Ismea: rallenta la domanda di pesce nel 2018, più salmone e prodotti congelati nel carrello della spesa delle famiglie italiane

Data: 10/05/2019

Il pesce è tra i prodotti alimentari che maggiormente risentono delle oscillazioni del potere d'acquisto delle famiglie. Secondo le elaborazioni dell'Ismea, dopo la crescita registrata nel 2017, gli acquisti di prodotti ittici in Italia hanno subito un calo di quasi il 2% nel 2018.

Ci sono tuttavia delle eccezioni che forniscono indicazioni sull'orientamento dei consumi verso alcuni prodotti ad alto contenuto di servizio e praticità o verso alcune specie, generalmente di importazione, come il salmone, divenute in pochi anni protagoniste delle nostre tavole.I dati del 2018 mostrano infatti un incremento dell'acquisto per il pesce surgelato confezionato, in larga parte filetti e bastoncini di merluzzo e platessa, che registra un incremento del 2,6%, mentre tra il fresco sono poche le specie per le quali si rileva un aumento della domanda (salmone, pesce persico, orate, merluzzi, spada e meno le alici). Tra le conserve, a fronte di un calo per alici e sardine, cresce l'interesse per il salmone.
Per effetto di tali cambiamenti, il consumo domestico del fresco rappresenta meno della metà (48%) della domanda complessiva di pesce. La distribuzione moderna si conferma il canale preferito dalle famiglie per l'acquisto di pesce (oltre l'80% nel 2018), a discapito dei punti vendita tradizionali.

Complessivamente, sottolinea l'Ismea, una buona parte del pesce che arriva sulle nostre tavole è di provenienza estera (comunitaria e, in misura lievemente minore, extracomunitaria). L'import, in costante crescita nell'ultimo decennio, ha raggiunto 1,35 milioni di tonnellate nel 2018, generando esborsi complessivi pari a 5,9 miliardi di euro, circa un terzo in più rispetto a inizio decennio


(ISMEA)

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