Benessere animale, ora è possibile misurarlo. Inalca alza l'asticella degli standard con un nuovo protocollo per gli allevatori

Data: 03/04/2019

Punta sulla qualità della carne il nuovo protocollo sul benessere animale lanciato da Inalca (Gruppo Cremonini), il maggiore produttore italiano di carni bovine. Nuovi standard verranno applicati nei propri allevamenti e gradualmente anche ai 15.000 allevamenti italiani che riforniscono l’azienda. Grazie agli accordi di filiera avviati con Coldiretti, il protocollo avrà un impatto importante per tutto il settore delle carni bovine in Italia.

L’iniziativa, presentata a Roma nello Spazio Cremonini al Trevi, è frutto di un progetto biennale coordinato dal prof. Carlo Angelo Sgoifo Rossi, e promosso dalla Regione Lombardia e cofinanziato per circa un terzo da Inalca nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, in collaborazione con l’Università di Milano – Dipartimenti di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare (VESPA) e di Medicina Veterinaria (DiMeVet) – e la Fondazione Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA) di Reggio Emilia. L'attività di studio ha direttamente coinvolto anche 2 aziende agricole lombarde (Agricola Marchesina e Agricola Martinelli), attive nel settore bovino da ingrasso nelle province di Milano e Bergamo.

Presentando il protocollo, Luigi Scordamaglia, ad di Inalca, ha spiegato che “grazie a questo progetto, il benessere animale diventa misurabile in termini reali e concreti, offrendo dati utili per la gestione sostenibile di un allevamento di bovini da carne, un vero e proprio esempio di ciò a cui vuole tendere tutta la filiera italiana. Qui non si tratta solo del rispetto delle norme, prerequisito peraltro imprescindibile, ma dell’attivazione di uno strumento competitivo per pianificare investimenti e creare valore riconosciuto dal mercato. Il tutto per fornire risposte concrete ad un consumatore che comincia finalmente a non credere alle fake news che qualcuno strumentalmente diffonde sulla carne e, sempre più consapevole ed informato, sceglie la qualità e l’italianità che solo una filiera integrata può offrire. Solo una vera alleanza di filiera potrà consentire di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi in termini di sostenibilità a 360 gradi”.

“La carne italiana nasce da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo”, ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “scegliere carne Made in italy significa anche sostenere un sistema fatto di animali, di prati per il foraggio e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni, anche in aree difficili”.



agu - 7179
Roma, RM, Italia, 02/04/2019 16:24
© EFA News - European Food Agency Srl

Stampa print