Suini: a maggio tiene l'allevamento ma peggiora la redditività della macellazione

Data: 07/06/2017

A maggio la redditività dell'allevamento suinicolo italiano è risultata in leggera diminuzione rispetto ad aprile (-0,4% secondo l'indice Crefis) ma rimane molto più elevata, ed è un buon segno, rispetto al maggio dell'anno scorso (+21,4%).

D'altro canto anche il mercato segue un andamento simile: a maggio i suini pesanti da macello hanno quotato alla borsa di Modena 1,656 euro al Kg; un prezzo in leggero calo (-0,3%) rispetto al mese precedente ma fortemente più alto (+31,3%) nei confronti dell'anno scorso.

Nel frattempo prosegue la corsa dei prezzi dei suinetti da allevamento, che alla Cun sono stati scambiati a 3,755 euro al Kg, ovvero +1% su base congiunturale e addirittura +43,1% su base tendenziale.

Sono molto negativi i dati rilevati a maggio dal Crefis per la fase di macellazione. L'indice di redditività è pesantemente peggiorato rispetto ad aprile (-6,4%) e crollato nei confronti del maggio 2016 (-24,5%); un dato, quest'ultimo, che va letto alla luce del parallelo forte incremento tendenziale dei prezzi dei suini pesanti.

Ma a gravare sui conti dei macelli c'è anche l'andamento molto sfavorevole del prezzo dei lombi taglio Modena che a maggio è nuovamente sceso: -19,3% rispetto ad aprile e -26,3% rispetto al 2016. Le fortissime e anomale oscillazioni del prezzo dei lombi in questi mesi sono la principale causa delle variazioni dell’indicatore di redditività.

Per il resto, sempre a maggio, i prezzi delle cosce fresche pesanti per crudo tipico sono rimasti stabili, confermando valori pari a 5,200 euro/Kg, con variazione tendenziale molto positiva: +20% (Cun). In discesa invece i prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche: 4,005 euro/Kg che si traduce in -3,8% rispetto ad aprile ma +14,7% nei confronti dell'anno scorso.

Nell'ambito della stagionatura dei prosciutti, a maggio e dopo diversi mesi, torna a calare il differenziale tra la redditività delle produzioni Dop e delle produzioni generiche. Un gap che rimane comunque molto forte (+37%) a favore dei prosciutti pesanti a denominazione d'origine protetta. Più nel dettaglio, a maggio e su base congiunturale la redditività della stagionatura dei prosciutti pesanti è leggermente calata: -0,6% per i Parma Dop e -0,3% per i generici. Mentre su base tendenziale, e parlando sempre di cosce stagionate pesanti, è positivo il dato della redditività del Prosciutto di Parma (+4,7%) e negativo quello dei prosciutti non tipici (-2,4%).

Completiamo il quadro con uno sguardo ai mercati dello stagionato, che vedono il "Parma" pesante quotare 10,350 euro al Kg; un prezzo stabile rispetto ad aprile ma del 16% più elevato nei confronti dell'anno scorso.


(CREFIS)

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