Quote pesce spada: l'Ue ha previsto nuovi tagli. Riduzione del 3%. Federcoopesca chiede al Governo di adottare linea dura

Data: 12/12/2017

Nel 2018 i pescatori di pesce spada vedranno ridursi di un ulteriore 3% la loro quota fissata attualmente a 3.736 tonnellate, in virtù di un piano pluriennale di ricostituzione dello stock. Lo afferma la Federcoopesca-Confcoperative alla vigilia della riunione del Consiglio dei ministri europeo, chiamato ad esprimersi l'11 e il 12 dicembre sulle possibilità di pesca delle flotte comunitarie nel 2018, tra cui le quote per il pesce spada introdotte per la prima volta lo scorso anno.

"Il quantitativo assegnato dall'Ue all'Italia - afferma Federcoopesca - è al di sotto di quanto tradizionalmente pescato dalla nostra flotta, la più importante nel Mediterraneo e un'ulteriore contrazione non è sostenibile".

Secondo l’associazione una ulteriore contrazione dei quantitativi massimi di cattura non è sostenibile. Da qui la richiesta di adottare una linea dura e votare contro la proposta del Consiglio europeo. Un danno a cui si aggiunge una grande confusione di norme sempre riguardo la pesca dello spada. L'Unione europea, infatti, ha adottato un regolamento meno restrittivo rispetto alle raccomandazioni della Commissione consultiva per i grandi pelagici (Icaat). Di fatto va a prevedere misure di gestione meno rigide rispetto a quelle già esistenti sia per quanto riguarda la taglia minima pescabile, sia il calendario di pesca formulato in maniera differente.

Il nuovo regolamento di fatto riporta la taglia minima dai 100 centimetri previsti dall’Iccat a 90 centimetri. Si potranno, quindi, pescare esemplari più piccoli. Per quanto riguarda il calendario, le “nuove”, per così dire, disposizioni adottate dall’Europa vietano la pesca in due periodi differenti (1-31 marzo e dal 1 ottobre al 30 novembre) invece che un unico stop di tre mesi. “Tutto ciò poteva essere evitato con un po’ più di attenzione da parte di Bruxelles, contribuendo così a ridurre le distanze fra i territori, le marinerie e l’Eurocrazia” conclude Federcoopesca.


(vpo - World Food Press Agency - EFANEWS)

Stampa print