UNICARVE: il Movimento 5 Stelle cavalca "Animali come noi" per accattivarsi i voti di vegani, vegetariani e animalisti

Data: 20/03/2017

Il tema della conferenza stampa, organizzata questa mattina dall’On. Mirko Busto, alle 10, alla Camera dei Deputati, con titolo “ALIMENTI, STOP A MACELLI LAGER E ALLEVAMENTI INTENSIVI – LE PROPOSTE DEL M5S” era un conferma che, secondo loro, prima la zootecnia chiude e meglio è. A supportare il titolo, la giornalista Giulia Innocenzi, al centro del tavolo, assurta alle cronache per la tanto discussa trasmissione “Animali Come Noi” ed autrice del libro “Tritacarne”.

Secondo copione, alla presentazione dell’On. Brusco, affiancato dai parlamentari 5 Stelle, On. Paolo Bernini, dichiaratamente vegano, dall’On. Matteo Mantero ed in collegamento Skype da Bruxelles, l’Europarlamentare Marco Zullo, sono seguite le immagini dei filmati registrati dalla Innocenzi per la prossima puntata di “Animali come noi” e già anticipati questa mattina dal Corrriere.it.
Immagini particolarmente fastidiose e cruente, girate in un allevamento di Bufale campano (non si capisce se “rubate” od effettuate con l’assenso della proprietà) che non possono non turbare chi le vede.

E qua sta il punto che demarca il lavoro onesto da quello disonesto, ovvero, in qualsiasi settore ci sono le cosiddette mele marce che inquinano il cesto buono ed utilizzare immagini simili, con lo scopo di dissuadere i consumatori a non mangiare carne, è un atto altrettanto distorsivo della verità, fatta da migliaia di aziende di allevamento, che nulla hanno da spartire con chi lavora ai margini della legalità o non possiede un’etica adeguata per garantire il benessere animale.

Su quelle immagini, l’On. Brusco ha presentato le 3 proposte dei 5 Stelle, che non portano nulla di nuovo a quanto da anni Unicarve ed il Consorzio Italia Zootecnica predicano e mettono in pratica.
La prima proposta, l’etichettatura trasparente. C’è da chiedersi dov’erano i 5 Stelle quando la Commissione europea ha tentato di abolire l’etichettatura facoltativa delle carni bovine e gli allevatori, industria dell’anonimato contro, si sono trovati a lottare da soli, vincendo, mantenendola ed evitando ai consumatori informazioni con “dichiarazioni di fantasia”.

La seconda proposta, la videosorveglianza nei macelli. Ben venga – ha detto Giuliano Marchesin, presente in veste di Direttore Responsabile di Pianeta Carne - se le immagini saranno poi conservate e rese disponibili a richiesta delle autorità sanitarie per sanzionare eventuali abusi. Su questo argomento i 5 Stelle hanno postato sul web “Lex” la proposta di legge con l’obiettivo di raccogliere pareri.
La terza proposta: migliorare i controlli sanitari e ruotare i veterinari pubblici. Su questo tema Marchesin ha detto che è da tempo che gli allevatori propongono l’introduzione della figura obbligatoria del veterinario aziendale per assunzione di responsabilità su temi quali il benessere animale e l’uso del farmaco.
Da Bruxelles ha fatto eco l’On. Zullo citando una sua interrogazione presentata alla Commissione agricoltura per l’introduzione dell’indicazione in etichetta, se la carne proviene da allevamenti intensivi od estensivi.


Al termine degli interventi i 5 Stelle si sono dimenticati di aprire alle domande, come previsto in ogni conferenza stampa, subito ripresi da Giuliano Marchesin, che ne ha poste alcune ed in particolare, se i 5 Stelle erano a conoscenza dell’attività del C.Re.N.B.A. (Centro di Referenza Nazionale sul Benessere Animale) e se avevano intenzione di chiedere al Ministro Lorenzin di potenziarlo. Riguardo il benessere animale e l’uso del farmaco, se sapevano che giace al Mipaaf il Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia, previsto dal Regolamento europeo 1308/2013 e se avevano intenzione di sostenerlo, considerato che nei disciplinari di produzione riconosciuti dalla Commissione europea trovano spazio i temi a loro cari e con una valorizzazione delle produzioni, con un marchio nazionale ombrello (Sigillo Italiano), sarebbe più facile adeguare i redditi degli agricoltori che, solitamente, investono fino all’ultimo centesimo nelle loro aziende agricole, per migliorarle, anche sotto il profilo del benessere animale.
Purtroppo, i 5 Stelle non avevano tenuto conto del tempo che trascorreva ed i commessi di Montecitorio sono intervenuti per ricordare che alle 11.30 era prevista un’altra conferenza stampa chiudendo, di fatto, l’incontro e lasciando in sospeso molte delle domande fatte da Marchesin, che si è riservato di scrivere all’On. Brusco, la posizione degli allevatori.


(Associazione Produttori Carni Bovine UNICARVE)

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