Benessere animale: lettera aperta dell’Organizzazione Interprofessionale OI INTERCARNEITALIA alla Ministra Teresa Bellanova, sulle vicende del BENESSERE ANIMALE, propagandate da CIWF, Greenpeace e Legambiente.

Data: 29/07/2020

Gentilissima Ministra Senatrice Teresa Bellanova,

abbiamo letto la lettera aperta a Lei indirizzata da CIWF, Legambiente e Greenpeace in merito all’approvazione dell’Art. 224-bis “Sistema di Qualità Nazionale per il benessere animale” e Le scriviamo, per
dire la nostra.

Avevamo spiegato, per tempo, ai Suoi uffici e poi anche al Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Ing. Filippo Gallinella dei 5 Stelle, che tale articolo, oltre ad essere controproducente per gli allevatori (tutti, non solo quelli di bovini da carne) per l’inutile aggravio di costi, non avrebbe sicuramente placato gli animi degli animalisti “nostrani” che l’unico articolo che potrebbero “approvare” è la trasformazione degli animali da reddito in animali da compagnia. Ma non siamo stati ascoltati!

Smettiamo di produrre qualità e sicurezza alimentare con gli standard ed i livelli di benessere animale raggiunti in Italia, perché non sono previste “etichette lenzuolo” ideate dal CIWF, ovvero, da chi gli allevamenti li visita di notte e li cerca apposta, con il lanternino, solo ed unicamente se hanno dei difetti da mostrare?

Signora Ministra,

crediamo che prima di ricevere gli animalisti, debba ascoltare gli allevatori, ovvero coloro che ogni giorno lavorano per garantire il benessere animale vero, dimostrabile concretamente e non perché disegnato in una etichetta fuorviante, come vorrebbero ambientalisti e animalisti.

Un inciso per gli addetti ai lavori: non è passando da CReNBA a ClassyFarm che diventiamo più bravi o più belli. Sia chiaro, nei nostri allevamenti il benessere animale è rispettato già da ieri, ben oltre la normativa cogente europea e sfidiamo qualsiasi animalista/ ambientalista a dimostrare il contrario.

Un’informazione a Lei e un memento al CIWF: lunedì 8 aprile 2019, abbiamo ospitato in una nostra azienda di allevamento bovini da carne, la portavoce del CIWF, per mostrarle come alleviamo e come stanno i
nostri bovini in materia di benessere animale. Unico argomento in dissintonia, il fatto che i bovini erano allevati in box e non all’aria aperta!

Al che le abbiamo fatto notare, visivamente e concretamente:

- la totale assenza di stress da parte dei bovini, alcuni intenti a mangiare cereali selezionati e di alta qualità (vedi certificazioni aziendali), altri a bere acqua pulita (e non da fossi, pozzanghere o vasche ospitanti parassiti), altri coricati sulla morbida lettiera fatta di paglia e sostanza organica, che riproduce un ambiente
adatto per gli zoccoli e per il riposo, sicuramente migliore dei prati, tanto cari agli animalisti;

- il clima dentro la stalla, gradevole, nessun odore, aria movimentata al bisogno da “elicotteri”, temperatura costante, illuminazione artificiale adeguata, assenza di parassiti;

- il controllo dei bovini, ovvero, il giro stalla dell’allevatore e del veterinario aziendale, per verificare visivamente ogni giorno lo stato di salute e la dominanza (anche i bovini hanno un capo-branco) ed eventualmente intervenire tempestivamente, per evitare l’uso di farmaci che, nella zootecnia bovina da carne, si utilizzano unicamente per curare l’animale se ammalato e non come vorrebbero i detrattori della zootecnia, per farli crescere più rapidamente.

Signora Ministra, abbiamo anche spiegato alla portavoce del CIWF che quando acquistiamo i vitelli tenuti al pascolo assieme alla vacca nutrice, dobbiamo vaccinarli per eliminare tutti i parassiti accumulati e Le risparmiamo la descrizione di come agisce l’Hypoderma bovis sulla pelle del bovino.

Abbiamo spiegato che il trasporto avviene con camion certificati, seguendo le rigide regole dei Regolamenti comunitari e, cosa più importante, che quando arrivano nelle nostre aziende devono essere fisicamente a posto, non aver patito alcuna sofferenza, altrimenti contestiamo qualsiasi problema al fornitore che, trattandosi di animali da reddito, è il primo a garantire la qualità del trasporto.
Lo stesso quando vengono caricati ed avviati alla macellazione, per finire un ciclo e produrre il buon cibo che il 95% della popolazione (che può permetterselo) consuma abitualmente, tranne i vegani, in declino, per numero e salute.

E nel 2020, CIWF, Legambiente, Greenpeace, s’inventano l’etichetta con la “gabbia o il prato fiorito” per classificare il benessere animale???

Signora Ministra, queste sono proposte assurde, che ci piacerebbe poterle confrontare con costoro per farli ragionare, ma è molto difficile. Infatti, dopo l’incontro nell’aprile del 2019 con la portavoce del CIWF, avevamo chiesto di organizzare a Bologna, presso la loro sede, un tavolo, per discutere quanto da noi mostrato in materia di Benessere Animale: stiamo ancora attendendo una loro proposta! Probabilmente non arriva, perché non hanno argomenti a loro vantaggio.

Se costoro si appagano e si dichiarano vincitori, se il Parlamento approva una etichetta che dia informazioni visive sul sistema di allevamento (biologico, al coperto, intensivo), sono dannosi e vanno contro il vero benessere animale che esiste negli allevamenti protetti. I nostri non sono allevamenti “intensivi”, sono
allevamenti “protetti”!!!

Ci perdoni, Signora Ministra, per la forza delle nostre frasi, ma è ora di finirla che costoro utilizzino nei loro siti web, per fare proseliti, video registrati e datati, con immagini cruente di allevamenti o macelli, soprattutto esteri, che gli allevatori italiani onesti sono i primi a condannare, perché oltre ad urtare la sensibilità e la dignità di un lavoro importante per l’umanità, creano danni gravissimi a chi lavora nella filiera zootecnica Scrivano dove e quando hanno fatto quei video e saremo noi a rivolgerci alla Procura della Repubblica
per far chiudere quelle aziende e chiedere anche i danni. Non si può fare di tutta l’erba un fascio!!!
Signora Ministra, si potrebbe andare avanti all’infinito a smontare l’arroganza di costoro, ci piacerebbe farlo confrontandoci dentro un allevamento (che facciamo scegliere al CIWF) e non su Tavoli post-salotto o, concordiamo con Lei, post-giardinaggio.

Signora Ministra, ora che “l’isolamento sociale” s’è un po’ allentato,
Le chiediamo di poterla incontrare, in piena sicurezza, in una nostra azienda, per presentarle il Piano Carni Bovine Nazionale, redatto dagli allevatori e adottato dall’OI INTERCARNEITALIA, l’unica Interprofessione riconosciuta in Italia per la zootecnia bovina da carne, nonostante ci sia chi, purtroppo, del settore agricolo, remi contro per bloccarla, facendo del male agli allevatori che, addirittura, costoro associano.

Il Piano Carni Bovine Nazionale è già in funzione e basterebbe poco, Signora Ministra, per farlo decollare, se Lei ci aiuta, per recuperare terreno a livello commerciale, unico vero grande problema che costringe gli allevatori a vendere sotto i costi di produzione.

A tal proposito, oltre ad affermare che le nostre aziende lavorano per rispettare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, Le facciamo presente che i PSR e la Nuova Pac devono stanziare risorse adeguate, per favorire investimenti in nuova tecnologia ed infrastrutture zootecniche in grado di migliorare sempre più il lavoro dell’uomo ed il benessere animale.
Quindi, bolliamo con una semplice definizione, “demente”, chi propone di tassare la carne, pensando di fare un favore all’ambiente!

Nell’attesa di poterla incontrare, gradisca i nostri migliori saluti e sentimenti di stima per il lavoro che quotidianamente svolge a favore dell’agricoltura italiana.


Il Presidente
Fabio Scomparin

ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE INTERCARNEITALIA
Via 1 Maggio, n. 7 – 35020 Legnaro (PD)
Tel. +39 049 8830675
Email: info@intercarneitalia.it
www.intercarneitalia.it


Legnaro, 29 luglio 2020

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