Assemblea Assica, in ripresa i consumi di salumi

Data: 04/07/2016

Si è svolta nei giorni scorsi l’annuale assemblea di Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) nel corso della quale il presidente Nicola Levoni ha illustrato l’andamento registrato nel 2015 in tema di produzione e valore dei prodotti della salumeria italiana. Dopo quattro anni di flessione la produzione di salumi è tornata a crescere arrivando a circa 1,176 milioni di tonnellate registrando un +0,9% rispetto all’anno prima, quando si era fermata a 1,165 milioni di tonnellate. Analogamente anche il fatturato ha incassato un incremento (+0,7%) arrivando a 7.875 milioni di euro. Il 2015 è stato l’anno del prosciutto cotto che anche grazie all’importante crescita delle esportazioni, segnatamente verso la Spagna, ha fatto salire la produzione a 288.800 tonnellate (+2,6%) per un valore di 1.964 milioni di euro (+2,4% rispetto al 2014). Anche i prosciutti crudi stagionati, nel 2015, dopo due anni difficili e penalizzanti hanno conosciuto un andamento favorevole registrando un +0,6% in quantità (286.900 tonnellate) e un +0,7% in valore arrivando a 2.168 milioni di euro. Per merito di questi incrementi, i prosciutti crudi e cotti italiani hanno visto la loro quota complessiva salire al 49% in quantità e al 52,5% in valore. Negativo invece l’andamento per la produzione di mortadella che ha dovuto incassare un -1,5% relativamente alla produzione (in totale 164.900 tonnellate) per un valore di 660 milioni di euro (-1,6%) al pari dei wurstel scesi a 66.200 tonnellate (-5,5%). Bene la produzione di speck con un +2,5% di produzione rispetto al 2014 e di salame che spinto dall’export ha toccato le 109.100 tonnellate per un valore di 910 milioni di euro. Nel 2015 il consumo apparente di salumi pro-capite nel nostro Paese è arrivato a 17,7 kg in linea con quello dell’anno prima. Un dato che sommato al consumo di carni suine fresche arriva a toccare i 30,1kg/anno/procapite (-1,4%).


(Notiziario Agri&Food di CremonaFiere)

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