Indiscrezioni sulla cessione di Esselunga

Data: 05/08/2016


Le future sorti di Esselunga tornano prepotentemente d’attualità con l’emergere di nuove indiscrezioni su possibili cessioni della catena. A rilanciarle nei giorni scorsi è stato il quotidiano MF Milano Finanza, che riferisce di un interesse del fondo americano di private equity Blackstone per la sola parte retail dell’azienda. L’offerta di Blackstone sarebbe nell’ordine dei 6 miliardi di euro.

Esselunga ha chiuso il 2015 con un fatturato di 7.312 milioni di euro (+4,3% rispetto al 2014) e un margine operativo lordo di 625 milioni di euro (+20% rispetto all’anno precedente). In base a quanto riportato da MF Milano Finanza, la valutazione di Esselunga secondo addetti ai lavori del mondo finanziario corrisponderebbe a 9,5-10 volte il margine operativo lordo.

Dall’operazione sarebbe escluso il patrimonio immobiliare messo insieme dal gruppo di Limito di Pioltello negli anni. Dei 153 punti vendita Esselunga un’ottantina sarebbero ospitati da immobili di proprietà dell’azienda, o meglio riconducibili a un’altra società della famiglia Caprotti, La Villata Partecipazioni.

Le vicende relative ai futuri assetti proprietari di Esselunga tengono banco da anni sulla stampa nazionale. In passato si vociferava soprattutto di grandi operatori della Gdo internazionale: prima il colosso a stelle e strisce Wal-Mart, poi l’inglese Tesco, la belga Delhaize (ora protagonista di una fusione con l’olandese Ahold che ha dato vita a un gruppo da oltre 62 miliardi di euro di fatturato), mentre da ultimo a sondare la disponibilità a vendere di Bernardo Caprotti sarebbe stata la spagnola Mercadona. Adesso sembra essere la volta del private equity: qualche settimana prima dell’articolo di MF Milano Finanza, era stato il quotidiano La Repubblica a parlare di un presunto interessamento di due fondi, Advent International e Texas Pacific Group.

Sullo sfondo restano le vicende legali che hanno visto contrapporsi il fondatore Bernardo Caprotti e i due figli nati dal primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, entrambi con un passato in Esselunga in ruoli di rilievo. Una diatriba giudiziaria sulla titolarità delle azioni Esselunga che si è conclusa con la vittoria di Bernardo Caprotti, che dal secondo matrimonio ha avuto un’altra figlia, Marina.

Contattata da Food, l’azienda non ha rilasciato commenti. Ma a voler dar credito a quanto riportato da testate e giornalisti autorevoli, resta il fatto che questo interesse di grandi operatori finanziari sarebbe l’ennesimo attestato di stima nei confronti di Esselunga, del suo modello di retail, della sua capacità di creare valore nel tempo.


(Fonte Foodweb.it - UNAITALIA)

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