Premiata Salumeria Italiana nr. 2, 2019

Rubrica: Storia e cultura

Articolo di Manicardi N.

(Articolo di pagina 134)

I ricettari della Contessa in uso alla corte dei Montecuccoli

Ricciarda Molza, moglie di Galeotto I e nonna di Raimondo, appassionata di cucina, si interessava personalmente di capretti arrosto, cinghiali alla menta e tanti altri piatti tipici di un’età gastronomica ormai passata, ma per noi ricca di fascino e curiosità

Che cosa si mangiava alla corte dei Montecuccoli, l’antica e nobile famiglia di feudatari, signori di gran parte dell’Appennino modenese e, in particolare, del Frignano, dove ancora oggi sopravvive, in località Montecuccolo vicino a Pavullo, il loro bel castello? Possiamo toglierci questa curiosità grazie ad un libro in cui si ritrovano le ricette che una contessa della famiglia Montecuccoli, nel XVI secolo, faceva preparare nella cucina del suo castello e che ancora attualmente possono così essere riprodotte, portando anche sulle nostre tavole il sapore della tradizione del Frignano medievale e rinascimentale. Tratte da ricettari medievali, rinascimentali e dalla tradizione popolare, sono ricette originali, curiose, capaci ancora oggi di stuzzicare i palati più raffinati. Il volume si intitola I ricettari della Contessa ed è curato da Franca Ascari Scanabissi per Adelmo Iaccheri Editore in Pavullo. Protagonista è la contessa Ricciarda Molza, che andò in sposa a Galeotto I Montecuccoli, nonno di Raimondo, che fu grande militare e politico del 1600. “Di Ricciarda si racconta che era appassionata di cucina, che s’interessava personalmente alla preparazione di pranzi e banchetti per personaggi famosi, suoi ospiti” racconta la Scanabissi. “La curiosità per la gastronomia di allora è stata alla base di una mia ricerca storica, incentrata sugli antichi ricettari medievali e rinascimentali e sulla tradizione popolare, per riportare alla luce ricette ormai scomparse”.
Che cosa, allora, veniva portato in tavola a quei tempi? Sulle tavole dei Montecuccoli venivano serviti cibi semplici, realizzati con prodotti locali, arricchiti da spezie ed aromi. Le ricette illustrate nel libro sono divise in sette parti e vanno da zuppe e paste a piatti a base di carne, uova, castagne (ricordiamo, ad esempio, l’anatra in salsa di prugne, le quaglie con cavoli, le uova nella cenere calda, i maltagliati di castagne) fino ad arrivare a salse, conserve e, naturalmente, dolci (altri esempi interessanti: la salsa bollente per stinchi di maiale, il “savòr de uva”, la cotognata, la mostarda, le frittelle di fichi, le torte di ciliegie o di fragole, il biancomangiare…).
I ricettari della Contessa è stato presentato in collaborazione col Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano, l’Agenzia per lo sviluppo locale integrato (www.galmodenareggio.it) e rientrava in «un progetto europeo di più ampio respiro, basato sulla figura di Raimondo Montecuccoli e della sua famiglia», come spiegano il presidente del Gal Luciano Correggi e il direttore Gualtiero Lutti. Il progetto in questione prevedeva infatti anche la realizzazione di «eventi e studi, ricerche e pubblicazioni storico-turistiche e programmi di cooperazione internazionale per valorizzare il territorio e le sue peculiarità, nonché la registrazione del marchio La Dispensa dei Montecuccoli».
Nunzia Manicardi

Nota
Franca Ascari Scanabissi è nata a Modena ma vive a Pavullo. Laureata in lettere, è presidente dell’Associazione Volontari Ospedalieri (A.V.O.) e del gruppo storico “Corte dei Montecuccoli”. Ha pubblicato: Madre mia e Lettere di una figlia. Da anni lavora con Liliana Benatti Spennato, con la quale ha dato alle stampe diverse opere tra cui I mille volti dell’antica cucina montanara, Erboristi per caso… salutisti per convinzione, Profumo di pane, Alla riscoperta degli antichi mestieri. Entrambe collaborano alla rivista Il Frignano.

 

Didascalia: Franca Ascari Scanabissi – I ricettari della ContessaAdelmo Iaccheri Editore, 2011 – 112 pp. – € 10,00 – www.ilfrignanodeimontecuccoli.it

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