Salumi italiani e etichettatura d’origine della materia prima: la posizione di ASSICA

Data: 22/07/2020

In merito alla firma del Decreto sull’indicazione del luogo di provenienza della materia prima nell’etichetta delle carni suine trasformate, sono necessarie alcune precisazioni, afferma Davide Calderone, direttore di ASSICA (in foto).

Le aziende del settore della salumeria sono da sempre favorevoli alla trasparenza delle informazioni fornite al consumatore, come dimostrato dai moltissimi esempi di indicazione volontaria dell'origine della materia prima da parte dei nostri produttori.
E’ tuttavia opportuno sottolineare come l’indicazione dell’origine della materia prima non sia collegata alla sicurezza alimentare del prodotto finito: la normativa in materia di sicurezza ha origine comunitaria ed è applicata con molto rigore da parte delle aziende. La sicurezza è un valore imprescindibile ed è garantita indipendentemente dalle indicazioni in etichetta.

E’ inoltre opportuno chiarire la differenza tra origine del prodotto e origine della materia prima, cioè dell’ingrediente principale. L’origine del prodotto deriva dal luogo in cui l’alimento ha subito l’ultima trasformazione sostanziale, in base al Reg. (UE) n. 952/2013 sull’origine doganale. I salumi prodotti nel nostro Paese sono italiani a tutti gli effetti, a prescindere dalla materia prima utilizzata. Pertanto, non vi è mai stato alcun tentativo di “spacciare per italiani” prodotti che non lo sono, come qualcuno erroneamente sostiene.

E’ importante ricordare che i produttori italiani di salumi utilizzano già tutta la materia prima nazionale disponibile, ma questa non è sufficiente per soddisfare il fabbisogno produttivo ed è necessario, quindi, approvvigionarsi sul mercato comunitario. A questo proposito, è utile ribadire il ruolo essenziale dei produttori che sanno scegliere e trasformare la materia prima più adatta, ottenendo così i nostri famosi prodotti di salumeria esportati in tutto il mondo” - ha concluso Calderone.


(ASSICA)

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