Eurocarni nr. 9, 2019

Rubrica: Eventi

Articolo di Benedetti E.

(Articolo di pagina 46)

The Welsh Way

All’edizione 2019 del Royal Welsh Show si è celebrata la cultura zootecnica e agricola del Galles in un contesto di pesante incertezza politica

Biodiversità, tradizione, cultura zootecnica e passione allevatoriale. Questi sono gli ingredienti del Royal Welsh Show, l’evento unico nel suo genere che ogni anno in piena estate porta a Builth Wells, nel cuore del Galles, migliaia di allevatori e agricoltori, operatori del settore carne e zootecnia, buyer e stampa internazionale. L’edizione 2019, svoltasi dal 22 al 25 luglio, è stata un’occasione importante anche per fare il punto sugli scenari politici che si prospettano all’orizzonte, tra Brexit, l’elezione del nuovo Prime Minister conservatore Boris Johnson, avvenuta proprio nei giorni della manifestazione, la  presenza del Principe Carlo d’Inghilterra, da sempre attento ai temi dell’agricoltura e della zootecnia. E così, tra gare di tosatura degli agnelli, concorsi di eleganza di splendidi capi allevati, il girovagare nelle stalle stracolme di capi di bestiame e allevatori che sonnecchiano, entrambi, tra una gara e l’altra, happening di grigliate, musica e mercati agricoli, si è parlato di politica e di futuro del Regno Unito.

Incertezza politica e scenario disastroso in caso di No-Deal
«Una nuova analisi ci dice che gli allevatori di agnello del Galles potrebbero dover far fronte a un calo del 24% dei prezzi di mercato provocato dal crollo dell’export qualora il Regno Unito perseguisse una disastrosa politica di un No-Deal Brexit a fine ottobre, proprio al culmine della stagione dell’esportazione di Welsh Lamb» ha detto senza mezze misure il presidente dell’ente promotore della carne rossa Hybu Cig Cymru (HCC) Kevin Roberts nel corso della colazione inaugurale a base di costolette di agnello. Nel corso della passata edizione Roberts aveva avvisato gli operatori in merito ai potenziali effetti catastrofici in caso di un No-Deal e oggi la situazione non si è certo rasserenata. «HCC, insieme all’AHDB delle carni inglesi e alla scozzese QMS, ha commissionato uno studio all’Andersons Centre (si veda box sottostante). Il risultato è apocalittico: il centro di ricerche ha infatti stimato che le esportazioni di carne bovina e ovina verso l’UE potrebbero diminuire del 92,5%, con l’export di agnello “quasi completamente spazzato via”. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che questa pericolosa proiezione diventi realtà» ha detto il presidente di HCC.
«Abbiamo bisogno di una soluzione stabile e continuativa. Con l’accordo giusto, HCC è pronto ad incrementare le esportazioni e aumentare la domanda interna». Nel corso di questi anni, ha poi ricordato il capo di HCC-Hybu Cig Cymru, i referenti commerciali del Welsh Lamb sia a livello nazionale che sui mercati esteri hanno sempre di più apprezzato la cosiddetta Welsh Way, ovvero la tradizionale modalità di allevamento dei capi ovini a bassa intensità e i passi in avanti compiuti dagli agricoltori gallesi per ridurre le emissioni di carbonio. «La nostra tradizione allevatoriale è una delle più sostenibili al mondo ma, ciò nonostante, dobbiamo ancora combattere contro le notizie false che invadono i social network in materia di produzione alimentare e cambiamento climatico» ha detto Roberts, aggiungendo che «è giunta l’ora che la case history di successo dell’agricoltura gallese diventi tendenza». In proposito, HCC sta conducendo questa battaglia contro la disinformazione attraverso una comunicazione mirata, con video e contenuti multimediali ad hoc.
Roberts ha poi ricordato che l’allevamento gallese di bovini, ovini e suini ha contribuito alla produzione zootecnica con 688 milioni di sterline, dando un enorme contributo di sviluppo alle comunità gallesi e allo stile di vita rurale. «Proprio ora, e in particolare per la carne, i prezzi non sono quelli che vorremmo. Oltre ai capricci dell’offerta e della domanda, parte del problema è dato dall’incertezza economica e politica di Westminster».
In altre parole, il Galles è una regione straordinaria nella sua vocazione zootecnica e agricola e nella ricchezza che può distribuire. «I nostri allevatori e le nostre aziende agricole meritano molto più di un disastroso No-Deal», ha concluso Roberts.
 

Un nuovo studio sugli impatti della Brexit per i settori gallesi del bovino e dell’ovino

Un nuovo rapporto pubblicato lo scorso 18 luglio mette in evidenza la piena portata delle potenziali implicazioni della Brexit per le filiere del manzo e agnello made in UK. Lo studio, commissionato da AHDB, Quality Meat Scotland (QMS) e Hybu Cig Cymru – Meat Promotion Wales (HCC), e sviluppato da The Andersons Center, analizza nel dettaglio l’impatto delle misure tariffarie e non tariffarie (NTM) nei potenziali scenari di trattativa e di libero scambio sul commercio di carni bovine e ovine, oltre che sui consumi interni, sull’equilibrio dei prezzi, sulla produzione e sulla redditività del comparto zootecnico. Si tratta di uno degli studi più dettagliati del loro genere, che comprende lo sviluppo di un nuovo modello per comprendere i costi del commercio con l’UE27 e che traccia 7 raccomandazioni per l’industria delle carni al fine di mitigare, per quanto possibile, le sfide poste dalla Brexit. Raccomandazioni che includono:

«Questa analisi suggerisce che l’impatto di un No-Deal Brexit in ottobre sarebbe davvero un bel problema per gli allevatori di ovini e bovini in Galles dato che si stima un calo del 92%» ha dichiarato John Richards, Industry Development Manager di Hybu Cig Cymru. «Il rapporto stima un calo del 24% dei prezzi degli agnelli nel periodo di punta dell’anno, con un disastroso effetto sulla redditività degli allevatori».

Per info: meatpromotion.wales/en/news-industry-info/policies-analysis/preparing-for-brexit

 

Gwyn Howells dà il benvenuto a Prince Charles nello spazio HCC

L’edizione 2019 ha visto anche la presenza del Principe Carlo d’Inghilterra, che al Royal Welsh Show si è soffermato a lungo a parlare con gli allevatori e ad approfondire le tecniche di allevamento sostenibile della zootecnica gallese, la cosiddetta “Welsh Way”. Gwyn Howells, chief executive di HCC (in foto con Prince Charles), ha riassunto al Principe le più diffuse pratiche agricole sostenibili gallesi — messe in evidenza nella campagna di comunicazione istituzionale — incluso il fatto che il bestiame gallese sia allevato a erba, al pascolo, senza alcuna modalità di tipo intensivo. Uno degli agricoltori che compare nei video promozionali di HCC è Richard Roderick, che nel Breconshire possiede un allevamento che conta 900 pecore da riproduzione e 90 capi di bovine da latte. Richard ha spiegato al Principe del Galles come nella sua Newton Farm riesca a minimizzare l’utilizzo di fertilizzanti grazie alla tecnologia di precisione GPS e abbattere le emissioni grazie ad una ventina di chilometri di area boschiva selvatica realizzata a tale fine. Prince Charles ha anche incontrato Katie-Rose Davies, che gestisce l’azienda di famiglia a Nantymoel, nel Glamorgan. Katie-Rose alleva un migliaio di ovini da riproduzione e una piccola mandria di bovini e gestisce le sue terre da pascolo in una modalità che sviluppa la fauna selvatica riducendo il rischio di inondazioni nelle vicine valli di Ogmore e Rhondda. «L’erba è la nostra risorsa più preziosa» ha detto Katie-Rose Davies. «Come la maggior parte degli allevatori gallesi cresciamo il nostro bestiame a erba, mantenendo al minimo i mangimi acquistati».

Elena Benedetti

>> Link:
www.rwas.wales/royal-welsh-show
www.agnellogallese.eu

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