Eurocarni nr. 10, 2020

Rubrica: AttualitĂ 

(Articolo di pagina 30)

Cibus Forum: le fiere ripartono da Parma

Soddisfazione per Fiere di Parma a conclusione della due giorni che ha riportato in presenza, per la prima volta dopo il lockdown, il confronto tra operatori della food community, Consorzi di tutela delle eccellenze del made in Italy, organizzazioni agricole e imprenditoriali insieme alle istituzioni

La ripartenza economica post Covid, con l’intesa tra le varie componenti della filiera agroalimentare, prende il via ufficialmente da Parma. I maggiori rappresentanti dell’industria alimentare, della Grande Distribuzione e dell’agricoltura si sono infatti dati appuntamento a Cibus Forum, svoltosi nel quartiere fieristico della bella città emiliana gli scorsi 2 e 3 settembre, avviando un dialogo col Governo, rappresentato, in presenza nella giornata d’apertura, dal Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio. «L’industria alimentare, dopo essersi rivelata fondamentale nel periodo strettamente legato all’emergenza, può ancora fare da traino economico e tornare ai livelli pre-crisi velocemente» ha dichiarato Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare. «Questa sua forza, però, non deve essere scambiata per uno stato di benessere. Il 2020 è l’anno nero anche per il food & beverage che, per riprendersi in fretta, ha assoluto bisogno del sostegno da parte del Governo. Mi riferisco in particolare ai finanziamenti a fondo perduto per il settore Ho.re.ca., che dovranno essere ben più sostanziosi di quelli stanziati nel dl di agosto, essenziali per far rialzare il settore della ristorazione. Se ci sarà questo supporto, sono convinto che entro la fine del prossimo anno l’industria alimentare tornerà ad essere il volano dell’economia italiana».

Di Maio, nel corso del suo intervento nella prima giornata della fiera, ha confermato l’impegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con tutta la sua rete estera, a sostegno del comparto agroalimentare. «Vogliamo trasformare ogni Ambasciata nel mondo in una casa delle imprese, perché l’Italia e le nostre aziende devono crescere ed esportare le nostre eccellenze ovunque. Molti sono gli interventi che abbiamo previsto, a cominciare dal rilancio del settore fieristico, che può ora contare su una piattaforma digitale — Fiera 365 — a disposizione degli operatori.

Abbiamo inoltre creato un programma straordinario di incoming fisico e virtuale attraverso il quale accoglieremo nel nostro Paese gli attori determinanti per il rilancio del brand Italia nel mondo, a cominciare proprio dalla filiera agroalimentare, che ne rappresenta una delle eccellenze più conosciute ed apprezzate».

La necessaria collaborazione tra le componenti della filiera agroalimentare è stata sottolineata anche da Giorgio Santambrogio, past president di Associazione Distribuzione Moderna e ad del Gruppo VèGè. «La Grande Distribuzione vuole collaborare con l’industria e l’agricoltura per affrontare le sfide del post-Covid. Stiamo già lavorando assieme per eliminare tutte le pratiche unfair come il caporalato nei campi e le aste a doppio ribasso.

A proposito di queste ultime, abbiamo sostenuto la nuova legge già passata alla Camera e che è ora in discussione al Senato. Il confronto è aperto anche sul terreno dei prezzi e delle promozioni».

Un’analisi condivisa da Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma. «Abbiamo riunito per la prima volta dopo il lockdown i protagonisti della filiera agroalimentare: in presenza abbiamo avuto oltre 1.000 operatori al giorno e circa 3.000 spettatori in streaming, molti dei quali buyer esteri. La riflessione comune ha portato a definire i seguenti concetti: il lockdown ha spinto i consumatori a capire meglio il valore del cibo e del lavoro che c’è dietro, dunque bisogna insistere sulla valorizzazione del cibo italiano; urgono misure di sostegno all’Ho.re.ca. e in particolare ai ristoratori, che sono i grandi alfabetizzatori del cibo di qualità in Italia e nel mondo; l’innovazione mescola storia dei territori con le nuove tecnologie, quindi tradizioni antiche, droni, in agricoltura e packaging compostabile.

Un bellissimo paesaggio di innovazione policentrica e quindi adatto all’eclettico talento italiano».

Nel corso della prima mattinata è stato presentato anche il report di Nielsen sull’andamento dei consumi nell’era del Covid. Dopo il boom nel lockdown, le vendite del largo consumo si sono stabilizzate ma continuano a mantenersi positive. Il fattore prezzo sarà sempre più un fattore determinante e continueranno a crescere le vendite nei discount e nei negozi specializzati. Avremo una polarizzazione dei prezzi, con una domanda crescente sia sul basso sia sull’alto prezzo, e decrescente nella fascia media. L’e-commerce continuerà a crescere, anche se una parte significativa del territorio non è coperta.

Nella seconda giornata di Cibus Forum, dopo il saluto in streaming di Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agricole — la quale ha ricordato l’impegno del Governo per contrastare il sistema di etichettatura alimentare a semaforo «che induce a scelte disinformate» e le pratiche sleali in agricoltura —, Denis Pantini di Nomisma ha presentato una ricerca su come cambiano i comportamenti dei consumatori italiani nell’era post Covid.

Pantini ha anche messo in guardia la filiera agroalimentare italiana: è necessario essere rapidi nell’affrontare la sfida del Green Deal, altrimenti si rischia che altri Paesi europei possano vantare una maggiore sostenibilità dei loro prodotti, tanto più che l’etichettatura a semaforo potrebbe definire i prodotti italiani come meno competitivi.

«La partita su cui si gioca il futuro è tra cibo agricolo e cibo sintetico» ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. «Per noi il cibo deve avere un legame con la terra e siamo contrari al cibo prodotto in laboratorio. Naturalmente siamo favorevoli alle novità scientifiche e tecnologiche e guardiamo con interesse all’innovazione Bio Tech che rappresenta la nuova frontiera per stimolare la produzione senza operare modifiche genetiche come gli OGM. Ma l’Italia agricola deve produrre di più: oggi solo il 75% di quello che finisce sulle tavole degli Italiani è prodotto da noi». «Per aumentare le esportazioni sarà importante anche il tema delle infrastrutture» ha aggiunto Ettore Prandini, presidente Coldiretti. «Le merci agricole dovranno viaggiare meno su gomma e di più su treno, aereo e via mare. Siamo al 7o posto in Europa per trasporto agricolo via mare. Quindi il futuro si giocherà su logistica e interconnessioni infrastrutturali. Come pure sulle energie rinnovabili, con un sempre maggiore ricorso al bio-metano».

«Per rendere sostenibile il sistema agroalimentare — ha osservato Dino Scanavino, presidente CIA-Agricoltori Italiani — bisognerà rivedere il concetto di filiera: oltre ad agricoltura, industria alimentare e Grande Distribuzione vanno aggiunti i trasporti, l’industria del packaging ed i produttori di macchine, sia meccaniche sia robotiche». Scanavino ha anche ricordato che quasi 10 milioni di Italiani avranno una minore capacità di spesa, per cui si dovrà forzatamente mantenere bassi i prezzi dei prodotti agroalimentari.

Paolo De Castro, coordinatore S&D della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ha ricordato che «la Politica Agricola Comune attiva risorse finanziarie pari a quasi il 40% del budget europeo e il Recovery Fund prevede altri 7,5 miliardi di euro».

Sulle problematiche dell’export è intervenuto Roberto Luongo, direttore generale di ICE Agenzia, che ha sottolineato come si stia rafforzando un gioco di squadra tra le istituzioni che si occupano di esportazione: Farnesina, Agenzia ICE e Ministero dello Sviluppo Economico. ICE si è impegnata per garantire il rimborso delle spese sostenute alle imprese danneggiate dalla cancellazione delle manifestazioni fieristiche, sta finalizzando la realizzazione di Fiera Smart 365 per la digitalizzazione delle fiere e incontri B2B, promuovendo l’e-commerce delle imprese e la loro presenza nella Grande Distribuzione.

«Non ci sarà ripresa se non c’è innovazione» ha dichiarato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e neopresidente di Adm-Associazione Distribuzione Moderna — e per innovazione intendo un rinnovato spirito di collaborazione tra tutti i segmenti della filiera agroalimentare che si basi su pochi punti basilari: accordi di ampio respiro equi per tutti; accorciamento ed efficientamento delle filiere; creazione di valore per i consumatori e non solo per le imprese. Ma innovazione è anche sostenibilità. Il New Green Deal è una buona idea, però va sostenuto con i fatti. Detassare i beni sostenibili e sostenere l’innovazione sui prodotti: questo servirebbe ad impostare nuovi modelli di consumo post pandemia».

A Parma è stato poi presentato uno studio di The European House – Ambrosetti sul futuro dell’olio italiano: la crescita del comparto oleario italiano passa per la sostenibilità e la valorizzazione del prodotto come confermato da Zefferino Monini, dell’omonima azienda umbra, che ha sottolineato come i limiti territoriali dell’Italia non consentano una crescita in quantità e quindi si debba puntare su un aumento qualitativo, un valore per tutto il Paese.

Nell’ultima sessione dell’evento, dedicata a sostenibilità e innovazione come risposta all’emergenza e curata da Alessandro Perego, Politecnico di Milano, il moderatore, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e già Ministro delle Politiche Agricole e dell’Ambiente, ha dichiarato: «È importante il forte messaggio sulla priorità della sostenibilità ambientale arrivato dal mondo delle università e da importanti attori del settore delle imprese. L’agroalimentare italiano deve diventare leader in Europa per la sostenibilità, sia per quanto riguarda le modalità di produzione sia nella propensione a rivoluzionare il sistema degli imballaggi all’insegna di una vera bioeconomia circolare. Con questa capacità di coniugare innovazione e sostenibilità si può rilanciare l’occupazione e la qualità della vita nei nostri territori e nelle nostre stesse aziende».

A quest’ultima sessione è intervenuto, da remoto, Vincenzo Amendola, Ministro per gli Affari Europei, che ha confermato l’impegno di rendere il Green Deal uno strumento utile per la ripresa del Paese. In questo nuovo contesto mondiale, pieno di paure ma anche opportunità, l’Europa ha dato la sua risposta e l’Italia deve essere pronta a divenire leader in questa fase di transizione.

 

Cibus 2021 ci aspetta

Ora l’appuntamento è con Cibus 2021, che inaugurerà il 4 maggio del prossimo anno a Parma e sarà la prima grande fiera alimentare europea dopo il lockdown.

>> Link: cibusforum.cibus.it

 

Altre notizie

 

Post-Covid solutions: Costa Group presenta le innovazioni specifiche

per l’Ho.re.ca. e la Grande Distribuzione per la ripartenza del fuoricasa

 

A Cibus Forum l’azienda spezzina Costa Group, leader a livello mondiale nella progettazione e arredamento di locali della ristorazione e del food retail, ha presentato le sue “soluzioni” 4.0 per il mondo del food & beverage post-Covid. «Lo stop forzato delle attività ha costretto in ginocchio un settore già sofferente e l’emergenza sanitaria sta accelerando il processo di evoluzione della ristorazione e dell’ospitalità in generale. Oggi l’obiettivo primario è ripartire, ma farlo con idee nuove» ha spiegato Franco Costa (in foto in basso), presidente di Costa Group. «Come Costa Group abbiamo avviato una ricerca rivolta al domani, coinvolgendo imprenditori operanti in settori diversi, per trovare insieme delle soluzioni. Soluzioni che sicuramente contribuiranno a traghettare l’ospitalità verso il futuro, con maggiore attenzione al cliente e un nuovo concetto di “percepito”. Siamo di fronte ad un mondo in rapida evoluzione, in cui ci rapportiamo con un pubblico profondamente cambiato: più insicuro, attento ed esigente. Sarà obbligatorio creare ambienti visibilmente sicuri e offrire un servizio protetto ed efficiente. Cibus Forum è l’occasione per mostrare in anteprima quanto gli imprenditori italiani sappiano fare con le mani e la testa, anche in piena emergenza».

 

Le proposte di Costa Group realizzate insieme a partner specializzati

 

Costa Group vanta oltre 6.000 realizzazioni in tutto il mondo e da oltre 40 anni collabora con i più importanti brand del settore food e retail. Oggi Costa Group è tecnologia e ricerca, è molto di più del semplice mobile: è dar voce all’arredo, in modo che il cibo sia protagonista assoluto.

>> Link: www.costagroup.net

 

Didascalia 1: Cibus Forum è stato aperto dai saluti di Gian Domenico Auricchio, presidente di Fiere di Parma, Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, e Stefano Bonaccini, Governatore della Regione Emilia-Romagna.

Didascalia 2: Franco Costa.

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