da diversi anni il bilancio di sostenibilità che comprende anche la parte primaria - ha precisato Cremonini - dimostrando, numeri alla mano, che i nostri prodotti sono sostenibili. Prossimo passo è il ripopolamento bovino in aree storicamente vocate ma che hanno vissuto l'abbandono dell'allevamento: col progetto di filiera italiana vogliamo puntare decisamente a sviluppare la carne italiana 100%".

Donato Didoné, ad di Aia, ha detto che "se Coop ha acceso una scintilla, a noi, principale azienda italiana nell'avicolo, è toccato appiccare l'incendio.". Il manager ha precisato che "l'azienda ha dovuto lavorare molto per implementare i nuovi capitolati richiesti da Coop, ma una volta studiata bene, è stato rapido rendere operativa la nuova organizzazione". Giuliano Carletti, ad di Grandi Salumifici Italiani, si è soffermato sullo sforzo di ingaggio degli allevatori suini, mentre Silvia Lionello di Eurovo ha descritto l'esperienza del loro allevamento modello di galline ovaiole a Godigoro, nel ferrrarese.

Nella logica di una collaborazione continua, consapevole che raggiungere gli standard richiesti implica investimenti, Coop riconosce agli allevatori un premio per ogni singolo animale. L'investimento complessivo è pari a 20 milioni di euro. I valori di incidenza di questa campagna sulle vendite della carne in Coop sono alti: dal massimo raggiunto nella filiera del bovino adulto (dove il 90% del venduto è allevato senza uso di antibiotici negli ultimi 4 mesi) al 75% del pollo, al 25% del suino.



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