Cresce il mercato bio italiano. In Europa, Italia al secondo posto dopo la Spagna

Data: 19/02/2018

Il mercato biologico italiano continua a crescere di anno in anno. L'aumento di 0,3 milioni di ettari in più rispetto al 2015 permettono all’Italia di diventare uno dei Paesi leader mondiali, insieme a Cina e Uruguay, a registrare un alto tasso di guadagno dall’agricoltura biologica. Questo è quanto riportato dal rapporto The World of organic agriculture presentato oggi dall’istituto di ricerca svizzero FiBL e da IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements) alla BioFach di Norimbega, la più grande esibizione di prodotti biologici al mondo.

Secondo il rapporto, l’Italia è in netta crescita in questo settore aggiudicandosi una medaglia d’argento in Europa, subito dopo la Spagna con i suoi 1,8 milioni di ettari, e quella di bronzo nel mercato Ue per vendita al dettaglio (2,6 miliardi di euro con un +14%) subito dopo la Francia e l’Irlanda (+22%).

Nel rapporto si rilevano oltre 80 miliardi di euro di fatturato complessivo, 2,7 milioni di produttori e 57,8 milioni di ettari coltivati con i metodi dell'agricoltura biologica. "Analizzando i dati impressiona è il ritmo di crescita del bio sul lungo periodo – commenta Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB. Finalmente produttori e aree di produzioni seguono il trend delle vendite. Questo significa che il bio non è un fenomeno passeggero, ma ogni anno riesce a consolidarsi e conquistare consensi".

In questo scenario l'Italia gioca un ruolo da protagonista: è ai primi posti di qualsiasi statistica sul bio. In particolare nel 2016 è risulta il paese europeo con la maggiore crescita: un aumento di oltre 300.000 ettari che porta l'Italia a una quota di 14,5% di superficie agricola coltivata con metodo biologico. "L'Italia è un paese di eccellenti produttori bio – continua Piva – ma ora deve espandere il proprio consumo interno, la spesa pro-capite alimentare di prodotti biologici è sì in aumento, ma ancora al 3,4%. Da ultimo è sempre più urgente che il settore bio si doti di un modello di rappresentanza degno del ruolo raggiunto".


(EFA NEWS)

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