Covid-19, per Centromarca vitale non bloccare gli stabilimenti produttivi Ferrario: "Tutelare le industrie focalizzate sui prodotti destinati al bisogni primari"

Data: 10/03/2020

"E' una situazione di grandissima complessità, siamo nella più grande emergenza dal dopoguerra, è una situazione del tutto nuova. Fortunatamente il mondo dell'industria di marca è un settore molto strutturato, con le grandi aziende che hanno procedure e comitati di crisi che scattano rapidamente non appena di verifica un fenomeno o si delineano scenari, con interventi sul personale, ecc. L'obiettivo è salvaguardare la produzione, senza ovviamente sottovalutare il problema sanitario o quello che sta succedendo nella società". Lo ha detto Ivo Ferrario, capo delle relazioni esterne di Centromarca, intervistato da Oscar Giannino nella trasmissione "Le belve" su Radio Capitale del 7 marzo.

Per Ferrario è necessario "essere razionali, perchè qui il rischio è il collasso del sistema produttivo, cosa che non può accadere. Le aziende cosa fanno? Primo obiettivo è la protezione delle persone per evitare le contaminazioni all'interno delle fabbriche. Quindi sarebbero opportuni controlli in entrata e in uscita, anche con scanner, un controllo in una situazione emergenziale dovrebbe essere accettato. Poi sono stati fermati tutti i viaggi di lavoro, dove possibile è stato utilizzato lo smart working, c'è stata un'informazione capillare ai dipendenti e alle famiglie, direi che c'è stata una responsabilizzazione fortissima in chi opera all'interno delle aziende".

Come universo Centromarca - ha proseguito Ferrario - produciamo dei beni primari indispensabili perchè servono per i bisogni primari delle persone: nutrirsi, lavarsi, pulire la casa... noi stiamo facendo uno sforzo enorme per tutelare la continuità della produzione con tutti questi controlli, perchè un fermo impianto determinerebbe un danno nel breve nel medio e nel lungo periodo con forti perdite di mercato con danno non solo per l'azienda in se, ma per le persone che ci lavorano e tutto il paese, avvantaggiando chi vuole entrare su questi mercati e che fino ad oggi ha dovuto fare i conti con una reputazione e una eccellenza produttiva italiana che non riusciva a scalzare. Il coronavirus e tutta la gestione dell'emergenza, ha determinato la possibilità di mettere un'ombra sulla reputazione costruita in decenni e che rischia di essere cancellata in un modo pesante".

Per il manager di Centromarca c'è stato anche un problema comunicazione: "Siamo di fronte alla cosiddetta infodemia. Come imprese noi abbiamo visto una quantità molteplice di fonti che sono intervenute. In alcuni casi ci sono state anche istituzioni che delegittimavano altre istituzioni, e questo ha reso difficile capire a quali fonti far riferimento. Forse sarebbe stato più opportuno più razionalità, che non vuol dire censura, ma per esempio, aver potuto contare con un portavoce unico dotato di autorevolezza".


agu - 10962
Milano, MI, Italia, 09/03/2020 16:59
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