Eurocarni nr. 11, 2019

Rubrica: Attualità

(Articolo di pagina 32)

Nuova ripresa dei consumi domestici nel 1º semestre 2019

Nel comparto dei proteici di origine animale prosegue il recupero delle carni fresche, per le quali aumentano nel complesso i volumi esitati (+0,6%) e ancor più la spesa sostenuta (+1,5%)

Nel primo semestre 2019, dopo un 2018 chiuso con un deciso rallentamento del trend di crescita, la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari ha ripreso a crescere a ritmi più elevati. I dati sui consumi delle famiglie del panel Ismea Nielsen, nella prima metà dell’anno in corso, evidenziano infatti un incremento complessivo della spesa del +1,1% rispetto all’analogo periodo 2018. Sono stati di nuovo i prodotti a Largo Consumo Confezionati (Lcc) del comparto a trainare la spesa (+2%), mentre per i prodotti sfusi la spesa si è ulteriormente contratta dello 0,9%. Gli acquisti in promozione presso la Distribuzione Organizzata (DO) nei primi sei mesi dell’anno hanno interessato un quarto del fatturato, vale a dire che circa una referenza su quattro è stata acquistata a prezzo scontato. Questo andamento conferma una tendenza generale: è ormai consolidato che il consumatore si muove per i suoi acquisti cercando di sfruttare tutte le occasioni di risparmio.

I prodotti proteici di origine animale
Nel comparto dei proteici di origine animale, prosegue il recupero dei consumi per le carni fresche, per le quali aumentano nel complesso i volumi esitati (+0,6%) e ancor più la spesa sostenuta (+1,5%). Nel primo semestre 2019 a trainare il comparto sono le carni bovine fresche, per le quali i volumi acquistati, rispetto all’analogo semestre 2018, risultano incrementati del 2% con esborsi superiori del 2,9%. Positiva la performance anche per le carni avicole, per le quali aumentano volumi e spesa (rispettivamente +1,2% e +2,2%); restano invece stabili le vendite per le carni suine (+0,1% i volumi), ma con prezzi medi unitari in aumento (+1,6% la spesa complessiva). Di contro, le “carni minori” (ovine e cunicole) continuano il percorso flessivo con riduzioni delle vendite che viaggiano a 2 cifre (–12% e –18%). Stabili nel complesso gli acquisti di salumi, con trend positivi in volume solo per i salami (+1,2%), contrastati da lievi riduzioni per i prosciutti, sia crudi che cotti, e dal costante cedimento del consumo di würstel. Nel segmento dei lattiero-caseari, il bilancio della spesa rispetto al primo semestre 2018 torna a stabilizzarsi dopo un lungo periodo negativo. In particolare si evidenzia un incremento nei consumi di latte UHT (+0,7% i volumi), a fronte di un costante decremento degli acquisti di latte fresco (–1,5% in volume). Aumentano i consumi per i formaggi molli e per gli industriali, mentre restano stabili i consumi per i freschi. Si contraggono, invece, i volumi acquistati per i formaggi duri, a fronte però di una crescita dei prezzi medi che implica nel complesso un aumento della spesa di 3,1 punti percentuali.
(Fonte: Ismea – Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale)
www.ismea.itwww.ismeamercati.it

 

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Didascalia: secondi i dati di Ismea, nel primo semestre 2019 a trainare il comparto sono state le carni bovine fresche (photo © alessia – stock.adobe.com).

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