Il Pesce nr. 6, 2018

Rubrica: Acquacoltura

(Articolo di pagina 36)

Acquacoltura Summer School

AGER 4F – Alghero, Porto Conte Ricerche, 24-28 giugno 2019

L’acquacoltura moderna vive un’importante fase di espansione ed evoluzione tecnologica e, grazie anche agli incalzanti risultati provenienti dalla ricerca scientifica, sta trasformando la strategia nutrizionale, implementando la sostenibilità di processo e migliorando la qualità dei prodotti. I mangimi presenti sul mercato per l’alimentazione dei pesci in allevamento intensivo sono già molto diversi dalle formulazioni di soli cinque anni fa in termini di diversificazione e qualità. Le spinte alla base di questa rivoluzione della strategia nutrizionale sono da ricercarsi nella necessità di rendere questo settore della zootecnia più sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche economico. In questi ultimi anni si è assistito ad un incremento sempre più consistente dei costi delle risorse oceaniche, in particolare della farina e dell’olio di pesce, che sono alla base delle formulazioni mangimistiche. La sostituzione della farina di pesce con farine vegetali, ovvero con altre sorgenti proteiche, non rappresenterebbe in sé un problema, se non per il fatto che sorgenti proteiche alternative, oltre ad una differente digeribilità rispetto alla farina di pesce, risultano carenti in alcuni nutrienti, oltre che presentare una differente composizione amminoacidica. Possono inoltre veicolare sostanze antinutrizionali o moderatamente tossiche che richiedono adeguate compensazioni. Il risultato che ne deriva è riassumibile in possibili riduzioni nelle performance dell’allevamento e nella qualità dei pesci allevati, oltre ad una loro maggiore predisposizione alle patologie. Peraltro la sostituzione dell’olio di pesce con altre sostanze oleose di origine vegetale porta quasi sempre a carenze in acidi grassi polinsaturi a lunga catena del tipo Omega-3, EPA e DHA in particolare. Se pure non risulta particolarmente complesso trovare adeguate soluzioni che garantiscano la copertura delle esigenze dei pesci, la qualità dei filetti potrebbe comunque risentirne in termini di qualità e quantità di tali elementi e non coprire più il fabbisogno nutrizionale umano, come invece avviene con l’impiego di olio di pesce. Dalla ricerca scientifica degli ultimi anni, in particolare dal progetto europeo ARRAINA e più precisamente dal progetto nazionale Fine Feed For Fish (4F), finanziato dal consorzio AGER II delle fondazioni di origine bancaria (progettoager.it/index.php/k2-blog/author/50-4f), ma anche dai progetti InBioProFeed e Mysushi sostenuti da Fondazione CaRiPLo, derivano conoscenze utili per trovare i giusti compromessi nelle formulazioni, oltre a maggiori informazioni sulla risposta digestiva e metabolica del pesce che possono consentire di elaborare nuove ipotesi per migliorare le produzioni di pesce. Dagli stessi progetti di ricerca derivano poi informazioni utili in ambito di sostenibilità, a partire dai nuovi equilibri economici dell’allevamento alle strategie per minimizzare l’impatto sull’ambiente. Le nuove conoscenze scientifiche, per trasformarsi in innovazione e quindi in valore per la società, richiedono una condivisione costruttiva con gli stakeholder della filiera ittica, ma al tempo stesso la formazione di figure professionali di elevato profilo dedicate al settore e capaci di applicare le nuove tecnologie su piccola e grande scala.
Il progetto Acquacoltura Summer School nasce esattamente con l’obiettivo di condividere le innovazioni scientifiche e tecnologiche con imprenditori, operatori tecnici e delle amministrazioni, professionisti e consulenti, studenti e giovani ricercatori. L’obiettivo è valorizzare i risultati ottenuti dalle attività di ricerca, dalle valutazioni in ambiente operativo, dai confronti avvenuti nell’ambito di congressi internazionali e di trasformarli in azioni concrete, in tecnologie e, in ultimo, in miglioramento di processo e prodotto per l’acquacoltura. Al corso, che si terrà dal 24-28 giugno 2019 a Tramariglio di Alghero, presso il centro di Porto Conte Ricerche, potranno essere ammessi 30 partecipanti scelti con bando pubblico sulla base delle motivazioni e dei titoli individuali. Il corso si svilupperà in 40 ore di attività e comprenderà 22 ore di lezione frontale, 4 ore di laboratorio, 4 ore di seminari tenuti da rappresentanti del mondo delle aziende, 4 ore di workshop finale con interventi degli studenti, 6 ore per visita in azienda e discussioni relative. La presenza alle lezioni sarà regolarmente monitorata e al termine del corso i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza. Verrà richiesto il riconoscimento di crediti ECM e CFU per coloro che, avendo frequentato regolarmente le attività, ne faranno dovuta richiesta.

 

Il programma didattico

Modulo 1 – Parte introduttiva: L’acquacoltura intensiva oggi

Modulo 2 – Nutrizione e qualità del pesce

Modulo 3 – Sostenibilità dell’acquacoltura

Modulo 4 – L’acquacoltura, la società e le nuove sfide

Modulo 5 – Dalla ricerca all’impresa

I docenti
Le lezioni e i seminari della Summer School saranno tenute da ricercatori coinvolti in progetti di ricerca avanzati sull’alimentazione in acquacoltura e da specialisti di fish nutrition che lavorano presso l’industria mangimistica dell’acquacoltura:

Rappresentanti delle associazioni e dell’industria presenteranno seminari tematici e parteciperanno alle discussioni.

Info:    Verdepertutti@gmail.com — Telefono: 02 5060191

 

Didascalia: Porto Conte Ricerche (www.portocontericerche.it) è uno dei motori del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna, attivo in ambiti tecnologici tra loro complementari: biomarker discovery, sistemi diagnostici e biotecnologie applicate per l’alimentazione e per la salute. Il Centro di Ricerca, da oltre vent’anni, sviluppa ed eroga servizi ad alto contenuto tecnologico a favore di imprese impegnate nell’innovazione dei propri sistemi produttivi attraverso attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

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