Il calo del pil tocca anche l'agroalimentare. Scordamaglia: "per sostenere export ora si punti su infrastrutture e logistica”

Data: 11/02/2019

“Preoccupa la stagnazione dei consumi alimentari interni” commenta così i dati Istat sul Pil, Luigi Scordamaglia, numero uno di Filiera Italia, l'organizzazione che riunisce il meglio del Made in Italy agroalimentare, oltre 50 marchi distintivi dell'unicità italiana insieme a Coldiretti in rappresentanza dell'eccellenza agricola. Un quadro allarmante con vendite alimentari in calo dello 0,5% in volume 2018 su 2017 che pesano sui circa 14 punti percentuali di consumo già persi dall’avvio della crisi del 2007 e mai recuperati. Unico dato positivo i discount alimentari che segnano ancora un +4,4% sul raffronto 2018 su 2017, ma anche questi mostrano tassi di crescita meno vivaci.

“Quello che si accentua purtroppo è il food social gap con sempre più famiglie con ridotta capacità di spesa costrette a rinunciare agli acquisti di alimenti di particolare valore nutrizionale (carne, pesce, frutta, verdura) e con una fascia di popolazione molto ristretta più alto spendente che punta invece sempre più verso i prodotti premium” dice Scordamaglia e prosegue: “In questo contesto di crescente disagio ogni iniziativa di rilancio dei consumi interni e soprattutto di iniziative finalizzate a ridurre gap sociale e favorire progressiva inclusione di fasce sempre più povere va giudicato positivamente”.

L’export continua tenacemente a trainare il mercato con una previsione di ulteriore crescita intorno al 3% anche per l’anno in corso, nonostante il rallentamento del commercio mondiale e delle importazioni da parte dei nostri principali mercati di esportazione che si confermano essere, per la filiera agroalimentare, rispettivamente sui 10 mesi 2018: Germania (5,8 miliardi); Francia (4,0); Stati Uniti (3,5); Regno Unito (2,8); Spagna (1,3). “Ora però - conclude Scordamaglia - essenziale puntare tutto sulla crescita traino delle aziende, estremamente competitive nel settore alimentare “fin davanti al cancello” ma penalizzate dalla assenza di infrastrutture logistiche in grado di renderle altrettanto competitive sui mercati mondiali maggiormente in crescita”.



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Roma, RM, Italia, 08/02/2019 16:17
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