Residui di medicinali veterinari e altre sostanze negli animali vivi e nei prodotti animali: dati europei e italiani a confronto

Data: 17/07/2018

L’EFSA ha recentemente pubblicato i risultati dei controlli svolti presso gli Stati della UE nel corso del 2016 per monitorare la presenza di residui di medicinali veterinari e di alcune altre sostanze negli animali vivi e nei prodotti di origine animale.

Le categorie di animali e prodotti di origine animale contemplati nel monitoraggio sono: bovini, suini, ovini e caprini, equini, pollame, conigli, selvaggina allevata, selvaggina cacciata, acquacoltura, latte, uova e miele.

Nel 2016, su un totale di 369.262 campioni analizzati nei 28 Stati Membri dell’UE, ne sono risultati non conformi 1.131 (pari allo 0,31%). Tale percentuale è comparabile con quelle dei 9 anni precedenti (0,25%-0,37%).

Nel 2016 sono state riportate alte percentuali di non conformità per elementi chimici (soprattutto metalli). In un periodo di 10 anni le percentuali di non conformità più alte e più basse sono risultate, rispettivamente, per agenti antinfiammatori non steroidei (FANS) e antibiotici. Sono state riportate diminuzioni di positività per agenti antitioridei, lattoni dell'acido resorcilico e micotossine.

In Italia, in attuazione del Piano Nazionale per la ricerca di Residui del 2016, sono stati analizzati 41.082 campioni (pari all'11,13% di tutti i campioni sottoposti ad analisi in UE). Di questi, sono risultati irregolari per la presenza di residui 49 campioni (pari allo 0,12%).

Le percentuali di positività riscontrate nei campioni italiani sono tendenzialmente inferiori a quelle calcolate sulla media dei Paesi europei.

Sulla base dei dati contenuti nel rapporto, che evidenziano a livello europeo bassi livelli di contaminazione, il livello di esposizione dei consumatori a sostanze chimiche attraverso gli alimenti può essere considerato basso o trascurabile.


(CEIRSA)

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