Il Pesce nr. 2, 2019

Rubrica: Fiere

(Articolo di pagina 114)

AquaFarm e NovelFarm, segno +++

I dati degli ingressi in fiera indicano un +40% rispetto allo scorso anno. Partecipazioni istituzionali ai convegni ai massimi livelli con la FAO, la Commissione europea, il Ministero delle Politiche Agricole e la Regione FVG

AquaFarm insieme a Novelfarm continua a crescere: con +40% di ingressi al termine della manifestazione, la mostra-convegno internazionale dedicata all’acquacoltura, all’industria della pesca sostenibile e all’algocoltura si afferma alla sua terza edizione come punto di riferimento per tutti gli stakeholder nazionali e appuntamento riconosciuto anche all’estero per chi lavora con l’eccellenza italiana nella produzione e nella distribuzione di prodotti ittici. La forza del format di base e le novità introdotte quest’anno hanno trainato l’espansione del pubblico: dalla nuova manifestazione complementare NovelFarm, dedicata alle tecniche innovative di coltivazione, all’idroponica/vertical farming e all’economia circolare nella produzione di cibo, all’Arena con un fitto e partecipato programma di showcooking e degustazione di prodotti italiani di allevamento, fino alle sessioni convegnistiche mirate sui temi più “caldi” del settore. La manifestazione si è aperta con il convegno istituzionale animato da una scaletta di partecipanti internazionali e nazionali ai massimi livelli. Introdotti dai saluti del presidente della Fiera di Pordenone, Renato Pujatti, e con la regia di Fabio Gallo, anchor del programma LineaBlu della RAI, sono intervenuti tra gli altri Victoria Chomo, senior officer per la pesca e l’acquacoltura della FAO, Karmenu Vella (in video), Commissario europeo per la Pesca e gli Affari Marittimi, Franco Manzato, sottosegretario del MIPAAFT, Riccardo Rigillo, direttore generale del MIPAAFT, Stefano Zannier, assessore delle Risorse Agricole e Forestali della Regione FVG, Giuseppe Pan, assessore alle Risorse Agricole e Forestali del Veneto, Alberto di Girolamo, sindaco di Marsala, e Pierantonio Salvador, presidente dell’API. Insieme le due manifestazioni hanno ospitato 130 espositori (+22% rispetto al 2018) tra cui Il Gruppo del Pesce come main sponsor e Biorigin come sponsor: due leader mondiali del settore. Ad affiancare lo spazio espositivo un programma di 40 conferenze con 130 speaker (il 40% proveniente dall’estero) che, come ogni anno, sostiene la ricerca e l’innovazione e permette al pubblico di condividere i risultati degli studi e le case history d’eccellenza.

Le conferenze e i contenuti
L’agenda delle conferenze è stata definita con la collaborazione di API-Associazione Piscicoltori Italiani (www.api-online.it), AMA-Associazione Mediterranea Acquacoltori (www.a-m-a.it) ed altre associazioni, e con i contributi dei principali atenei italiani ed europei, cui si è aggiunta la partecipazione di esperti nazionali ed internazionali del settore che lavorano per le aziende leader del settore. Per iniziativa di API ed Eurofish, con la collaborazione della FAO, il programma ha presentato anche i temi dell’acquacoltura continentale e di quella pond, centrata su specie da noi poco conosciute ma che potrebbero diventare interessanti per gli sviluppi futuri del mercato, come ad esempio la carpa. Gli stessi prodotti sono poi stati esaminati dal punto di vista del mercato e in particolare dei consumi con un’attenzione specifica al catering socio-istituzionale e con un focus sul lancio in Italia della campagna europea Farmed in EU. Nella sessione su salute e benessere dei pesci i temi forti sono stati i nuovi regolamenti europei, nuovi farmaci, vaccini e immunità, e naturalmente l’antibiotico-resistenza. In quella delle tecnologie per l’ambiente in allevamento due sono stati gli argomenti di attualità: da una parte la gestione delle attrezzature e delle gabbie per l’allevamento in mare aperto e, dall’altra, le microplastiche e le nanoplastiche, andando oltre gli allarmismi generici e si parlerà di valutazione del problema e percorsi per la riduzione al minimo dei rischi. Oltre all’appuntamento sull’aggiornamento dello stato delle ricerca nel nostro Paese, un’intera sessione ha trattato le prospettive a breve e medio termine dell’acquacoltura, dalle iniziative per gestire i cambiamenti climatici, secondo la FAO, alla strategia europea di sostegno al settore, con attenzione al FEAMP in scadenza nel 2020 e le indicazioni che stanno emergendo dal lavoro in corso a livello di Commissione UE sulla prossima programmazione del Fondo. La plastica è stata protagonista anche nella parte del programma di AquaFarm 2019, curata da AMA, dedicata al non-fish. Riflettori infatti su plastica e l’economia circolare nella mitilicoltura, con argomenti molto innovativi come l’uso delle bioplastiche e il riciclo delle retine. Si prospetta inoltre interessante la panoramica sullo sviluppo della molluschicoltura nazionale, nei suoi aspetti economici, territoriali e tecnici. Infine, ricordiamo le sessioni dedicate alle alghe, la cui presenza differenzia da sempre AquaFarm dalle altre manifestazioni del genere nel mondo. Due i focus, uno dedicato alla produzione e alle sue tecnologie e innovazioni, con case histories industriali internazionali, l’altro agli utilizzi nei diversi settori.

La prossima edizione
L’appuntamento per espositori e visitatori è al 19-20 febbraio 2020 con la 4a edizione di Aquafarm e la 2a Novelfarm.

>> Link: www.aquafarm.show

 

Altre notizie

L'acquaponica, il miglior esempio di produzione circolare e integrata di cibo raccontato a NovelFarm

Quando l’acquacoltura e l’agricoltura si uniscono danno vita a un vero e proprio ecosistema autosufficiente che, grazie alla tecnologia, permette di produrre alimenti in modo sostenibile (e con pochissimi scarti). L’acquaponica è il grande tema che ha unito le due manifestazioni che hanno fatto incontrare i rappresentanti internazionali del mondo dell’acquacoltura e pesca sostenibile e delle coltivazioni fuori suolo e agritech. Si tratta infatti di un tema trasversale che risponde alla necessità sempre più incombente di trovare modi sostenibili di produrre cibo che possano sfamare una popolazione in continuo aumento e sempre più “cittadina”. L’acquaponica è un sistema di produzione integrata che, basandosi sui principi di economia circolare e su metodologie di simbiosi industriale, permette la riduzione degli impatti ambientali del settore agroalimentare e rese elevate. Questa metodologia prevede la coltivazione di ortaggi senza l’utilizzo di terreno e con un consumo idrico ridotto, che può raggiungere il 90% in meno rispetto alle pratiche agricole tradizionali, riciclando l’acqua carica di reflui organici, nutrimento per i vegetali, provenienti da allevamenti ittici. Il ciclo viene reso ancora più virtuoso utilizzando, per l’allevamento dei pesci, mangimi ottenuti da insetti e alghe, anche questi presenti nel sistema. Le alghe infatti vivono nell’acqua e ne estraggono il necessario nutrimento, mentre gli insetti mangiano gli scarti delle produzioni vegetali. Un altro importante aspetto dell’acquaponica è che la produzione di energia necessaria a far funzionare l’impianto può essere generata interamente all’interno del sistema, bruciando il biogas ottenuto dagli scarti di produzione. Stiamo parlando quindi di un sistema sempre più autosufficiente e circolare, realmente sostenibile sia da un punto di vista ambientale che economico. A NovelFarm, un’intera sessione di conferenze, organizzata con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha raccontato i progetti che, grazie a finanziamenti europei, sono stati realizzati e si stanno ancora portando avanti con partenariati accademici e aziende produttive in diversi Stati europei. Uno di questi è Blugrass, un progetto Interreg. Italia-Slovenia che ha portato alla realizzazione di due impianti pilota inaugurati nel corso del 2018 nei due Stati e che ha il compito di sensibilizzare gli stakeholder evidenziando i vantaggi per allevatori e agricoltori. Un secondo contributo, da parte dell’Università di Pisa, ha spiegato il funzionamento e i vantaggi di un sistema multitrofico integrato per la produzione sostenibile di cibo attraverso anche il riciclo delle acque reflue: il progetto SIMTAP selezionato nell’ambito della call EU-PRIMA Innovation.

 

4 domande per mettere a fuoco il settore dell’allevamento ittico

  1. Quali sono i punti di forza che fanno del pesce allevato una garanzia di qualità in Italia e nella UE? Il pesce prodotto dall'acquacoltura è sano e garantito da controlli effettuati durante tutto il ciclo produttivo, dall'uovo al prodotto destinato al consumo. Inoltre, il pesce di allevamento italiano, grazie alla vicinanza degli impianti di acquacoltura, arriva fresco sulle tavole poche ore dopo essere stato pescato. Dal punto di vista nutrizionale, il pesce allevato non ha nulla da invidiare a quello selvatico, sia per quanto riguarda il contenuto in proteine, in vitamine essenziali, in minerali come lo iodio e il selenio, che, soprattutto, in acidi grassi Omega-3 a catena lunga EPA e DHA.
  2. Quali sono le politiche in Europa di sostegno all’acquacoltura? A livello comunitario, il principale sostegno è costituito dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP), una parte del quale è destinato all’acquacoltura marina, d’acqua dolce e salmastra. Il Fondo ha come obiettivi generali il sostegno degli allevatori, l’aiuto alle comunità costiere a diversificare le loro economie e il finanziamento di progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita. In questo momento è in corso il programma FEAMP 2014-2020. Altre modalità di sostegno vengono dai bandi Interreg. che promuovono l’integrazione tra regioni transfrontaliere su progetti specifici, i bandi per la ricerca del programma Horizon 2020 e, infine, da campagne educative e divulgative sui cittadini o su specifici gruppi (es. studenti), come il programma Farmed in UE.
  3. Quali sono i numeri dell’acquacoltura in Italia? Nel corso del 2017 (ultimi dati ufficiali API), il valore generato degli allevamenti di pesci in Italia è stato di 288 milioni di euro, in crescita del 3,2% rispetto al 2016, per 59.200 t di prodotto. Da segnalare la crescita della produzione di orate (+24% in valore e +25% in quantità) rispettivamente a 73,435 milioni di euro e 9.500 t. Sostanzialmente stabile la produzione di trote, di cui il nostro Paese è tra i maggiori allevatori in Europa, con 35.100 t e 114,485 milioni di euro. Una curiosità: in Italia si producono 51 t di caviale di storione l’anno e 1.000 t di storione da carne.
  4. Quali sono le nuove scoperte rispetto ai benefici del pesce? Un gruppo di ricerca dell’Università di Göteborg ha scoperto che una forma della proteina parvalbumina contenuta solo nella carne di pesce ha effetti di prevenzione sullo sviluppo di placche cerebrali legate ad Alzheimer e Parkinson, agendo di fatto da antagonista al progredire delle malattie. Un ulteriore beneficio del consumo di pesce oltre a quelli già noti.

 

Didascalia: per i suoi tre anni, AquaFarm ha offerto un’agenda e incontri di approfondimento ancora più internazionali e un’area espositiva sempre più ampia.

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