Si confermano i benefici dell’apporto di pesce ad elevato contenuto di acidi grassi omega-3 a lunga catena EPA e DHA per le funzioni cognitive dei bambini

Data: 28/07/2020

L’importanza dell’apporto di omega-3 a lunga catena (EPA o acido eicosapentaenoico e DHA o acido docosaesaenoico) con un consumo abituale di pesce (almeno 2 o 3 volte a settimana) per lo sviluppo psico cognitivo viene confermata da questo studio randomizzato controllato, che ha coinvolto circa 200 bambini e bambine danesi di 9 anni di età.

I bambini, suddivisi in due gruppi, hanno assunto almeno 300 g di pesce grasso alla settimana (con una quota lipidica superiore ai 6 g per 100 g, per un totale di 0,8-1 grammi al giorno di omega-3) (gruppo di intervento), o una quantità simile di carne di pollo biologica (gruppo di controllo) per 12 settimane.
La ricerca fa parte del più ampio FiSK Junior Study condotto in Danimarca con l’obiettivo di studiare gli effetti del consumo di pesce grasso, fonte alimentare di omega-3, sui marker di rischio cardiovascolare, sulla funzione cognitiva e sul comportamento socio-emotivo nei bambini in età scolare.

In questa analisi secondaria i bambini sono stati sottoposti prima e dopo l’intervento nutrizionale ad appositi test standardizzati per valutare l’attenzione, la memoria e i tempi di reazione alle domande; i genitori sono stati invece interrogati, tramite questionari specifici, sul comportamento e lo stato emotivo dei propri figli.
L’analisi dei dati ha mostrato che i bambini randomizzati per 12 settimane al consumo di 375 g alla settimana di pesce grasso, principalmente salmone, aringhe e sgombri, registravano punteggi più elevati ai test sulle funzioni cognitive rispetto al gruppo di controllo, e soprattutto a quello dedicato all’analisi dell’elaborazione visiva rapida. Questa tendenza, suggeriscono i ricercatori, è attribuibile agli elevati livelli ematici di omega-3 a lunga catena (acidi grassi già noti per la loro essenzialità nello sviluppo psico comportamentale) osservati nel gruppo randomizzato al consumo di pesce.

Per quanto riguarda il comportamento sociale e lo stato emotivo, sono state invece rilevate minime riduzioni non significative delle risposte ai test sull’esternalizzazione dei sentimenti, accompagnate da un miglioramento del benessere generale, nei bambini del gruppo di intervento rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, secondo gli autori, questa tendenza risultava influenzata per larga parte dalle aspettative dei genitori e non sembrava attribuibile al consumo di pesce in sé. La maggior parte degli effetti descritti erano sostanzialmente simili per maschi e femmine.
In conclusione, queste osservazioni, supportano l’importanza del consumo di pesce nella dieta settimanale, in accordo con le raccomandazioni delle principali linee guida nutrizionali, e forniscono ulteriori elementi a supporto del ruolo che gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena della serie omega-3 esercitano a livello delle funzioni cerebrale. Sono invece necessari, concludono gli autori, studi mirati per indagare gli effetti del consumo di pesce sul comportamento sociale ed emotivo dei bambini e poter evidenziare eventuali differenze di genere.


Teisen MN, Vuholm S, Niclasen J, Aristizabal-Henao JJ, Stark KD, Geertsen SS, Damsgaard CT, Lauritzen L.
Am J Clin Nutr. 2020;112(1):74-83. doi:10.1093/ajcn/nqaa050
27-07-2020

Nutrition Foundation of Italy
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