Crea: in Italia si consuma ancora poco pesce sostenibile. I risultati di un'indagine presentati ad Aquafarm. Oltre il 30% del campione acquista prodotti di acquacoltura meno di una volta al mese

Data: 17/02/2019

Il Crea, il principale Ente di ricerca italiano sull’agroalimentare, partecipa alla terza edizione di Aquafarm, l’evento internazionale leader sui temi di acquacoltura, algocoltura e industria della pesca del Mediterraneo, in programma alla fiera di Pordenone il 13 e 14 febbraio 2019. I ricercatori del Crea Zootecnia e Acquacoltura, Domitilla Pulcini e Fabrizio Capoccioni sono intervenuti in una delle sessioni del programma, dedicata agli “Ingredienti per garantire un’alimentazione sana e sicura - Dalla trasformazione del pesce allevato, alle scelte di Gdo e HoReCa, a quelle dei consumatori. Cosa arriva nei piatti?”, con una relazione intitolata “I prodotti di acquacoltura: consapevolezza del consumatore italiano, abitudini di acquisto e consumo”. Oltre agli ultimi dati sulle produzioni dell’acquacoltura nazionale, il Crea hanno descritto i risultati di una ricerca condotta in Italia in collaborazione con la Gdo e le associazioni dei consumatori sulle abitudini e le tendenze di acquisto e consumo di pesci, molluschi e crostacei allevati. L’indagine, avviata nel 2017 e tutt’ora in corso, ha raggiunto le 8236 risposte. Il questionario sui consumi dei prodotti d’acquacoltura è stato distribuito attraverso i social media e con la collaborazione di Esselunga e le Associazioni dei consumatori.

Sebbene le risposte siano pervenute da tutta Italia, oltre il 70% delle risposte provengono dal centro-nord Italia. Dalle risposte si conferma il crescente interesse degli italiani per questi prodotti: oltre il 30% del campione acquista prodotti di acquacoltura meno di una volta al mese, il 74% consuma mediamente meno di 2 chili/settimana e la spesa per i prodotti di acquacoltura, per metà del campione, oscilla fra i 20 e i 50 euro al mese. I luoghi preferiti di acquisto rimangono supermercati (87%) e pescherie (42%) rispetto ai gruppi di acquisto, alla vendita diretta o a anche online (0,4%). I prodotti allevati freschi sono quelli maggiormente acquistati (84%) rispetto a quelli surgelati, decongelati o in scatola. Il pesce marino rappresenta il prodotto d’allevamento prevalentemente acquistato (77%), seguito dai molluschi (48%), crostacei (37%) e dal pesce d’acqua dolce (31%).Dall’indagine emerge una maggiore consapevolezza verso i prodotti allevati con metodi sostenibili, tra i quali i prodotti biologici, che vengono spesso (5%) o saltuariamente (23%) acquistati dal campione.

Ma la tendenza del mercato verso prodotti d’allevamento sostenibili è chiara poiché il 52% del campione degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare un prezzo maggiore per prodotti di acquacoltura biologica, grazie all’assenza di antibiotici durante il processo di allevamento (58%) un maggiore controllo lungo tutta la filiera (47%) e perché hanno un basso impatto ambientale (34%). Comprendere meglio le abitudini dei consumatori nei confronti dei prodotti dell’acquacoltura consentirà di definire strategie più mirate, sia dal punto di vista delle politiche a sostegno delle produzioni che del marketing, favorendo un aumento dei consumi.


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Pordenone, PN, Italia, 14/02/2019 17:08
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