In agosto si impenna la redditività della suinicoltura italiana. Peggiora la redditività della macellazione dei suini; qualche timido segnale positivo per la stagionatura dei prosciutti Dop

Data: 05/09/2019

Il rialzo dei mercati dei suini da macello e il contemporaneo ribasso dei costi per le materie prime alimentari hanno dato, ad agosto, forte slancio alla redditività della suinicoltura italiana. Secondo l'indice Crefis, l'incremento rispetto a luglio (variazione congiunturale) è stato del 14,6%; ma anche il confronto a livello tendenziale (cioè rispetto allo stesso mese dell'anno scorso) è decisamente positivo: +8,4%.
D'altro canto, in agosto, il prezzo medio mensile dei suini pesanti da macello destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,578 euro/kg, in aumento del 14,3% rispetto a luglio e del 2,7% rispetto ad agosto 2018. Dinamica simile l'hanno mostrata i suini pesanti da macello destinati al circuito non tutelato: il prezzo medio mensile ad agosto è stato pari a 1,491 euro/kg, ovvero +13,7% su base congiunturale e +6,2% su base tendenziale. «Si è così trasferito anche al mercato italiano il forte aumento dei prezzi registrato sui principali mercati europei a partire dallo scorso marzo» sottolinea il professor Gabriele Canali, direttore del Crefis.
In discesa invece (-7,8%) le quotazioni dei suini da allevamento (capi di 30 kg), con valori pari a 2,783 euro/kg.

Scende ad agosto la redditività dell'industria di macellazione italiana, tanto che l'indice Crefis segna -3,3% rispetto al mese precedente e soprattutto -6,2% rispetto ad agosto 2018.
La causa di questa perfomance negativa è tutta nell'incremento dei costi per l'approvvigionamento dei suini da macello, perché, al contrario, sul fronte dei ricavi, ad agosto i prezzi dei tagli freschi sono stati registrati in aumento. A cominciare dalla coscia pesante destinata a produzioni tipiche, il cui prezzo ad agosto è salito a 3,715 euro/kg, che si traduce in +2,1% su luglio. In ascesa, seppur contenuta, anche le quotazioni delle cosce fresche destinate a produzioni non tipiche: 3,298 euro/Kg per un +0,5% su luglio. Si tratta peraltro di prezzi non soddisfacenti, e questo ce lo mostrano i confronti tendenziali negativi: -18,9% per le cosce destinate a circuito Dop, -14,2% per quelle destinate a prosciutti generici.
In aumento anche i prezzi dei lombi freschi e in particolare del "taglio Padova" la cui quotazione media mensile è risultata pari a 3,600 euro/kg: +2,1% su base congiunturale, ma -3,7% su base tendenziale.

Ad agosto la redditività della stagionatura dei prosciutti crudi ha mostrato qualche primo timido segnale di recupero. A livello congiunturale, il Parma Dop di 9,5 kg e oltre ha segnato un pur lieve incremento (+0,1%), mentre per i prosciutti non tipici l'indice Crefis registra +1,6%.
Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, tuttavia, la redditività dei prosciutti è ancora a un livello inferiore per il prodotto Dop (-0,6%) mentre è sensibilmente più elevata per il prodotto generico (+8%).
Ciò ha ampliato il gap negativo di redditività tra produzioni tipiche e non tipiche a -7,3%.
Sul fronte dei mercati, ad agosto il prezzo del Prosciutto di Parma di peso 9,5 kg e oltre è salito a 7,969 euro/kg: +0,2% la variazione congiunturale ma -15,2% quella tendenziale. Invariati invece a 6,000 euro/kg le quotazioni dei prosciutti stagionati destinati a produzioni non tipiche.



CREFIS
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