Eurocarni nr. 10, 2020

Rubrica: Indagini

(Articolo di pagina 62)

Sostenibilità, gli allevamenti ovini sardi all’avanguardia

Pubblicati i primi dati del progetto europeo “SheepToShipLife”

Sono arrivati i primi risultati sul monitoraggio degli impatti ambientali degli allevamenti ovini in Sardegna nell’ambito del progetto europeo “SheepToShipLIFE”, coordinato da CNR, Istituto per la BioEconomia di Sassari, in partnership con Agris, Laore, assessorato regionale della difesa dell’Ambiente, dipartimenti di Agraria e di Scienze economiche e aziendali dell’Università sassarese. La Sardegna è stata scelta come area di intervento del progetto in quanto rappresentativa del comparto ovino mediterraneo: da sola conta infatti oltre il 40% del patrimonio ovino italiano.

Gli studi di SheepToShipLIFE evidenziano come “le relazioni tra l’allevamento ovino e le emissioni di gas serra sono poco studiate, nonostante la continua crescita a livello mondiale dei piccoli ruminanti e il rilevante interesse dei consumatori verso i prodotti di origine ovicaprina”.

Le strategie elaborate per raggiungere questi obiettivi (–20% di emissioni di gas serra con l’incremento delle redditività negli ovili entro nel 2030) hanno seguito un approccio multidisciplinare che è stato presentato a Macomer nella sede del Consorzio per la tutela dell’Igp Agnello di Sardegna, durante un focus group che ha coinvolto circa 30 tra pastori tecnici e una delegazione delle istituzioni partner del progetto.

Il piano è stato declinato su una serie di tecniche di mitigazione che prevedono: incremento dell’efficienza riproduttiva del gregge, portando la fertilità media del gregge da circa il 75% al 99%, attraverso protocolli specifici (es. protocollo Sementusa); a questo consegue dunque un incremento dal 6 al 21% nella produzione di latte e del 40% circa della produzione di carne.

Tra le altre tecniche di mitigazione, il miglioramento nella produzione dei foraggi in azienda, con tecniche di agricoltura conservativa che riducono i costi e le ore di lavoro ma migliorano la durata e la qualità dei pascoli, a vantaggio anche del valore nutrizionale e proteico dei foraggi, che così più apprezzati e digeribili dagli animali, contribuiscono alla riduzione delle  emissioni di metano dei ruminanti, tra le voci maggiormente impattanti sul bilancio delle emissioni di CO2.

 

Il progetto europeo “SheepToShipLIFE”

L’obiettivo principale del progetto è quello di contribuire a migliorare le prestazioni ambientali del comparto ovino della Sardegna, individuando e applicando soluzioni innovative per la riduzioni delle emissioni di gas serra della filiera lattiero-casearia. Per raggiungere tale scopo il progetto analizzerà, tramite la metodologia del Life Cycle Assessment in duecento aziende ovine e in dieci caseifici della Sardegna, le implicazioni ambientali dei processi di produzione del latte e dei formaggi Dop Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo, individuando i punti critici ambientali dei processi di produzione. Dai risultati dell’analisi saranno sviluppati due manuali di Buone Pratiche per la Mitigazione dei Cambiamenti Climatici (uno sulle tecniche agro-zootecniche, diretto alle aziende ovine, l’altro sul processo di caseificazione industriale) per la promozione dell’eco-innovazione e delle strategie di miglioramento e di ottimizzazione della qualità dell’intera filiera.

>> Link: www.ispaam.cnr.it/italiano-sheeptoship-life

 

Fonte: EFA News European Food Agency.

 

Didascalia: l’obiettivo principale del progetto SheepToShipLIFE è quello di contribuire a migliorare le prestazioni ambientali del comparto ovino sardo, individuando e applicando soluzioni innovative per la riduzioni delle emissioni di gas serra della filiera lattiero-casearia. La Sardegna è stata scelta come area di intervento del progetto in quanto rappresentativa del comparto ovino mediterraneo: da sola conta infatti oltre il 40% del patrimonio ovino italiano (photo © felinda – stock.adobe.com).

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