Male anche a giugno prezzi e redditività della suinicoltura. Meglio l’industria di macellazione, mentre la stagionatura di prosciutti Dop soffre ancora per i prezzi bassissimi degli stagionati

Data: 02/07/2020

Anche a giugno 2020 la suinicoltura italiana presenta dati molto negativi. A cominciare dalla redditività, con l’indice Crefis che segna -3,4% rispetto a maggio (variazione congiunturale) e soprattutto -25% rispetto a giugno 2019 (variazione tendenziale). Per trovare un livello di reddittività inferiore – segnalano dal Crefis – si deve tornare al mese di maggio del 2013.

È il mercato dei suini da macello che non riesce a riprendersi. A giugno, il prezzo dei suini pesanti destinati al circuito tutelato è sceso ulteriormente, fermandosi a 1,047 euro/kg, con un calo del 3,7% rispetto al mese precedente; molto negativa anche la variazione tendenziale -22%.

«Queste quotazioni pongono i prezzi italiani al di sotto di quelli di molti altri paesi europei – sottolinea il professor Gabriele Canali, docente all’Università Cattolica e direttore del Crefis – segno evidente di una crisi profonda delle nostre filiere e del nostro mercato, dovuta non solo alla pandemia».
Nell’ultimo mese sono diminuite anche le quotazioni dei suini pesanti da macello destinati al circuito non tutelato, ben al di sotto della soglia di 1 euro al chilo: 0,949 euro/kg che si traduce in -4% su base congiunturale e -26% su base tendenziale.
DI conseguenza, calano ancora anche le quotazioni dei suini da allevamento; in particolare, la tipologia di peso di 30 kg è diminuita del -20,2% rispetto al mese precedente arrivando a 2,170 euro/kg (-29,9% rispetto allo stesso mese del 2019).

Dei prezzi attualmente molto bassi dei suini ha beneficiato a giugno l’industria di macellazione, nonostante il mercato debole e in discesa dei principali tagli di carne; l’indice Crefis segna +2,8% su maggio e +21,4% su giugno dell’anno scorso.
Tale perfomance positiva è dovuta al bassissimo prezzo pagato per i suini da macello; infatti, i prezzi settimanali delle cosce fresche sono rimasti pressoché stabili a livelli bassi. Nel dettaglio, la quotazione delle cosce pesanti destinate a produzioni tipiche è scesa a 3,255 euro/kg, che si traduce in -0,1% su maggio ma -10,6% su giugno dell’anno scorso. Scendono, sempre dello 0,1%, anche i prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche, e anche in questo caso la variazione tendenziale è fortemente negativa: -17,8%. In discesa anche i lombi taglio Padova: -2,2% rispetto al mese precedente, -7,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

A giugno la redditività della stagionatura dei prosciutti Parma Dop pesanti cala anche se lievemente (-0,1%). A pesare sono i costi elevati per l’acquisto, effettuato dodici mesi prima, delle cosce fresche e la sostanziale stabilità, a livelli decisamente bassi, dei prezzi dei prosciutti stagionati. Stessa sorte anche per la redditività dei prosciutti pesanti destinati a produzioni generiche, con variazione congiunturale pari a -1,6%.
Rimane comunque positivo (+35%) a giugno il differenziale di redditività tra le produzioni Dop e quelle non tipiche, anche se a questi livelli di prezzo questo indicatore è meno rilevante.
Le quotazioni di mercato del Prosciutto di Parma stagionato, a giugno sono rimaste stabili a 7,800 euro/kg, una quotazione particolarmente bassa; la variazione tendenziale è negativa (-1,9%) nonostante il fatto che il confronto sia con i prezzi già particolarmente bassi dello scorso anno. Ferme a giugno anche le quotazioni dei prosciutti pesanti generici, con valori di 6,075 euro/kg; in questo caso la variazione tendenziale è positiva (+1,2%).


CREFIS
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