Rapporto Crefis dicembre 2017

Data: 22/01/2018

Al calo della reddittività della fase di allevamento è corrisposto, come spesso succede, un aumento della reddittività dei macellatori italiani, cresciuta del +2,2% rispetto al mese precedente...
Venerdì 19 Gennaio 2018 (3 giorni fa)

In dicembre il prezzo medio mensile dei suini da macello pesanti di 156- 176 kg quotati a Modena è sceso del - 1,9% rispetto a novembre attestandosi a 1,668 euro/kg. Positiva la variazione tendenziale: +2,5%. Il calo di prezzo dei suini da macello pesanti ha portato ad un peggioramento della redditività della fase d’allevamento in Italia, diminuita del -1,5% rispetto a novembre; positivo il confronto con lo scorso anno (+5,6%).

Al calo della reddittività della fase di allevamento è corrisposto, come spesso succede, un aumento della reddittività dei macellatori italiani, cresciuta del +2,2% rispetto al mese precedente. L’attuale livello resta comunque al di sotto di quello dello scorso anno (-12,1%). Nell’ultimo mese i prezzi delle cosce fresche per crudo tipico quotate dalla Cun tagli sono scesi a 5,268 euro/kg per la pesante (-2,7%) e 4,930 euro/kg per quella leggera (-2,4%). Positive le variazioni tendenziali.

Nell’ultimo mese, in termini congiunturali, la redditività dei prosciutti di Parma DOP è migliorata del +1,2% nel caso delle cosce leggere e del +1,0% per quelle pesanti. Andamento al rialzo si è verificato anche per i prosciutti non tipici: +4,4% per la coscia di peso inferiore a 9 kg e del +4,3% per quella di peso superiore a 9 kg. Rispetto allo scorso anno la reddittività dei prosciutti stagionati è peggiorata sia per quelli Dop (-16,4% leggeri e -13,6% pesanti) che per le produzioni non tipiche (-5,3% prosciutto leggero e -9,7% per il pesante).

Nel periodo gennaio-settembre 2017 il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine e salumi ha complessivamente realizzato un saldo finale negativo pari a -507,9 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto all’anno precedente di ben 122,6 milioni di euro. Tale risultato è stato determinato dalla netta crescita delle importazioni in valore (+13,2%), pari a circa il doppio di quella dell’export.



(CREFIS, www.crefis.it)

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